La complessa vicenda?

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Il baubau Renzi è stato finalmente riportato alla sua cuccia; o a destra con l’olio di ricino e il manganello o al centro coi democratici cristiani.

Gli italiani sono fatti così. Rassicuranti.

Mai un sussulto, un guizzo, niente.

Il presidente Napolitano non potrà partecipare come di consueto alla prima della Scala perché improrogabili impegni lo trattengono a Roma; fra quegli impegni c’è anche il doversi occupare personalmente di un delinquente abituale e recidivo, come se fosse normale che il presidente della repubblica debba occuparsi personalmente dei delinquenti recidivi, lo skipper alle cime di rapa  si lamenta che i media erano contro di loro come se negli ultimi tre mesi non avessimo visto e sentito parlare solo di primarie, di Bersani e di Renzi, di Vendola e di Tabacci, della signora Puppato messa lì per chissà quale motivo, come una nota di folklore femminile in un contesto sempre, solo e unicamente maschile.

Sallusti, B: “Riformare la giustizia”
E il Colle esamina la vicenda

https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/60842_4893722471962_244249182_n.jpgL’ex premier: “Sta al mondo politico trovare una soluzione” (leggi)Sabato l’arresto del direttore del Giornale e l’evasione dai domiciliari (leggi). Il portavoce di Napolitano, Pasquale Cascella, fa sapere via twitter che “Il presidente sta esaminando – oggi ha visto il ministro Severino – ogni aspetto della complessa vicenda Sallusti”.

Il fatto che Napolitano senta il dovere di occuparsi di sallusti, su sollecitazione di non si sa bene chi è una legittimazione della diffamazione. Da oggi in poi tutti quelli che hanno la possibilità di scrivere e parlare da pubbliche ribalte sanno che qualsiasi cosa dicano e scrivano potrà essere giustificata, qualsiasi orrore potrà essere derubricato nella categoria delle “opinioni forti”; nessun argine fra la libertà di esprimersi e quella di offendere, calunniare e diffamare, e semmai ci dovesse essere qualche problema, qualche ostacolo, tipo un galantuomo che, stanco di essere perseguitato a mezzo stampa decide di far intervenire un giudice a stabilire se è giusto che una persona perbene possa essere oltraggiata pubblicamente da una permale tutti sapranno che il presidente Napolitano sarà disposto e disponibile a metterci su la sua amorevole pezza.

Lui è fatto così, in certe situazioni si sente chiamato all’intervento personale, non ce la fa a esimersi, altruista piùcchemai, ma solo con chi pare a lui. 

Il pronto intervento Colle funziona solo da una certa categoria in poi, ex ministri indagati per falsa testimonianza, ex giornalisti, cose così.

Stanno bene a parlare gli intellettuali, a dire che la politica ha bisogno di gesti positivi; nella decisione di Napolitano di occuparsi del delinquente recidivo c’è tutto il riassunto, il concentrato del peggior berlusconismo.

Non si capisce perché un presidente della repubblica si debba occupare personalmente delle vicende di un condannato recidivo per diffamazione e non delle altre migliaia di casi che riguardano le migliaia di condannati per altri reati, o di quelli che sono in galera anche senza aver commesso reati.

E magari occuparsi di Taranto dove la gente è costretta a scegliere se morire di cancro o di fame.

E, tanto per chiarire: chi evade dai domiciliari, non viene riportato ai domiciliari ma in galera. 

Intanto berlusconi pensa di dover continuare ad occuparsi del bene del paese e cioè del suo e dei suoi molteplici problemi con la giustizia: un pregiudicato che pretende di riformare la giustizia a misura di pregiudicati.
Mi pare straordinario, questa è la risposta migliore per tutti quelli che “sallusti non meritava il carcere”. 
Complici morali di uno che per cancellare le colpe ha sempre cancellato i reati.
Irresponsabili che hanno prestato il fianco all’ennesima dichiarazione scellerata di questo distruttore di democrazia e civiltà.

Non vogliono il carcere per i giornalisti che diffamano? allora che lo tolgano anche per i cittadini comuni, che diffamano,  e a chi fa un uso sconsiderato del mestiere deve essere impedito di poter continuare a svolgere quel mestiere. 
Uno come sallusti deve essere cacciato da tutte le scuole del regno e messo in condizioni di non nuocere, altro che lasciargli la possibilità di far scriver un radiato dall’albo da opinionista sotto pseudonimo e dirigere un giornale pagato coi soldi di tutti.

L’evasione non è un atto di coraggio come scrive l’ottimo Telese che si chiede se sia il caso di scioperare per dimostrare solidarietà a sallusti [ancora?], men che meno lo è quella del recidivo sallusti.

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