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Basta discriminazioni, sì. Ma con i fatti

L’odio per gli omosessuali NON E’ un’opinione.

Così come non lo sono il fascismo e il razzismo.

 

 Tempo fa ebbi una discussione con un’amica perché una sua conoscente era venuta nella mia bacheca di facebook a scrivere idiozie deliranti e omofobe e lei mi disse di non considerare questo un problema, che insomma se la teneva e se la tiene e che male c’è.

Io per esempio gente così non la vorrei neanche come vicina di casa, o parente, e siccome i parenti e i vicini di casa non si possono scegliere dove invece si può fare io lo faccio.

Qui nel web e anche con le persone che frequento, davanti a me nessuno si permette di chiamare un omosessuale frocio e ricchione senza rischiarsela, e probabilmente non gli verrà concessa neanche la possibilità di riprovarci ancora.

Non facciamo parlare gli ignoranti, i razzisti, i fascisti e gli omofobi. E non parliamo con gente così, c’è solo da guadagnarci.

Non ci vuole una legge per stabilire che le donne, gli omosessuali, i bambini, gli uomini non devono essere maltrattati, stuprati, violentati e uccisi; ne basta una per tutti.

Per le PERSONE.

Sono i diritti paritari che sconfiggono l’omofobia e ogni forma di discriminazione.
E’ rendere tutte le persone davvero uguali, formalmente e sostanzialmente, senza che qualcuno si debba vergognare per essere in qualche modo “diverso”.

Continuare a circoscrivere in recinti separati comunque dal contesto unico nel quale tutti dovrebbero poter stare, vivere, lavorare, amare, significa continuare a dividere, separare.

Non ci vuole una legge che punisca l’atto violento, ci vuole una legge che punisca il pensiero violento, l’apologia, chi pensa e purtroppo dice e scrive idiozie pensando di averne il diritto,  che in democrazia tutto sia possibile, concedibile, tollerabile, accettabile.

Quello che vorrei capire e che qualcuno dovrebbe spiegare visto che i casi si ripetono è anche altro: si può liberamente aprire una pagina su un social network appositamente per dileggiare e insultare qualcuno facendo in modo poi che si possa riconoscere? e dove sono i solerti controllori del cyberspazio mentre su una pagina facebook o un blog come è capitato a me si getta discredito non su un’entità astratta e virtuale ma su una persona facendo in modo che si capisca chi è?
Dove sono quelle regole necessarie a tutelare le persone?
Se aumentano i luoghi che una persona può trovarsi a frequentare anche le leggi si devono adeguare.
Non c’è nessuna differenza fra l’oltraggio subito nel mondo reale e quello che molti sono costretti a dover subire ripetutamente, spesso per mesi, anni da scellerati delinquenti ai quali andrebbe inibito l’uso di un computer visto che madre natura ha inibito loro l’uso di un cervello.

Bisogna impedire la libera diffusione del pensiero discriminatorio e violento, soprattutto qui in Rete che troppi ancora considerano una terra di nessuno.
Nessun diritto di parola a chi diffonde idiozie, istiga alla violenza, alla discriminazione, e lo fa con la pretesa e l’arroganza di avere una libertà che lo permette, no. 
Nessun tipo di libertà né tanto meno nessuna democrazia hanno mai favorito le discriminazioni, i razzismi, i fascismi e le diseguaglianze.

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