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Legge elettorale “contra Grillum”

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Fare una legge elettorale che non sfavorisca troppo apertamente il movimento di Grillo è un lavoro lungo e complesso, direbbe la sora Elsa.

Il prossimo step per evitare che il movimento di Grillo prosegua il suo cammino anche nel parlamento nazionale sarà un colpo di stato in piena regola? che vuole fare Re Giorgio, allertare l’esercito? quei bei golpe, attentati alla democrazia fatti in modo soft specialmente in questi ultimi due decenni, quelli fatti in modo tale che gli italiani non si accorgessero di niente non vanno più bene?
Io non devo né  voglio prendere le parti di nessuno, ho scritto centinaia di volte  che non ho mai votato il movimento né ho intenzione di farlo, ma non posso non rilevare, non foss’altro per onestà di pensiero, che l’ostracismo che sta subendo il MoVimento è un fatto assolutamente  eccezionale.
Dalle leggi ad personam per favorire un “delinquente abituale” si passerà a quelle “contra” per sfavorire chi delinquente non è? dov’è il corto circuito?
Ed è grave non capire la differenza fra diverse situazioni, fra un presidente della repubblica che un bel giorno comunica gioioso che l’Italia non ha più il diritto ad un governo democraticamente eletto e tutta la canea che si sta alzando attorno ad un movimento di gente che si è fatto strada da solo, senza sostegni particolarmente forti. A meno che Casaleggio, un imprenditore che non risulta abbia contatti né amicizie strette con la mafia, precedenti penali, accuse di corruzione, sfruttamento della prostituzione minorile,  una condanna per frode fiscale, varie prescrizioni sia più potente della mafia, del vaticano e di tutto ciò che abitualmente ha tenuto in piedi i governi che si sono succeduti in questo paese.

Io non vedo nessuna irregolarità costituzionale nel cammino politico del movimento di Grillo, a differenza di quelle che sono state reiterate praticamente tutti i giorni per  diciassette anni per dare e ridare fiato al delinquente abituale. Ed è questo principio che sto difendendo da quando il movimento di Grillo ha preso piede con così tanta forza. Non spetta a me dire che il movimento di Grillo ha meno diritti di poter ambire ad un posto in parlamento, dopo che quel diritto è stato concesso a berlusconi e alla lega.
Ed è  per queste ragioni che – dopo essermi meritata vent’anni di berlusconi  pur non avendolo mai legittimato,  a differenza della bella politica tradizionale che ancora oggi lo ritiene un interlocutore col quale doversi confrontare –  non vorrei dovermi meritare pure Grillo [che  NON E’ candidato, comunque].
E non capisco perché dobbiamo essere, continuare ad essere così masochisti tanto da addossarci le colpe di una classe politica indecente  composta da incapaci interessati solo a mantenersi privilegi e poltrone che prima crea i mostri e poi fa venire i sensi di colpa ai cittadini facendo credere che è colpa loro così come è successo con e per berlusconi altro eletto grazie ad un escamotage anticostituzionale.
In queste ultime tornate elettorali gli italiani sono stati obbligati a votare  gente inserita in  liste bloccate di nominati dai lor signori dei partiti, gente che poi  ha dato la fiducia a un nominato non eletto da nessuno ma scelto da Napolitano che ha ritenuto fosse persona in grado di risolvere l’emergenza spread.
Ma la storia di questo paese avrebbe dovuto insegnare a tutti i senzienti e capenti che salvatori in Italia non ne abbiamo mai avuti.

E nessuno ha mai fatto cose per la gloria e il prestigio in questo paese.
L’Italia ha sempre pagato un prezzo altissimo a chi l’ha tolta solo  apparentemente  dai guai.
E la prima cifra di quella somma è stata  la limitazione della libertà.
Io credo che un paese si possa definire davvero civile e democratico quando non viene mai costretto nelle e dalle emergenze, e quando ogni cittadino può esprimersi senza essere considerato un “comunista di destra”, un “fascista della Rete”, un populista, un qualunquista e un guastafeste.
Perché con Monti, lo abbiamo visto e purtroppo lo vedremo ancora, è stato tutto  meno che una festa, una celebrazione di democrazia.
 Ed è gravissimo che sia proprio il supremo garante, quello che dovrebbe garantire per il popolo e non per chi quel popolo ha offeso e violentato, a decidere che l’andazzo deve continuare ad essere questo.

Monito ergo sum
Marco Travaglio, 4 novembre

A leggere le cronache dal Quirinale degli ultimi giorni viene in mente “Questi fantasmi”, quando Eduardo parla con i botti di fine anno, in crescendo: prima qualche petardino sommesso, poi le girandole, infine i grandi fuochi d’artificio. Nei giorni pari i quirinalisti scrivono che il capo dello Stato pensa di anticipare le elezioni a febbraio, per essere lui a incaricare il nuovo premier e soprattutto bruciare sul tempo Grillo che, dicono i sondaggisti, avanza di un punto al mese. Nei giornidispari piovono le smentite, sotto forma di “fonti del Quirinale”, o di tweet di Cascella, o di parole tratte dal quotidiano monito di King George:mai pensato al voto anticipato, che vi siete messi in testa. Intanto però i notisti politici, curiosa sottospecie di cronisti che abitano i sottoscala e gli ambulacri del palazzo, sensibilissimi al più impercettibile battito d’ali del potere, buttano lì una frasetta oggi e una domani su un imminente messaggio alle Camere del capo dello Stato. La scusa sarebbe quella di sollecitare i partiti — che non ne hanno alcuna intenzione — a cambiare il Porcellum.

Ma il sottotesto fra le righe è ben altro, comprensibile persino a chi, come noi, è sprovvisto dei codici di decrittazione dal quirinalese all’italiano: impedire con ogni mezzo una vittoria di Grillo, già paventata in passato come il peggiore di tutti i mali e oggi ancor di più, dopo i risultati delle elezioni siciliane, e a maggior ragione, dopo la boutade su Di Pietro al Quirinale. Così, dall’alto Colle, iniziano a udirsi i primi petardi e girandole, a filtrare sussurri e borbottii, subito tradotti in sciame sismico dai quirinalisti, mandati avanti a sondare il terreno, dissodare le zolle, arare il campo e spianare la strada al Monito Supremo, il grande botto di Capodanno o anche prima.
Roba da far impallidire il monito sfuso della scorsa primavera, poco prima delle amministrative, contro “i demagoghi di turno”, che sortì l’effetto opposto a quello desiderato: a Parma vinse Pizzarotti proprio perché la gente era stufa dei demagoghi di turno. Che però non erano i grillini, ma i grassatori di destra e sinistra che avevano portato la città alla bancarotta.
Troppo vago dunque controproducente anche il monito di dieci giorni fa a “tener conto dell’esperienza Monti”: i siciliani l’han preso talmente sul serio che sono rimasti
a casa o han dimezzato i partiti che sostengono Monti e premiato chi non lo sostiene. Ora, per evitare altri spiacevoli equivoci, bisognerà essere più espliciti, possibilmente indicando il nome e il cognome chi non bisogna votare. Squadre di insonni corazzieri,palafrenieri,consulenti, giuristi di corte, scalfari e macalusi sono al lavoro notte e giorno sul Colle per trovare la formula più efficace per convincerci a salvare i partiti che ci hanno rapinati e rovinati e a perpetuare la Repubblica più purulenta della storia dell’umanità.
Ci vorrebbe una telecamera nascosta per immortalare una scena che pare il replay del Marchese del Grillo: quando il Papa, con le truppe napoleoniche alle porte di Roma, convoca al Quirinale la guardia pontificia per difendere il palazzo dai giacobini senza-Dio. E si ritrova di fronte un manipolo di nobili ottuagenari, gottosi e prostatici, che si reggono in piedi a stento: chi col girello, chi con la stampella, chi direttamente in barella, in uno sferragliare di cateteri, flebo, pròtesi e cinti erniari, giurano tutti di combattere fino alla morte (bella forza). Ora, più di due secoli dopo, il Quirinale è di nuovo in pericolo: le truppe “giacobiniste” (copyright la Repubblica) a 5Stelle premono alle porte. 
S’impone dunque un Supremo Monito all’altezza della gravità dell’ora. 
I più gettonati sono due. 1) “Vietato votare per partiti fondati da comici o ex magistrati”.
2) “Ma ci tenete proprio tanto a queste elezioni? E se stavolta saltassimo un giro e votassi solo io.
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