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Come i fiori a primavera [peccato però, che sia già autunno]

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Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all’irata protesta del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria.

Ernesto – Che – Guevara, (Rosario, 14 maggio 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967)

Sottotitolo1: ma quanto deve durare una campagna elettorale per delle elezioni che non sappiamo neanche (se) e quando avverranno? ma questi, tutti, Bersani, Alfano, Renzi, Casini e tutta la compagnia di giro che ci perseguita ovunque già da ora è sicura che Monti restituirà il giochino? il professore sta una favola, dice perfino che l’Italia sta meglio…

Sottotitolo2:  “Per unire il centrodestra Silvio Berlusconi è pronto a non ricandidarsi. Per non consegnare l’Italia alla sinistra occorre un gesto di visione e generosità degli altri protagonisti del centrodestra” [Il Fatto Quotidiano].

Dunque, poco meno di vent’anni fa è sceso in campo per non consegnare il paese alla sinistra e oggi si fa da parte sempre per non consegnare il paese alla sinistra. Qualcuno lo avvertisse pure che allora, ai tempi della discesa dico, qualcosa che somigliasse  alla sinistra forse c’era. Oggi quel rischio è definitivamente scongiurato. Quindi può continuare a fare tranquillamente quel che ha fatto in questi dieci mesi. Tranquillo silvio, ché armate rosse qui non ce ne sono,  e anche a San Pietro è tutto sotto controllo: perciò, chètati.

“Bisogna ricostruire L’Aquila” [Giorgio Napolitano]
L’ Aquila è stata devastata dal sisma il giorno 06 aprile 2009 alle ore 3:32.
ieri, 07 ottobre 2012, dopo più di tre anni, Giorgio Napolitano si è accorto che la città va ricostruita.
cazzo, come fa a essere così rrrrrapido! non gli si sta dietro!

unzeitgemass.blogspot.it/2012/10/fulmine-di-guerra.html

L’Aquila: presidente Napolitano, un’occasione persa

 

Ieri ho sentito dire da qualcuno in televisione, non mi ricordo chi fosse ma sicuramente si tratta di una di quelle persone che trovano sempre una ribalta, uno studio televisivo e un giornalista dotato di microfono che pensa che abbia cose interessantissime da comunicare all’Italia urbi et orbi, che l’esperienza in politica “non dipende dalla carta d’identità”.

E probabilmente è vero, anzi, siccome è mattina presto e non voglio iniziare a sfasciarmi la testa fin da ora voglio dire che “sicuramente” è vero.

Ma vogliamo o possiamo dire però che chi il prossimo anno festeggerà le nozze di diamante col parlamento italiano [un diamante è per sempre] avrà molte più probabilità di essere contestato in prima istanza PROPRIO per la sua età se si accorge di una cosa che era sotto gli occhi di tutti da molto prima di ieri? ma come si fa ad essere così insensibili, così umanamente prim’ancora che politicamente  scorretti e uscirsene così come i fiori a primavera e dire che “L’Aquila va ricostruita” dopo che per tre anni non si è parlato praticamente d’altro che del tentativi di berlusconi di ingraziarsi le popolazioni colpite dal terremoto, dopo che gli è stato permesso di giocare sulla pelle di gente colpita da lutti, devastazioni e dolore? dov’era Napolitano quando berlusconi distribuiva abbracci, dentiere e la promessa di ospitare gli sfollati nelle sue case private? solo io mi ricordo le polemiche e gli insulti di Sandro Bondi, l’ex comunista, ex sindaco di Fivizzano ed ex un po’ di tutto folgorato anch’egli sulla via di Arcore quando era  – incredibilmente- un  ministro di questa repubblica,  in occasione dell’uscita di Draquila, il film della Guzzanti che raccontava tutto su L’Aquila molto prima che qualcuno desse un colpetto sulla spalla al presidente per dirgli che è davvero l’ora di svegliarsi perché si è fatto davvero molto tardi?

Ma come si fa, a vivere in un paese così malmesso dalle fondamenta al tetto? e quanta pazienza ci chiederanno ancora di avere?

Quello che voglio dire è che – aldilà anche dell’età –  questo momento storico ci ha fatto capire, e meglio di così non si poteva, che la distanza fra gli amministratori e gli amministrati non può essere di queste dimensioni.

Perché quella è gente che vive davvero al di fuori della realtà, purtroppo però solo della nostra. La sua la conosce molto bene, ecco perché fa di tutto affinché tutto resti così com’è.

Piccolo post scriptum: l’Italia sta meglio, ha detto il sobrio governatore prestato alla politica. Peccato che l’altrettanto elegante e sobria presidentessa del Fmi lo abbia smentito nello spazio di qualche ora.

Gli insaputi
Marco Travaglio, 9 ottobre

Tre anni fa, quando Scajola informò l’Italia e il mondo intero di essersi fatto pagare due terzi della casa dal costruttore Anemone, ma a sua insaputa, e si dimise perché “un ministro non può sospetta
re di abitare un’abitazione pagata in parte da altri”, tutti risero di gusto. Dinanzi a un alibi tanto roccioso, qualcuno provò perfino un filo di nostalgia per il “così fan tutti” di Craxi e degli altri ladri di Tangentopoli, che pensavano di salvarsi dall’accusa di rubare sostenendo che rubavano anche gli altri. L’idea che un ministro pensi di difendere la sua reputazione passando per fesso mette sempre un certo buonumore. Ma il nuovo trend prese subito piede. Quando saltò fuori la P3 dei Verdini, Carboni e Dell’Utri, Berlusconi parlò di “quattro sfigati in pensione”, credendo di fare un complimento a loro e anche a se stesso, che li frequentava e due li aveva mandati in Parlamento. Il governatore sardo Cappellacci, che risultava telecomandato da Carboni, se lo disse addirittura da solo: “Sono un babbeo”. Figurarsi la gioia dei suoi milioni di elettori, quando seppero di aver votato un idiota. Per carità, le aule dei tribunali rigurgitano di imputati che puntano alla seminfermità mentale: ma non basta fare gli idioti per passare per tali. Ci vuole una perizia. E comunque, le ridotte facoltà mentali possono valere sul piano giudiziario, non su quello politico dove, anzi, dovrebbero essere un’aggravante.
Prendete Samantha, l’ex compagna di Er Batman, destinataria di migliaia di euro dai famosi “rimborsi”: “Solo ora apprendo di essere stata assunta e poi licenziata dal gruppo consiliare Pdl. A marzo contattai la segretaria di Fiorito perché dovevo indicare la causale dei bonifici nella dichiarazione dei redditi, ma non mi fece sapere nulla”. Una vergogna: ti pagano per un lavoro che non hai fatto, tu chiedi spiegazioni, ma quelli niente, non te le danno. Ora l’insaputismo, malattia senile del castismo, ha colpito Anna Martina, superdirigente del Comune di Torino con Chiamparino e poi con Fassino: mentre l’ente locale scalava la classifica dei comuni più indebitati d’Italia, conquistandone la vetta, la signora affidava direttamente, senza gara, quattro incarichi in due anni alla “Punto Rec Studios” di cui è socio suo figlio Marco Barberis. Ma, naturalmente, di dimettersi non ci pensa neppur lontanamente: “È stato un errore, non mi sono accorta che fosse la società di mio figlio”. Una svista, che sarà mai? Capita nelle migliori famiglie che una madre dia inavvertitamente appalti a suo figlio, ma senz’accorgersene. Basta avere un ragazzo discreto che non ringrazia neppure per il gentile pensiero, onde evitare che la genitrice se ne avveda e ci ripensi. Risulta persino più credibile Sara Tommasi a proposito del suo primo film porno. Il prestigioso avvocato-scrittore Alfonso Marra, lo attribuisce all’abuso di stupefacenti. Ma lei lo smentisce, sfoderando un alibi ben più solido: “Colpa di entità aliene che mi hanno impiantato un microchip nel cervello”. Sì, è pronta per lavorare al Comune di Torino, alla Regione Lazio e merita un posto in Parlamento. Lei almeno ce l’ha, un cervello.
Ps. Il presidente Napolitano, a tre anni e mezzo dal terremoto, con la rapidità di un accelerato anni 50, mònita da L’Aquila: “È ora di ricostruire la città, basta new town”. Devono averle costruite a sua insaputa. Chissà dov’era quando B. buttava 1,1 miliardi di soldi nostri per quegli obbrobri e li inaugurava col plastico di Vespa, i terremotati protestavano ignorati dal Tg1 e denunciati dal prefetto Gabrielli, la Guzzanti denunciava tutto nel film Draquila, e noi scrivevamo che la ricostruzione era tutta finta. Comunque ben arrivato, presidente. E complimenti per i riflessi.

 

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  1. Sulle parole di Napolitano io non so come commentare. Per altro è andato all’inaugurazione dell’auditorium che, dato il momento, non era un’opera così urgente. Non è colpa sua eh, in questo caso il sindaco (che è un fantoccio) e le altre “autorità” locali dovevano dire: alt, i soldi servono per ricostruire. Renzo PIao ha fatto un super lavoro, infatti l’auditorium è da 200 posti, ovvero solo per i ricconi. Naturalmente c’era pure BEnigni all’inaugurazione a dire che “per fortuna c’è Napolitano”

    E tutti si preoccupano per le intenzioni di Berlusconi.. io Napolitano a sto punto lo lascerei fare il presidente della repubblica a vita

    Rispondi
    • Quanti erano a dire che le new town all’amatriciana degli pseudotecnici di Bertolaso erano una follia e compromettevano irreparabilmente il futuro dell’Aquila? eravamo in pochi, il coro sulla meraviglia di quei miseri e costosissimi e sbagliati progetti era su tutti i giornali, anche su giornali di architettura, ma Napolitano, capo dello stato e della diplomazia, non ha in nessun modo operato per evitare l’incidente diplomatico col Giappone, che aveva generosamente donato l’auditorium progettato da Shigeru Ban, uno dei più geniali architetti delle nuove generazioni, preferendo spendere una barca di soldi per il banale cubo pianesco. Ma si sa, un migliorista è per sempre, e infatti ce lo teniamo in parlamento da 59 anni.

      Rispondi
  2. So solo che qui ci stanno prendendo per il culo da più di tre anni e non so come mai ma ancora non è stato compiuto un “gesto inconsulto”. Però verrà quel giorno

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