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Ancora sugl’impresentabili

Inserito il

Preambolo: è ufficiale.  Il Dio di Obama è migliore di quello dei nostri ipocriti e vergognosi politici italiani.
Perché è vero che il presidente americano giura sulla bibbia di impegnarsi “con l’aiuto di Dio” ma poi non si limita a recitare il rosario, dice cose importanti e in parte  le fa. Non usa Dio per nascondersi, per inventarsi assurde questioni di coscienza che impediscono il progresso come invece fanno gli indegni rappresentanti dello stato italiano.

Usa, Obama giura e parla al popolo
“Pieni diritti per gay e lesbiche”

Sottotitolo: Bersani su Ingroia a “Lo Spoglio”;  “Che sinistra è quella che rischia di far vincere la destra? Questo è il punto, mi faccia un Twitter…”

Ingroia su Twitter: “La tua”.  ^_^

Se facessi la giornalista sarei onorata di essere denunciata da uno come crisafulli, un indecente rappresentante di un partito, il pd, che invece di incassare e battere in ritirata alza il tiro incolpando un giornale di scorrettezza per aver informato i suoi lettori circa le credenziali di chi avrebbe preteso di essere inserito nella coalizione di chi dovrà, dovrebbe, vorrebbe governare questo paese. Tutti con la querela, la denuncia, la richiesta di risarcimento in tasca, ma di fare le persone serie non se ne parla proprio. Occhio che se cominciamo a chiederli noi i risarcimenti non vi basterà nemmeno la prossima vita per pagare.

Tutti a dare addosso a Di Pietro per aver dato residenza a gente del calibro di scilipoti, de gregorio e razzi ma nessuno che abbia fatto lo stesso nei confronti di chi ha offerto la stessa possibilità a gentaglia che messa di fronte alle sue responsabilità invece di tacere chiede perfino il risarcimento. 
I miei complimenti al Fatto Quotidiano per tutte le volte che, grazie alle sue inchieste, è riuscito a smascherare pubblicamente tutto quello che la politica ci teneva, invece, a nascondere, a non far sapere in giro. 

Ad uno che usa i soldi pubblici per farsi pavimentare la strada comunale che porta a casa sua dovrebbe essere impedito di fare anche semplicemente il rappresentante di classe nella scuola dei figli, altroché candidarsi nella politica locale e nazionale. Cominciamo a a ripristinarlo sul serio questo senso della legalità tanto invocato, senza strizzare l’occhio all’estortore perché ricattare il calciatore miliardario è senz’altro meno grave che sciogliere bambini nell’acido. La pena per l’estortore, il boss assassino e il politico che compie il reato di malversazione [negli States li buttano in galera e si perdono le chiavi, per dire] dovrebbe deciderla un giudice, non il comune sentire di chi non riesce ad abituarsi all’idea che la legge anche in Italia deve essere uguale per tutti.

Crisafulli vs Il Fatto
“Io fuori, colpa vostra”

Pdl in Campania “sacrifica” Cosentino
E in Sicilia fa il pieno di impresentabili

Liste pulite

[Alessandro Gilioli – Piovono rane]

Quindi, dopo aver risolto il caso Cosentino, hanno in lista solo Verdini, Cesaro, Farina, Razzi, Scilipoti, Polverini, Formigoni, Angelucci, Cicchitto, Capezzone, più Minzolini e il potente cognato di Previti, Gianni Sammarco.

Onestamente, il bar di Guerre Stellari continua a fargli una pippa.

Nick ‘o ‘mericano

Nicola Cosentino nel settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di spicco nell’ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici attraverso la società per lo smaltimento dei rifiuti Eco4 come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, un imprenditore reo confesso di aver smaltito abusivamente rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari. 
Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell’Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni.
Due mesi dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle rivelazioni fu assassinato da un commando di killer casalesi. 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, diventa sottosegretario del governo berlusconi.
Il 12 gennaio del 2012 il parlamento vota per la seconda volta no all’arresto del parlamentare in odor di camorra. Decisivi al suo salvataggio – che lo dico a fare – i radicali che in sei avevano espresso la loro contrarietà e la lega del miglior ministro dell’interno maroni, quello che tanto si è prodigato alla lotta antimafia da commuovere financo l’ex superprocuratore Grasso appena assunto nel piddì di Bersani che aveva pensato ad un premio speciale per il governo di b proprio per il suo ottimo contributo alla lotta antimafia.

Ecco, ad esempio Cosentino era uno di cui non si doveva più parlare ma non in qualità di incandidabile perché impresentabile, non si doveva parlare di lui proprio come persona che ha problemi con la legge e quindi estranea al dibattito politico. In un paese normale chi ha problemi con la legge si fa da parte quando si presentano i problemi, non quando gli torna utile [tipo quando ha la valigia pronta come l’altro:  il ‘senatore’]. Ma noi abbiamo un parlamento pieno di coscienze variegate, sarebbe stato troppo normale votare sì all’arresto non dico la prima volta ma almeno la seconda. A quest’ora probabilmente quello che doveva dire lo avrebbe detto e ci saremmo già alleggeriti pure di qualche altro pezzo. A me piacerebbe tanto sapere a chi conviene ed è convenuta  la presenza di questi farabutti mascalzoni in parlamento; chi andrà a governare dovrebbe prendersi la responsabilità di spiegarlo agli italiani.

E, per concludere trovo indecente la quantità di sostegno offerto all’estortore latitante Fabrizio Corona  sulla sua pagina di facebook di cui si è tanto parlato in questi giorni.
C’è gente che pensa che il ricatto, l’estorsione siano reati di serie b, così come deve averlo pensato Napolitano a proposito della diffamazione quando ha praticamente graziato con un buffetto da 15.000 euro il recidivo sallusti.
Questo è un paese eticamente alla rovina non certo SOLO  per colpa di berlusconi che ha trovato la strada bella, pronta e spianata ma perché è la stragrande maggioranza della gente ad aver perso il senso delle cose e della misura,  ad essere proprio allergica al rispetto delle regole, anche quelle che riguardano la legalità e che sono necessarie per una convivenza il più possibile civile. 

Tiritiritu? Marco Travaglio, 22 gennaio

Il guaio non è il concetto, è la parola: “impresentabile”. Che fa impazzire il partito più impresentabile dell’universo e scatena il coro delle voci bianche, anzi marron: “Impresentabile a me? E tu allora? E lui? E voi?”. È tutta una catena, che nessuno ha mai tirato: appena scopri un impresentabile, quello ne scopre subito un altro più impresentabile di te. Il problema si aggrava se, a pretendere liste presentabili, è il più impresentabile di tutti: quello che spolvera le sedie degli altri sperando che nessuno spolveri la sua. Pagheremmo qualunque cifra per assistere in diretta, nascosti dietro la statua di Priapo, al vortice dei vertici diurni e notturni convocati a Palazzo Grazioli — già sede dei bungabunga, anzi delle cene eleganti con gare di burlesque — per ripulire le liste del Pdl. I Mastrolindo ufficiali sono B. (dall’alto dei suoi 26 processi, 7 prescrizioni, 2 amnistie, 3 insufficienze di prove, 3 reati depenalizzati da lui stesso, 1 condanna in primo grado per frode fiscale), e l’on. avv. Ghedini, che ieri tomo tomo cacchio cacchio ha confessato al Tribunale di Milano: “Devo scegliere fra il ruolo di difensore del Cavaliere e quello di candidato in campagna elettorale”. Le tre giudicesse comuniste e femministe lo guardavano strano: “E lo vieni a dire a noi?” Intanto il Cainano spiegava a Scajola: “Guarda caro, purtroppo i sondaggi della Ghisleri parlano chiaro: senza impresentabili guadagniamo 2 punti e 1 milione di voti”. Al che Sciaboletta, indagato soltanto per finanziamento illecito per la casa pagata da un altro a sua insaputa, faceva: “Quindi ti ritiri tu?”. E l’altro: “No, tiritiritu”. “Uno scioglilingua?”. “No, un ordine”. Comprensibilmente prostrato dall’esser giudicato impresentabile dal più impresentabile di tutti, che fra l’altro si presenta, Scajola cadeva in uno stato di profonda prostrazione. Una larva umana. Specie quando scopriva che al suo posto, in Liguria, entra Minzolingua, imputato per peculato perché usava la carta di credito Rai per fare il giro del mondo mentre risultava in ufficio al Tg1, dunque molto presentabile. Lui però giura che non è vero niente. A Marrakech, per esempio, era in missione top secret per incontrare una fonte riservatissima, che ovviamente non può rivelare: “un agente dei servizi che mi svelò le infiltrazioni jihadiste in Marocco”. O magari un nipote di Mubarak che cercava la sorella. In un’altra stanza s’incontravano Al Fano, quello del Partito degli Onesti, e per contrappasso Nicola Cosentino in arte Nick o’ Mericano. Alle parole “passo indietro” di Angelino, Nick tentava di mettergli le mani addosso, anche perché l’amico coindagato Luigi Cesaro, detto Giggino a’ Purpett, dalle liste non lo smuove nessuno. Nick, mollata per un attimo la giugulare di Angelino Jolie, chiedeva di parlare col principale, che intanto pontificava a Sky: “Cosentino è sub judice “. Il che, detto a uno con un piede in tribunale e uno in galera, insomma più sub judice così si muore, non è per nulla carino. Quando poi, a pranzo, il Cainano gli ha garantito “farò di tutto per tenerti dentro”, si è temuto per la sua vita. “Dentro” in che senso? Da due giorni e due notti, frattanto, campeggia all’addiaccio sotto Palazzo Grazioli il povero Alfonso Papa, che “dentro” ci è già stato per tre mesi e vorrebbe evitare di tornarci, ma nessuno lo riceve e quelli che escono fanno finta di non conoscerlo. Vagli a spiegare che lui è impresentabile mentre Fitto, per cui ieri il pm ha chiesto 6 anni e mezzo per corruzione, peculato, illecito finanziamento e due abusi, è presentabilissimo. Anzi è lui che fa le liste del Partito degli Onesti con Verdini, un altro che ha più processi che capelli in testa. 
A un certo punto un improvviso spostamento d’aria faceva tremare il palazzo: era Nick o’ Mericano che fuggiva con le liste e le firme del Pdl campano, destinazione ignota. Noi, per quel che può valere, siamo con lui.

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Una risposta »

  1. il problema è tutto nella squola pubblica tajana ed in particolar modo nelle elementari.
    come ben si sa il carattere di un bobbolo si forma nella prima infanzia
    questa squola non serve a nulla, ne per dare un’educazione civica, nè per dare un minimo di formazione su come affrontare gli studi nè una base di nozionismo, almeno una volta tutti i cittadini tajani sapevano che la nebbia agli irti colli piovigginando sale, anche se si concedevano qualche licenza tipo scrivere squola con la q

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