Ancora sui DIRITTI CIVILI

Le nozze gay sono il suicidio dell’Europa?

Contro l’omofobia e la transfobia – Appello ai candidati

L’ex fidanzato storico
di Alfonso Signorini
candidato dal Cavaliere

Sottotitolo: penso che di queste faccende non si parli mai abbastanza.

Per smettere di farlo c’è un unico modo: mettere in pratica, nei fatti, quell’uguaglianza che fino ad ora è rimasta lettera morta su una Costituzione che nessuno rispetta, nemmeno chi lo deve fare per ruolo e mestiere.

Se proprio si vuole insistere nel non voler considerare le persone uguali come Costituzione comanda bisognerebbe rinnovare un po’ il repertorio delle cazzate che si dicono e che si scrivono per negare quel diritto.
Ché quelle solite, sempre le stesse, sono diventate stucchevoli, noiose, insopportabili.

Come lo sono generalmente tutte le falsità e le menzogne. Il diritto che più di tutti gli altri in questo paese viene violentato e disatteso SCIENTEMENTE prim’ancora che quello di formare un nucleo familiare e chissenefrega poi di come lo si vuol chiamare, di poter adottare dei figli agli omosessuali è quello riconosciuto dall’articolo 3 che ORDINA, non chiede se gentilmente si può fare, allo stato e dunque ai governi di trattare TUTTI i cittadini nello stesso modo, dunque non per mezzo di concessioni da feudo medioevale ma in funzione di leggi dello stato.

Premessa:   il matrimonio è un istituto fallimentare che andrebbe abolito per tutti.

Non serve, non cementa di più un bel nulla, è solo un costo, una burocrazia continua per qualsiasi cosa, quando ci si sposa e quando si divorzia, serve solo ad arricchire eserciti di avvocati,  la chiesa che ad ogni cerimonia religiosa mette in cassa altri soldi e altro potere – non solo con  il matrimonio religioso ma anche  con un battesimo imposto quando la persona non è in grado di intendere, di volere, di dire no,  di chiedere di poter scegliere da adulto consapevole se vuole far parte o meno di un club piuttosto che un altro, comunioni e cresime che si fanno fare ai bambini solo perché si fa la festa e si ricevono i regali.

Se due persone vogliono stare insieme non serve l’accordo certificato o ancorché benedetto, e una stretta di mano o un vaffanculo sono molto meno costosi di una pratica legale.

MA il fatto che mentre mezza Europa e un resto del mondo civile abbiano regolato e da tempo la questione delle unioni omosessuali mentre qui, nel nostro bel paese, culla del diritto [che è di tutti e non solo di qualcuno], ci sia una politica miserabile, ipocrita e asservita alla volontà di  divulgatori di menzogne e ignoranza che si domanda ancora se sia il caso di farlo, che nasconde la sua pochezza dietro alibi ridicoli, che dice cose assurde spacciandole per regole costituzionali solo perché non vuole smettere di essere serva di una chiesa oscurantista, retrograda, violenta e malvagia non fa dell’Italia solo un paese molto al di sotto della soglia di una ragionevole civiltà ma lo rende proprio brutto, triste e cattivo.

Non è vero che il paese non è pronto e che la gggente non capirebbe: è la politica, TUTTA, ad essere prona e vigliacca, e niente affatto intenzionata a dare a tutti quei diritti che i politici si sono già presi da un pezzo e da se medesimi. Loro non hanno nessun tipo di problema, per loro i diritti – visto che se li riconoscono da se medesimi – non solo sono riconosciuti e applicati ma addirittura estesi oltre il tollerabile, per la gente comune, le minoranze, non è affatto così, e questo non sarà mai un paese civile finché la politica, per non perdere i voti dei cattolici integralisti, fondamentalisti, ipocriti e cattivi farà quel che vuole la chiesa sulla base non di un sentire cristiano, solidale, altruista come dovrebbe essere ma solo perché alle gerarchie vaticane interessa mantenere e aumentare il potere.

E per mantenere il potere, la Storia insegna, bisogna dividere, si divide incentivando il razzismo, l’omofobia, promuovendo l’idea di persone relegate alla condizione di  categorie – inferiori – e che per questo devono rimanere in una situazione  borderline, non disturbare, non chiedere ma essere obbligate comunque a sottostare a tutti i doveri da cittadini: rispettare la legge, pagare le tasse, e assumersi la responsabilità civile e legale di ogni loro azione. Dunque lo stato per mezzo dei governi si legittima da se medesimo ad ignorare gli omosessuali ma loro non possono né devono, PER LEGGE, ignorare lo stato.

I diritti non sono concessioni, sono – appunto – diritti, che non possono restare appesi ai desiderata e alle ormai quotidiane dichiarazioni delle loro eminenze, né ad una politica che quando non sa che fare si attacca alla famosa teoria del “c’è altro a cui pensare, c’è la crisi”,  parla molto la politica  – soprattutto a vanvera – la crisi è mondiale, eppure, nel frattempo i governi di tanti paesi [dopo Parigi anche Londra dice sì alle nozze gay] non hanno mai perso di vista la regolamentazione del diritto civile, evidentemente pensano – come me –  che chi non capisce che i diritti civili sono la priorità,  perché vanno a toccare spesso questioni anche più importanti di un’economia più forte, non capisce niente,  loro, questi nostri  statisti delle cippe lo sanno e lo capiscono benissimo ma continuano ad ignorare un problema che c’è e che va risolto.

Per non parlare di un “giornalismo”  servo e servile che fa da eco ad ogni sospiro che arriva dagli invasori d’oltretevere. 
Quello che attiene al diritto civile non dovrebbe riguardare chi ha scelto di occuparsi di anime, spiritualità e del trascendentale.

Nei paesi dove le unioni di fatto fra persone dello stesso sesso sono una realtà da molto tempo non mi pare che nessuno sia caduto in quel baratro di cui parlava bagnasco, anzi, a ben vedere, si vive molto meglio che in questo.

6 thoughts on “Ancora sui DIRITTI CIVILI

  1. Ieri ho visto un servizio in cui si paragonava questa situazione a quella vissuta prima della legge sull’aborto e di quella sul divorzio. Anche all’epoca, si diceva nel servizio, il problema non era tanto tra la gente “comune” quanto piuttosto tra le stanze del potere.
    Però io devo dire che vedo molta ostilità nei confronti degli omosessuali. La cosa più carina che sento dire è “poveracci, se so nati così che ci vuoi fare”

    • Per fortuna non tutti dicono le idiozie di giovanardi, né quelle che ha detto poco tempo fa paolo villaggio, un altro imbecille che pensa che l’omosessualità sia una patologia, una condizione umana da compatire,appunto…

  2. Grazie per l’intervento così deciso, in momenti cruciali bisogna tirar fuori tutta la determinazione possibile e pretendere quello che è ingiusto non venga ancora riconosciuto.

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