Che bel paese, l’Italia

Mps crolla. Bankitalia: ‘Noi ingannati’
Dal Pd alla Lega, tutti in fuga da Mussari

«Prima bisogna salvare gli italiani, poi le banche che non ci hanno mai pensato due volte a lasciare i cittadini in difficoltà. Ricordo al professore che, a causa dell’iniquo rigore imposto dal suo Governo, sono molti i giovani costretti a vendere o svendere gli immobili lasciati dai genitori dopo una vita di sacrifici. Chi glielo spiega a quei giovani che quei soldi si sono trovati per finanziare una banca?» (Antonio Ingroia)

Dirigenti, manager, banchieri, primari ospedalieri, tutta gente piazzata dalla politica di tutti i colori, poi quando succede qualcosa e si va a chiedere conto alla politica, ai politici, cadono dalle nuvole, non sanno, loro, fanno un altro mestiere.
Non basta più nemmeno la vergogna a rendere l’idea di quello che sono queste persone che hanno le mani in pasta ovunque ma quando c’è da assumersi la responsabilità dei fatti di cui si rendono responsabili avendo agevolato e incentivato l’agire di chi aveva ed ha tutt’altri interessi, non certo quello di far funzionare al meglio ospedali, aziende e banche non lo fanno mai.
Quando i controllati sono anche i controllori e viceversa, possono capitare cose di questo tipo.

Se invece, come succede nei paesi normali la politica restasse fuori dagli ambiti che non le competono allora si potrebbero perfino applicare le leggi e mandare davvero in galera chi fa fallire una banca, un’azienda, la politica stessa, non licenziarlo con buone uscite milionarie.
Nei paesi normalmente civili tipo l’Islanda o gli Stati Uniti chi fa fallire le banche va in galera per due o trecento anni, non viene promosso presidente di tutte le banche.
Risolvere il conflitto di interessi avrebbe messo l’Italia al riparo da molti rischi e tante cose si sarebbero potute evitare, solo in questo paese controllati e controllori si scambiano disinvoltamente le poltrone. E sono sempre le stesse persone.

Ma questo sembra non preoccupare nessuno, nemmeno il presidente della repubblica solitamente così prodigo di suggerimenti.

Per salvare una banca PRIVATA depredata dai creativi della finanza a vantaggio dell’avidità del solito 10% dei possessori dell’intero patrimonio nazionale il governo di Monti rapina i cittadini e nessuno fa un fiato? sindacalisti, politici de’ sinistra tutti zitti? “paccate di miliardi” a MPS mentre tagliavano ovunque fosse possibile meno però nelle tasche dei ladri e degli approfittatori di stato?

 Il tempo è galantuomo; è poca cosa forse ma è abbastanza per essere in qualche modo orgogliosa di capire meglio, oggi, che tutto quello che ho sempre pensato a proposito di un certo modo di fare politica era ed è tutt’altro che un pensare populista e qualunquista. Che di fronte agli interessi non c’è diversità di pensiero che tenga, e che in nessun paese come l’Italia dove l’imperativo di tutti i poteri è nascondere, omettere, coprire con la menzogna anche la realtà più evidente, quella che acceca è più che mai calzante il concetto che dire la verità è un atto rivoluzionario.

Quando – molti anni fa – si discuteva lontano dai social network che ancora non esistevano di sprechi, di privilegi eccessivi nella politica persone di sinistra mi dicevano che non era quello il problema, che era una goccia nel mare; ora, invece, tutti hanno scoperto che era ed è anche quello il problema, anzi, è stato proprio il problema che ci ha condotti allegramente alla bancarotta. Quando scrivevo che il finanziamento ai giornali è una cosa buona e giusta ma solo se i giornali poi assolvono al loro dovere che è quello di informare e non mettersi al servizio di un padrone, avevo ragione, senza l’inchiesta del Fatto Quotidiano che, guarda caso, soldi dallo stato non ne prende oggi non sapremmo nulla della lieta novella del Monte dei Paschi di Siena e di un sacco di altre cose che altri giornali per ovvi motivi non possono raccontare.
Risolvere il conflitto di interessi avrebbe messo l’Italia al riparo da molti rischi,  tante cose si sarebbero potute evitare e ogni giorno lo capiamo meglio perché in Italia una legge sul conflitto di interessi non la vuole la destra, non l’ha voluta la sinistra e non la vogliono nemmeno a centrosinistra. Ma questo sembra non preoccupare nessuno, nemmeno il presidente della repubblica solitamente così prodigo di suggerimenti, e mi sembra abbastanza ridicolo che di fronte al mare magnum di porcherie inenarrabili che i cittadini di questo paese sono costretti a subire pretendere poi da loro il rispetto di leggi e regole imposte da chi per primo si fa beffe delle une e delle altre, con la piccola differenza che se la legge non la rispettiamo noi ne dobbiamo rispondere, dobbiamo assumerci la responsabilità di non averlo fatto ma quando sono loro, quelli che le leggi le fanno, non succede niente.

Oggi lo stato chiede ai cittadini – dopo averli spogliati del diritto alla salute, all’istruzione, al lavoro, allo stipendio, alla pensione – di giustificare come e perché spendono quel che resta dei loro soldi per mezzo del redditometro, a noi cittadini però non deve essere concesso pretendere neanche una spiegazione sul come lo stato dilapida il denaro estorto sotto forma di tasse “necessarie”?

 

3 thoughts on “Che bel paese, l’Italia

      • vabbè la mia era solo una battuta, tanto per dire … ecco quello che succede quando ci sono i comunisti….
        il commento serio doveva essere “benvenuta nel partito degli under 70.000” senza metterti il linko per non far sapere cosa sia
        ci si arriva tardi negli anni, però molti morti di fame derubati dai soliti marpioni moriranno senza capirlo

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