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Non siamo Stato noi

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Ustica, la Cassazione: “Aereo abbattuto
da un missile, lo Stato risarcisca”

Ustica, lo Stato paga il tradimento dei suoi uomini

Ci sono voluti trentatré anni perché un giudice stabilisse che i morti di Ustica sono una responsabilità dello stato, dunque non dei diretti responsabili, quei traditori  che un nome e cognome ce l’hanno, di chi ha permesso che si violasse lo spazio aereo, di chi in tutti questi anni si è reso complice di omissioni, depistaggi, coperture, di chi ha fatto in modo che come sempre accade in questo paese indagini e processo si allungassero oltremodo ché più s’allunga il brodo e più i colpevoli hanno la possibilità di farla franca, la responsabilità di quei morti e di tutto quello che è accaduto dopo, la perdita del lavoro per un sacco di gente, la ricollocazione in compagnie aeree fantasma come l’Air Mediterranea con qualifiche e stipendi molto inferiori – la strage di Ustica ha riguardato molto da vicino anche la mia famiglia  quindi so di che parlo – è nostra, di tutti noi che facciamo parte di questo stato infame i cui rappresentanti alti, egregi, le cosiddette istituzioni non pagano mai per i loro errori e reati, tanto male che vada ci siamo sempre noi cittadini a pagare due volte, sia quando lo facciamo da  vittime ma anche quando lo stato per mezzo delle sue istituzioni decide che i responsabili occulti siamo noi, tutti, perché allo stato, a questo stato ha fatto sempre comodo così. 
Tutti colpevoli, nessun colpevole.

Come scrivevo mesi fa lo stato quando deve incassare da noi cittadini manda Equitalia e costringe a pagare, il come fare non è cosa loro, poi se è davvero giusto che noi cittadini dobbiamo pagare si vedrà, quando è lo stato ad essere inadempiente non ha nessuna Equitalia che lo vada a disturbare. 
Se la può prendere comoda quanto vuole. 
Spesso nemmeno ci si arriva, ad essere pagati o ripagati dallo stato, le loro ‘contingenze’ sono molto più importanti delle nostre esigenze e dei nostri diritti. 
Non solo questo è il paese dei Grandi Misteri, il paese dove non si riesce mai a fare chiarezza su nulla, dove le stragi si compiono da sole e non si trova mai il colpevole, il paese dove le parole “verità” e “giustizia” sono impronunciabili senza un moto di disgusto e indignazione a causa di tutte le volte in cui queste sono state e sono negate, tradite, perché si sa, verità e giustizia difficilmente si possono pretendere e ottenere in un paese dove i processi durano vent’anni ma anche più di trenta sempreché non intervengano prima tutti quei provvedimenti ad personam e ad castam che fanno di questo il paese più “garantista” di tutti ma nel quale ottenere giustizia è stato ed è sempre molto difficile grazie a questi moderni “padri della patria” che hanno lavorato alacremente affinché le parole verità e giustizia non riguardassero mai le le loro “eccellenze”e quindi a cascata anche un certo indotto di delinquenza e criminalità. 
Perché verità e giustizia disturbano, costringono a riportare in superficie fatti, nomi e cognomi che per mantenere un certo quieto vivere concordato di volta in volta a seconda dei casi e dell’opportunità del momento, della convenienza, è meglio che rimangano nascosti.

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  1. E vabbè, mettiamo pure questa sulle spalle dei minatori del sulcis, però con l’ultimo acquisto dei famosi caccia, stipuliamo pure un’assicurazione per il futuro, che prevenire è sempre meglio che curare
    pace e bene agli umani di buona volontà

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