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‘o piezzo [un altro, l’ennesimo]

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Sottotitolo, una citazione da un mio post di qualche mese fa: i combattenti antimafia sono quelli che poi quando devono decidere se un mafioso prestato alla politica deve andare in carcere votano compattamente per il no. Per questioni di coscienza. Quelli che commemorano Falcone, Borsellino e tutti i morti di stato ma salvano Cosentino.
Quelli che parlano di berlusconi e andreotti definendoli statisti. Quelli che festeggiano le prescrizioni come fossero assoluzioni, solo in questo paese è possibile essere mafiosi da un certo periodo a un altro, né un attimo prima né uno dopo. Quelli che non riescono a fare nemmeno una legge decente sulla corruzione perché poi andrebbe a disturbare chi di corruzione si è macchiato ma ancora può fregiarsi del titolo di “onorevole”. L’esercizio del male non necessita di gente dotata di particolari qualità: durante il nazismo ad esempio bastarono dei semplici burocrati, funzionari, medici di famiglia, come fu per la strage di Ausmerzen, che si resero complici dello sterminio dei disabili nell’indifferenza pressoché totale della gente.
Gli esecutori del male sono e sono stati dunque sempre persone normali, insospettabili, con buona pace della teoria lombrosiana che li voleva brutti, storti e fatti male.
L’olocausto è stato un orrore dell’uomo moderno che è potuto accadere anche grazie all’indifferenza, alla noncuranza, all’individualismo e all’egoismo.
Allo stesso modo la mafia è potuta proliferare soprattutto grazie all’indifferenza, alla noncuranza, all’individualismo e all’egoismo di chi sa, vede ma fa finta di niente, grazie ad uno stato che non ritiene sia necessario impegnare TUTTE le energie non a combattere le mafie, combattere non significa niente, ma ad annientarle, sconfiggerle.

Camorristi siete dei bastardi

[…] è una nenia, un lungo Rosario, un lamento interminabile fatto di tanti nomi e cognomi: sono i caduti per mano dell’invasore, camorra. Giancarlo, Silvia, Gigi e Paolo, Valentina, Federico, Annalisa, Gelsomina, Antonio, Dario, Francesco, Carmela, Attilio, Nunzio, Enrico, Ciro, Domenico. Di cosa parliamo? Di cosa cazzo scriviamo? […]

Se questo fosse un paese civile a Pasquale Romano, morto ammazzato di camorra – e quindi anche di stato – visto che questo stato non riesce ad essere più forte della malavita, della criminalità e delle mafie, perché essere severi e forti con la criminalità spicciola poi significherebbe esserlo anche con quella “eccellente” e allo stato questo a quanto pare non conviene, si dovrebbe fare il funerale di stato, fermare tutto per un giorno e farlo ogni volta che una vita umana viene privata del diritto di esistere solo perché ha avuto la sventura di nascere in uno dei tanti quartieri dimenticati d’Italia.

La mafia sarà anche un fenomeno culturale e che culturalmente si può indebolire, ma senza dispositivi di legge rigorosi e severi non si distrugge. E con la mafia non si tratta né la si dovrebbe trattare in punta di diritto: non si cura il cancro con l’aspirina.

Cominciamo ad andare a stanare i referenti di questi criminali, quelli di cui si conoscono le facce, i nomi, i cognomi e gli indirizzi.

Quelli che si fanno le leggi per eliminare il dolo dal loro agire mafioso, quelli che ogni giorno tentano di far passare i Magistrati come una parte di umanità a sé il cui unico obiettivo è la persecuzione di povere anime candide e innocenti, quei “combattenti antimafia” che poi votano no all’arresto di un loro pari quando tradisce lo stato a favore di mafia e camorra, per questioni di coscienza. Oggi sono molto avvelenata, più del solito se poi leggo che il CSM boccia una legge perché insufficiente a liberarci dai mafiosi e dai delinquenti di stato.

Oggi l’Italia è, se possibile, un paese ancora più disgustoso del solito.

Manca l’aria a viverci dentro.

Severino Salvatutti
Marco Travaglio, 19 ottobre

La legge anticorruzione approvata dal Senato è così anti che manderà in prescrizione un bel po’ di processi di concussione: quelli al pubblico ufficiale che chiede tangenti senza violenza o minaccia, ma “per induzione”, cioè con le buone maniere (“se non paghi, ti rovino”). Proprio ciò che sono accusati di aver fatto B., Penati, Tedesco e tanti alti politici che non hanno bisogno di puntare la pistola alla tempia di nessuno. Dei 36 processi pendenti in Cassazione per questo reato, con la nuova prescrizione ridotta da 15 a 10 anni, ben 17 si estingueranno entro aprile 2013. E con la prescrizione anche il mostro di Marcinelle diventa un giglio di campo. Ora però la ministra Severino del “governo degli onesti” annuncia: “Subito l’incandidabilità dei condannati”. Subito si fa per dire: è una legge delega al governo, che però ha solo 6 mesi di vita, poi ad aprile si vota. E per di più sarà in Gazzetta Ufficiale chissà quando, visto che governo e partiti vogliono emendare la legge appena varata in Senato, così dopo la Camera tornerà a Palazzo Madama. Ma, anche se si facesse in tempo con i decreti delegati, sarebbero in candidabili solo “i condannati definitivi a pene superiori ai 2 anni per reati contro la Pubblica amministrazione o di grave allarme sociale”, tipo mafia e terrorismo. Esclusi dunque finanziamento illecito, reati finanziari e fiscali. Ed escluso pure chi ha patteggiato(il patteggiamento non è equiparato alla condanna). Nel 2008, quando fu eletto l’attuale Parlamento, i pregiudicati erano 22. Uno è morto: Giampiero Cantoni (Pdl, 2 anni per bancarotta e corruzione). Se fosse sopravvissuto avrebbe potuto ricandidarsi: aveva patteggiato e la pena non superava i 2 anni. Vediamo i superstiti, escludendo gli ex radicali Rita Bernardini e Benedetto Della Vedova (cessione di hashish in campagne di disobbedienza civile) e Giancarlo Lehner (diffamazione), non certo indegni di sedere nelle istituzioni. Le maglie della Severino sono talmente larghe che non lascebbero a casa quasi nessuno: o perché la pena non supera i 2 anni, o perché il reato non rientra fra quelli previsti per l’ineleggibilità. Non sarebbe incandidabile Massimo Maria Berruti (Pdl, 8 mesi: favoreggiamento). Non Umberto Bossi (Ln, 8 mesi finanziamento illecito, 1 anno istigazione a delinquere, 16 mesi indultati oltraggio alla bandiera). Non Aldo Brancher (Pdl, 2 anni: ricettazione e appropriazione indebita). Non Giulio Camber (Pdl, 8 mesi: millantato credito). Non Enzo Carra (Udc, 16 mesi: false dichiarazioni al pm). Non Marcello de Angelis (Pdl, 5 anni: associazione sovversiva e banda armata, ma è roba vecchia ed estinta). Non Marcello Dell’Utri (Pdl, 2 anni e mezzo patteggiati: false fatture e falso in bilancio). Non Antonio Del Pennino (Pdl, 2 anni: finanziamento illecito). Non Renato Farina (Pdl, 6 mesi patteggiati: favoreggiamento in sequestro di persona). Non Giorgio La Malfa (6 mesi: finanziamento illecito). Non Roberto Maroni (Ln, 4 mesi: resistenza a pubblico ufficiale). Non Domenico Nania (Pdl, 7 mesi: lesioni). Non Domenico Naro (Udc, 6 mesi: abuso d’ufficio). Non Domenico Papania (Pd, 2 mesi: abuso d’ufficio). Resterebbe fuori Giuseppe Drago (Udc poi Pdl, 3 anni: appropriazione indebita e peculato), ma s’è già dovuto dimettere da deputato perché interdetto dai pubblici uffici. Alla fine la mannaia del “governo degli onesti” si abbatterebbe su tre soli senatori, ovviamente Pdl: Giuseppe Ciarra pico (7 anni e mezzo: ricettazione fallimentare e bancarotta fraudolenta), Salvatore Sciascia (2 anni e mezzo: corruzione) e Antonio Tomass ini (3 anni: falso). 

Con tutto quel che si vede in giro, fanno quasi tenerezza: diamogli la grazia.
Ciao Pasquale…Napoli è una città bellissima ma lo stato non se n’è mai  accorto.

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  1. Di mafiosi o ‘ndranghetisti con la coppola non ne troverai più, ora ci sono i figli o i figli dei figli. Hanno studiato, sono in posti chiave, sanno comporre una frase di senso compiuto senza orrori grammaticali. Mischiati in logge e massonerie varie.
    Mentre con il nazismo era facilmente indentificabile il colpevole con le mafie no. Puoi ritrovarteli ovunque, perfino nei commenti sul web. Puoi verificare la genuinità di quello che scrive un tizio? no, stai a quello che dice
    Stando nei posti chiave è chiaro che non combatteranno mai i propri simili e non lasciarenno che cambi mai lo status della vita in un particolare città regione. Gli occorre per sopravvivere. Un parassita ha bisogno di un ospite per poter “campare”.
    Il popolo è stato allevato nell’ignoranza e lasciato vivere allo stato brado, ma quando è necessario si ricorda loro che ci sono le “regole” da rispettare.
    E’ chiaro che con tutta questa diversità faunistico-sociale è difficile mettersi d’accordo sugli intenti su ciò che si vuole. La gente è disperata sì, ma mi chiedo disperata per via della situazione economica? o disperata perché un Cosentino un Berlusconi un Penati un Andreotti un Napolitano un Cicchitto uno Sgarbi un Papa (l’altro) sono ancora là?
    C’è qualcosa che un italiano di pantelleria ed uno di bergamo hanno in comune quando sentono parlare della loro patria? e che non sia il punto percentuale dell’iva o il rincaro del barattolo di nutella?

    Buona Girornata!

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  2. Ho letto l’articolo di Capezzuto e mi ha fatto molto male. Tra l’altro lui non ha gli sponsor di Saviano ma rischia la vita ugualmente se non peggio. Ed è molto più duro, diretto: om’è giusto che sia nei confronti di assassini.

    Per quanto riguarda ciò che scrive Travaglio io dico solo una cosa: sarò menefreghista ma non mi interessaq più un cazzo di quello che fa il “nostro” governo. Io questo stato non lo riconosco come autorità. Quando l’ Italia andrà in “default” probabilmente qualcuno si mangeerà le mani per i voti che ha dato a veri e propri listini e listoni di maiali.

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    • Sono d’accordo, e lo dico da qualche anno: questo paese merita di sprofondare perché solo così c’è qualche possibilità che possa riprendersi sul piano culturale prima di ogni altra cosa, perfino dell’economia. La verità è che la maggioranza della gente è IGNORANTE e si culla beatamente nel suo non voler sapere, conoscere, ecco perché in questo paese non si riesce a far tesoro della propria storia. Perché dopo mussolini c’è potuto stare berlusconi. Perché la gggente non sa un cazzo, si vanta di non sapere un cazzo perché così si vive meglio, è meno impegnativo, e quella che sa spesso dimentica. E va a finire che chi ricorda è un’esigua minoranza di persone che non ce la faranno mai a sovvertire la condizione di un paese nato morto (Portella della Ginestra docet).

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  3. se almeno si potesse realizzare il punto 1 del programma (che è quello di dare il diritto di voto solo ai cittagini residenti che versano contributi all’inps od altro ente previdenziale) staremmo già un passo avanti
    poi si potrebbe restringere il diritto di voto e legarlo al superamento di alcuni test di minima logicità di comprendonio
    e questo proprio nell’interesse di tutto il nostro amato bobbolo

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