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Tu scendi dalle stelle

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Comunque non è vero che stanno portando via il Pd dalla sinistra. La sinistra potrà vederlo tutti i mercoledì pomeriggio e a week end alterni, più sei giorni a Natale.

[Alessandro Gilioli]

***

Su Facebook qualcuno mi ha dato della reazionaria, anticomunista e pure quella che ha “berlusconi nel cuore”: ‘sti cazzi! solo per aver scritto che non capisco perché la critica e il giudizio verso il modus operandi della politica debba trasformarsi nella critica e nel giudizio su Crocetta?

Oppure perché penso che non ci sia niente da festeggiare in un paese dove  la politica si trasforma  sistematicamente e puntualmente ad ogni tornata elettorale in associazione fra opposte fazioni?

Meglio essere reazionari ma vivi che adagiarsi su questo sistema che viaggia sull’onda del meno peggio e del “nulla cambi affinché nulla cambi.”

Se imparassimo a ragionare con la nostra testa e non con quella dei segretari di partito o di giornalisti ai quali piace tanto mettersi in cattedra forse ci sarebbe più obiettività nei ragionamenti. Se il fine comune, l’obiettivo è di migliorarlo davvero questo paese.

C’è chi ha dato la vita per consentirci di poter votare, quindi, SCEGLIERE, e quando lo ha fatto non pensava, evidentemente che un giorno lo scettro del comando potesse andare a finire nelle mani dei banchieri non certo per volontà del popolo.

Di contro c’è anche chi ha perso la vita per liberare questo paese dalla mafia, ma i partiti di mafia oggi sono ancora in parlamento e dettano l’agenda politica.

Partiti fatti di gente che pensa, ne è convinta, anzi, che il politico traditore, ladro, corruttore, mafioso per conto suo e per conto terzi  non deve essere cacciato dall’agone ma addirittura salvato per mezzo dei suggerimenti di coscienze.

Questo è sempre il paese dove si commemorano Falcone e Borsellino ma poi si salva cosentino.

E la sinistra, o quel che ne resta, con questa gente qui ci fa lingua in bocca.

E per me è un dovere morale sottolineare questa cosa.

Con buona pace dei professorini che si esprimono da pubbliche ribalte.

Sono indecisa fra le facce toste, quelle di bronzo o quelle miseramente e normalmente come il culo. Certo è che dichiararsi sorpresi dell’exploit, fare finta solo adesso del disastro in cui versano i partiti “tradizionali”, quelli che tanto piacciono a Napolitano che sicuramente starà febbrilmente preparando un altro comunicato da minculpop circa i pericoli del populismo [presidente: si chiama POPOLO: le decisioni di un popolo quando avvengono per mezzo di espressioni democratiche e non con la presa dei palazzi del potere si chiamano VOLONTA’, non populismi] significa non aver capito nulla del sentire attuale della maggioranza degli italiani. L’astensionismo non è mai una buona cosa, però c’è anche da dire che quando vengono sottratti tutti i sistemi democratici per dire “no” la gente alla fine pensa di non avere più il dovere di sostenere la politica. E questo è quello che sta succedendo. Quando un popolo s’indigna giustamente con una politica che ruba, spreca, è al centro di ogni malaffare e un presidente della repubblica dice che no, che bisogna sostenerla quella politica la gente non capisce. Il voto serve a qualcosa se c’è qualcuno che lo merita.
Se invece il trend è quello del meno peggio, poi del meno peggio del meno peggio, e via all’infinito, arriva un giorno in cui non voto ed è un mio diritto, così come è mio diritto lamentarmi di non avere avuto una possibilità di scelta accettabile.

E questi sono i risultati. Grillo non è un prodotto dell’antipolitica ma della malapolitica.

Dichiararsi sorpresi poi mentre una nullità come pierferdy si permette di dettare l’agenda circa le prossime elezioni nazionali della serie “noi sì ma Vendola no” [insieme al pd] se non fosse una cosa molto seria di cui se fossi un’elettrice del pd mi preoccuperei molto farebbe anche ridere.
Crocetta è potuto diventare presidente di regione grazie al sostegno dello stesso partito di totò vasa vasa, al momento occupato a scontare una manciata di anni di galera per concorso con la mafia ma questo pare che sia un dettaglio insignificante, c’è chi canta vittoria e chi la consegna perfino alla sinistra. Per vincere contro l’armata brancaleone di un pdl ridotto così male serviva l’alleanza con l’udc e il benestare di casini, amico PERSONALE di vasa vasa?
Grillo e i suoi attivisti hanno avuto ed hanno il merito di farci vedere nei fatti e non nelle ipotesi la vera natura della nostra bella politica tradizionale, quella che senza inciuci con le mani sotto ai tavoli che, se questo fosse un paese normale dove i cittadini capiscono che non è mai una bella cosa quando destra e sinistra vanno d’accordo ma che la normalità democratica è l’esatto contrario, sarebbe sparita grazie alla consapevolezza dei cittadini non certo per merito di un signore che faceva tutt’altro nella sua vita ma che un bel mattino ha capito che la politica di un paese non può viaggiare grazie a inciuci e accordi fatti al solo scopo di mantenersi il posto e la poltrona.
Grillo non fa politica ma solo confusione populista? può darsi, ma se fare politica significa accettare di mettersi sotto lo stesso ombrello del partito dei più mafiosi d’Italia, degli amici di mannino, cuffaro e andreotti, se questa è tutta la rivoluzione che sa fare un partito di centrosinistra tutti i grandi soloni distribuiti fra politica e opinionismo illustre ci facessero almeno la cortesia di non “blaterare” di populismi poi, quando la gente sceglie di non sostenere la politica e i partiti.
Sorpasso in retromarcia
Marco Travaglio, 30 ottobre
Chissà se stavolta Napolitano, magari cambiando apparecchio acustico, ha sentito il boom di Cinquestelle in Sicilia. Sicuramente l’han sentito il Pd e i resti del Pdl, letteralmente asfaltati da Grillo con una nuotata e un paio di settimane di comizi. Quel gran genio di Lupi si dice “sorpreso” per il risultato siciliano: una sorpresona. Bersani, lo stesso che un mese fa strillava all'”antipolitica” dei “fascisti del web”, ora si accorge che “Grillo c’è, e in modo serio”. Purtroppo per lui, M5S c’è e in modo serio (il che non vuol dire sempre condivisibile) da almeno cinque anni. Non è antipolitica, è politica: senza i “grillini”, in Sicilia non avrebbe votato poco meno della metà dei siciliani, ma poco più di un terzo. Da oggi in Sicilia e da domani in Italia, M5S costringerà i partiti di destra, di centro e di sinistra, se vogliono governare, ad ammucchiate sempre più inguardabili e innaturali. Solo un partito in estinzione come il Pdl può attribuire il disastro, nell’isola del 61-0 del 2001, alle ultime mattane del Cainano dal bunker (uguali a quelle dell’ultimo ventennio), o viceversa ad Alfano (che non è mai esistito). E solo un simpatico guascone come Crocetta e un povero illuso come Bersani possono usare aggettivi come “storico” e “rivoluzionario” per definire il risultato del duo Pd-Udc. Che, in realtà, è il classico sorpasso in retromarcia: contro un Pdl fermo in panne, bastava una lumaca per superarlo. Nel 2008 il centrodestra di Lombardo si pappava la Sicilia col 65%. Oggi Crocetta diventa governatore col 31%: la stessa percentuale che quattro anni fa portò la Finocchiaro a perdere rovinosamente contro Lombardo. Senza contare che i voti sono molti di meno, visto che allora votò il 66% e domenica ha votato il 47% degli aventi diritto (e nel 53% dei non votanti ci sono anche i voti della mafia, che si astiene e sta a guardare in attesa di una nuova trattativa). Se poi si guarda dentro le coalizioni, si scopre che non crolla solo il Pdl, che nel 2008 riscosse il 33,5% e ora latita al 12. Ma precipita anche il Pd, sceso in quattro anni dal 22 (Pd+lista civica Finocchiaro) al 13,5. E calano anche l’Udc (dal 12,5 al 10,6) e Sel(dal 4,9 di Rita Borsellino al 3 di Fava, il candidato migliore, escluso per un pasticcio burocratico). Solo l’Idv, paradossalmente, raddoppia i consensi, dall’1,8 al 3,5: ma è una magra consolazione, visto che lo sbarramento per accedere all’Assemblea siciliana è al 5. Dunque di “storico” nel voto siciliano c’è soltanto il tracollo dei partiti, tutti i partiti: cioè dei responsabili del disastro dell’isola, governata nell’ultimo ventennio prima dal centrodestra e poi dall’inciucio Micciché-Pd-Fli-Udc, dunque tecnicamente fallita. E ora i padri di quel disastro incalcolabile torneranno al potere, nascosti dietro la faccia pulita e antimafia, ma spregiudicata di Crocetta, che non ha esitato ad allearsi con gli amici di Cuffaro e ora, per governare, dovrà chiedere il permesso o a Micciché (l’amico di Dell’Utri e Lombardo) o a Musumeci (il nerissimo amico di B.), visto che M5S non appoggia nessuno. Né sottobanco né sopra. Una riedizione riveduta e corretta dell’inciucio lombardiano. Siccome la linea della palma tende a salire e la Sicilia anticipa sempre quel che avviene nel resto del Paese, questo è l’antipasto della grande abbuffata che si prepara a Roma. Se il Pd pensa di vincere le prossime elezioni con la cosiddetta “alleanza fra progressisti e moderati”, s’illude. A Roma come a Palermo, per sopravvivere, i partiti dovranno mettersi tutti insieme, col bis dell’ammucchiata che ora sostiene Monti. Mandando all’opposizione non solo Grillo e Di Pietro, ma anche la maggioranza degli italiani.
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  1. Ciao Cristina volevo leggerti dopo i risultati in Sicilia
    Per me rimani Redlady : grande Red, tu i esprimi la vera sinistra quella che mi piace pensare possibile …ancora.
    Solo chi non ti ha seguito negli annni può pensare che sia una reazionaria anticomunista
    un abbraccio

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  2. Crocetta è gay e si allea con i catto-integralisti. La coerenza

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