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Quasiquasi chiedo le royalties a Travaglio…

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Anna Politkovskaja – New York, 30 agosto 1958 –  Mosca, 7 ottobre 2006

Lei si definiva una donna “non rieducabile”, per insegnarle le buone maniere ci sono voluti quattro colpi di pistola di cui uno alla testa, affinché la smettesse di occuparsi di cose ridicole come la difesa dei diritti umani e la denuncia di chi non li rispetta. A sei anni dalla sua uccisione non si sa ancora chi siano stati i mandanti dell’omicidio. Il 7 ottobre, per una strana coincidenza del destino, è anche il giorno del compleanno di Vladimir Putin: il “sincero democratico”(cit. berlusconi).

Sottotitolo: “In nome di sua santità, gloriosamente regnante”, se venisse confermata la condanna e Benedetto non concedesse nessuna grazia, dall’alto della sua magna_ nimità, al cosiddetto “corvo”, un povero illuso che essendo cristiano davvero,  e che avendo più a cuore le sorti della chiesa che quelle della multinazionale vaticana  pensava di fare una cosa buona e giusta portando alla luce  cose che fanno male alla chiesa ma, evidentemente  molto di più al vaticano che invece ci tiene che restino segrete e che per questo  è stato trattato come un criminale, gli toccherebbe scontare la pena in una delle italiche galere, naturalmente a spese nostre.
Ovvero, il vaticano se la canta e se la suona, nel solito modo farsesco, ma alla fine chi paga siamo sempre noi.

Monitate gente, monitate
Marco Travaglio, 7 ottobre

***
Finora i moniti di Napolitano, che costituiscono ormai un genere fantaletterario a sé, come la space opera o il cyberpunk, erano contraddistinti da tre caratteristiche: banalità, cerchiobottismo e inutilità. L’altroieri se n’è aggiunta una quarta: l’ermetismo. Abbiamo letto e riletto l’ultimo monito, anzi “affondo” (Corriere), anzi “nuovo fermo richiamo” (Repubblica), piovuto direttamente da Assisi, un tempo patria dei poverelli di San Francesco e ora viavai di sottane cardinalizie e loden di tecnici e blazer di banchieri (ieri pontificava Passera, noto francescano). “Serve — monita il capo dello Stato — una ripresa di slancio ideale e senso morale” contro la “inadeguatezza del quadro politico a offrire punti di riferimento e prospettive” e una “convergenza di iniziative” contro i “fenomeni di degrado del costume”. Parole che vagamente stonate, in bocca a chi di questa classe politica fa parte da 70 anni, che per tutti gli anni 80 tentò di alleare il Pci con Craxi, bacchettò Berlinguer quando osò porre la “questione morale”, ha firmato quasi tutte le leggi di B., ha nominato ministri gente come Brancher e Romano. Poteva dirlo un anno fa a Mancino, quando gli telefonava per piagnucolare sull’inchiesta Stato-mafia, che ci vuole “uno slancio ideale e morale”. E poi evitare di impicciarsi nelle indagini. Invece fa la predica a noi italiani, come se fosse appena atterrato da Saturno.

E con parole di cui sfugge il senso, perché non specificano il destinatario. Chi dovrebbe darlo, lo “slancio ideale e morale”? Chi dovrebbe fornirli, i “punti di riferimento e prospettive”? Il governo dei Grilli e dei Passera? Il Pdl dei B., dei Dell’Utri, dei Formigoni e dei Batman? Il Pd dei Penati? L’Udc dei Cesa e dei Cuffaro? Il Parlamento dei 100 condannati-imputati-indagati? E come dovrebbero manifestarsi lo slancio ideale e la convergenza di iniziative? Con la riforma elettorale che non si fa? Col bavaglio Gasparri-Chiti alla stampa e al web? Con la norma salva-Ilva? Con l’anti-corruzione degradata a pro-concussione? Sono mesi che scriviamo che il pacchetto Severino è per metà acqua fresca e per metà acqua sporca, visto che ignora il falso in bilancio,la frode fiscale, l’autoriciclaggio e soprattutto derubrica la “concussione per induzione” in un reato minore, con pene più basse e prescrizione più breve per la gioia di B., Penati, Tedesco & C. Ora Repubblica — che ha raccolto 250 mila firme a favore di questa roba — rivela che il Pd s’è svegliato e ha qualche dubbio perché — testuale — “questo regalo a Grillo non lo possiamo proprio fare”. Cioè: salvare B., Penati, Tedesco & C. non è sbagliato in sé, ma solo perché favorirebbe Grillo. Del resto salvare B.&C. è una vecchia abitudine: figurarsi ora che Pdl e Pd sono alleati. Ma nessuno combatte la corruzione delle menti e i furti di verità, molto più gravi di quelli di denaro. Il governo continua ad aumentare le tasse (magari autorizzando comuni e regioni a farlo, così si sputtanano loro). Ma, sia chiaro, Monti “non esclude di individuare un percorso” per abbassarle. E Passera vuol “creare le condizioni per ridurle”. Beninteso, “dall’anno prossimo”. Come ai tempi del Cainano, c’è sempre un “anno prossimo”, un “piano B”, una “fase 2”, una “ripresa”, un’arma segreta, un’età dell’oro da attendere fiduciosi. Intanto chi può paga e chi non può si spara. Questi tecnici ricordano il tipaccio che taglia le gomme dell’auto al disabile perché gli impediva di parcheggiare in divieto, poi però chiama il gommista per riparare il danno. Il governo aumenta le tasse, ma non esclude di abbassarle e intanto prepara il percorso. Come dire: per ora ti infilo l’ombrello lì dietro, ma poi non escludo di sfilartelo.
Nella fase 2.
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