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E tu donna, partorirai con dolore [da metterci la firma, se fosse stato solo questo]

Io voglio bene a don Piero Corsi, ce ne vorrebbero di parroci come lui. Faciliterebbero il lavoro per arrivare, prima possibile, ad uno stato laico. Indipendente.

Preambolo:  chi non sa tenere a bada i propri istinti, oppure pensa di poter leggere un invito nell’abbigliamento di una donna, nel suo modo di porsi fosse anche il più irriverente e spregiudicato è malato. Oggi una donna quando vuole scoparsi un uomo, glielo chiede. Che è anche più divertente.

Vorrei che le donne potessero decidere da sole quali posti frequentare, a che ora e che vestito indossare senza dover temere l’aggressione che può essere anche la toccatina sull’autobus.
Pensare che in un certo senso, nel profondo di sé, o addirittura dire da pubbliche  ribalte  che è davvero colpa delle donne la violenza sulle donne  è devastante. E’ un’idea criminale.
Cosa dobbiamo insegnare alle nostre figlie, ad avere paura o a lottare per non doverla avere più?

Dire chiaro e tondo che questo sarà un mondo più civile quando certi, molti uomini sapranno voltarsi da un’altra parte e dire no anche davanti a una donna che apre le cosce, quando non è il caso, quando quelle cosce si aprono per motivi diversi dall’attrazione sessuale, dall’amore, dalla voglia consapevole di donarsi, quando certi, molti uomini sapranno rassegnarsi a capire che un NO significa NO, che la separazione non è un dramma da lavare col sangue perché la vita continua e una persona, una donna non può essere proprietà privata di nessuno è troppo difficile, troppo impegnativo?  perché la provocazione riguarda le donne  e mai gli uomini?   in presenza di un bell’uomo una donna va forse  a mettergli le mani fra le gambe per rendersi conto delle dimensioni dei suoi attributi? non mi pare, però chissà perché la tastatina al culo di una donna è stata sempre considerata quasi una cosa innocente, sulla quale si poteva sorvolare, ecché sarà mai? finché qualcuna  si è stancata e ha cominciato a denunciare, ora toccare un culo senza il permesso della sua legittima proprietaria è un reato in piena regola. Ed è giusto che sia così. Quindi, come per tutte le cose che riguardano i rapporti di convivenza fra persone anche la violenza sulle donne è una questione culturale.

Ma, quando la cultura scarseggia, quando un uomo si sente legittimato a mancare di rispetto alle donne perché non sono “prudenti” nel vestirsi, muoversi e parlare è giusto, giustissimo  che intervenga la legge per dire che una persona deve essere libera di abbigliarsi, parlare e muoversi come vuole, quando quegli atteggiamenti non nuocciono a nessuno. E ci mancherebbe altro.

Quello che manca in questo paese è la tutela delle donne minacciate e la certezza della pena, altroché le donne prudenti e timorose di dio.

7000 euro AL GIORNO per la scorta di berlusconi, 250 milioni l’anno per proteggere tutti gli altri – gente che potrebbe benissimo pagarsela di tasca propria una scorta se la vuole, se è davvero necessaria – e non si riescono a trovare fondi per un progetto di tutela a favore di gente, nella fattispecie donne che la vita la rischia davvero? e questo sarebbe un paese civile, avanzato, democratico?

Sottotitolo: il prete di Lerici rinuncia alla tonaca, dice di essersi pentito, di aver capito la gravità del suo agire e che spera, ora, di ritrovare la sua serenità.

La SUA serenità.
Capito come funziona? che ognuno può dire e scrivere quello che vuole a proposito di tutto, cavarsela poi con un cambio d’abito, delle semplici scuse [quando arrivano] o pagando una multa ridicola di poche migliaia di euro.

Il messaggio che passa qual è? che ognuno potrà continuare a dire e scrivere quello che vuole, perché dopo non succede niente.

 Il messaggio che passa è che in questo paese si può diffamare, istigare alla violenza, all’odio razziale, si può assolvere un uomo che ammazza una donna per un paio di calzini piegati male in un cassetto [è successo davvero] e nello stesso tempo considerare assassina una donna che abortisce, e non succede NIENTE.

Don Corsi smentisce le dimissioni
Alla cronista: “Ti venga un colpo”

Anno 2013, l´educazione del maschio (Natalia Aspesi)

 “Arroganti, cioè non sottomesse, autosufficienti cioè in grado di non dipendere da nessuno. E poi, sempre secondo il buon don Piero, si può capire perché tanti mariti si arrabbiano un po´ e bruciano nella caldaia il corpo della moglie tagliato a pezzi: «Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi o da fast food, vestiti sudici!».

La Spezia, “Femminicidio? Colpa delle donne”
Il prete chiede scusa per il volantino in chiesa

E AL GIORNALISTA CHIEDE: “LEI E’ FROCIO?” (AUDIO)

Istiga alla violenza, rimuovete quel prete

Premesso che quelli di pontifex andrebbero ignorati, in un paese normale non si darebbe così risalto ad ogni loro sortita, verrebbero considerati alla stessa stregua di quegli scimuniti di scientology, al pari di ogni associazione che veicola la qualunque in nome di dio.
E quel sito sarebbe stato chiuso come si chiudono quelli che istigano al nazismo, al fascismo e al razzismo. 
Nei paesi normali non tutto viene considerato libera espressione dei pensieri, per fortuna.

Comunque sì, le donne provocano. Sempre, le donne provocano sempre, altrimenti che donne sarebbero? il problema, quello che non capiscono  certi fondamentalisti impotenti,  è che una donna può, se lo desidera, andare in giro seminuda, avere tutti gli atteggiamenti provocatori che vuole, non saper cucinare un piatto di pasta decente né avere voglia di lucidare la sua casa tutti i giorni, ma questo non deve autorizzare nessun portatore insano di minchie esuberanti privo di un cervello pensante ad interpretare queste cose  come un invito alla violenza, figuriamoci all’omicidio.

Quello accaduto ieri però  è un fatto più serio di quattro scemenze deliranti  scritte in un sito internet.
Perché quando un prete trova spunto e ispirazione da quel che c’è scritto in un sito internet e lo usa per farlo proprio durante le celebrazioni  di natale significa che il colpevole degli abomini perpetrati, continui, continuati, reiterati dagli uomini di chiesa ormai a cadenza quotidiana, il responsabile delle violenze verbali, delle offese, delle minacce, e di tutto quello che con religione e cristianità non c’entra nulla non è il papa, il prete, il curatore fondamentalista  del sito internet.

I colpevoli sono tutti quelli che li stanno a sentire, i colpevoli sono stati quelli che non hanno interrotto questo prete durante la messa di natale impedendogli di diffondere le ennesime scemenze pericolose, i colpevoli sono quelli che non si alzano e se ne vanno in presenza di chi dice e diffonde scemenze deliranti, pericolose.

I colpevoli sono quelli che affrontano chilometri di viaggi per andare a sentire un papa che intravvede i pericoli per la pace nella gente che si ama, che non fa del male a nessuno, e nel diritto di ognuno di poter vivere nel modo che vuole, quando non fa del male a nessuno. 

La colpa è di chi rende credibili questi predicatori della follia estremista. Di tradizioni che si tramandano nei secoli dei secoli; di chi non capisce che le religioni, tutte, sono solo forme di dittature culturali dalle quali sarebbe doveroso sottrarsi, che bisognerebbe evitare di andare ad arricchire il bottino dei partecipanti a certe mense, perché su quelle  tavole vengono propinati solo veleni.

Questa gente va abbandonata insieme a tutti i suoi deliri.

Le donne, molte donne, provocano, sì, in atteggiamenti, usando ormai linguaggi liberi e spregiudicati.

E allora?

Cosa gliene dovrebbe fregare a chi si dovrebbe disinteressare a loro per mestiere?

 Questa gente andrebbe incriminata  per istigazione all’odio e alla violenza.

Proteggete i vostri figli da questi squilibrati. Teneteli lontani dalle chiese.

Misogini, omofobi e razzisti non sono gente che pensa diversamente: sono persone socialmente pericolose.

La politica di un paese civile ha il dovere di scrivere o riscrivere leggi che proteggano, tutelino tutt* coloro che quotidianamente rischiano la loro incolumità, spesso la vita perché donne, omosessuali, gente di una diversa etnia, il governo, la politica e le istituzioni preposte alla tutela dei cittadini di un paese civile hanno il dovere di intervenire nei confronti di chi – specialmente da pubbliche ribalte – che sia uno studio televisivo o l’altare di una chiesa diffonde pensieri violenti, pericolosi, perché sono anche quelli che poi armano le mani, legittimano chi aggredisce donne, omosessuali e quelle persone che – forse non lo sanno – ma hanno avuto la fortuna di non nascere in un paese come il nostro dove si permette tutto a tutti [perfino a uno squallido diffamatore di professione perdonato e graziato dal capo dello stato in persona] in virtù di una ipotetica libertà di pensiero, perché i pensieri alla fine “non ammazzano nessuno”.
Niente di più falso: promuovere, incentivare, dare spazio e visibilità ai predicatori folli, lasciar correre, giustificare, minimizzare la pericolosità di certi discorsi, anche quelli proclamati urbi et orbi e spacciati per messaggi di pace, significa soffocare, uccidere la cultura buona, lasciare che venga sopraffatta da quelle cattive. 
Questo è un paese fragile e culturalmente arretrato, vent’anni di fascismo e altri venti di berlusconi sono la conferma che la stragrande maggioranza degli italiani si fa affascinare da chi propala culture cattive, gli italiani sono un popolo facilmente seducibile; perseguire questo trend, lasciare le cose come stanno, continuare a pensare che tutti possano continuare a dire tutto liberamente significa essere complici di chi uccide le donne perché “provocano”, aggredisce gli omosessuali, i neri, gli “zingari” perché li considera gente inferiore, non degna di avere gli stessi diritti degli altri.
Per molti non dovrebbero avere nemmeno il diritto di vivere. 
La società civile, noi che pensiamo che il diritto alla vita sia un diritto di tutti, perfino dei pazzi scellerati, di quei malati mentali che intravvedono il pericolo nella bellezza di una donna, in persone che si piacciono o si amano, in gente diversa da noi solo per i suoi tratti somatici, per un diverso colore della pelle, abbiamo il dovere di pretendere una politica di governo che metta fine a questo scempio indegno di una democrazia occidentale.

E al prossimo politico di “sinistra” che trova i punti di riferimento in papi e cardinali e se ne vanta pubblicamente je deve cascà la lingua, ma sul serio, altro che la profezia dei Maya.

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  1. l’ennesimo prelato che ha perso l’ennesima occasione di stare zitto e non dire una delle molteplici minchiate che propinano da più di 2000 anni, c’è uno spesso filo di idiota, colpevole e delittuosa perseveraza che accomuna da sempre politica e religione in italia, e vedo che non cessa mai

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    • La colpa è di chi li sta a sentire. Di tradizioni che si tramandano nei secoli dei secoli; di chi non capisce che le religioni, tutte, sono solo forme di dittature culturali dalle quali sarebbe doveroso sottrarsi, che bisognerebbe evitare di andare ad arricchire il bottino dei partecipanti a certe mense, perché su quelle tavole vengono propinati solo veleni.

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  2. Se dovessi avere un figlio cercherò di non farlo mai entrare in una chiesa (almeno durante i riti) se non per ammirare le opere d’arte

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  3. Il mio titolo è, ovviamente, ironico e sarcastico.
    Grazie.

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