Strike

  Dagospia: “Quando tutti cantano in coro, conviene ascoltare la voce del cattivo, il giudice Giuseppe Cocilovo. Sentito dalla Stampa (p. 13), racconta che non vi fu mai alcuna rettifica sul Libero: “Quello stesso giorno c’erano stati un comunicato ufficiale e lanci Ansa. Tutti gli altri hanno riparato a quell’errore, hanno informato correttamente i loro lettori. ‘Libero’ non l’ha mai fatto, nemmeno quando l’ho richiesto. Hanno detto che quando uscivano i lanci Ansa erano in auto e non li avevano visti, e negli anni successivi?”. Saranno rimasti intrappolati nel traffico sei anni.

Ma il meglio riguarda la trattativa degli ultimi giorni, saltata perché il povero sallusti racconta che “quel signore pretendeva da me altri soldi”. Ecco la versione di Cocilovo: “Abbiamo fatto una proposta transattiva: avrei ritirato la querela dietro il pagamento di 20.000 euro da devolvere a Save the Children. Invece il giorno dopo mi trovo un editoriale di sallusti in cui sembra che io voglia quei soldi per me, si chiama a raccolta l’intera categoria nel nome della libertà di stampa, s’incassa la solidarietà del Capo dello Stato e si cerca la sponda del ministro della Giustizia. Una campagna stampa allucinante. E allora le domando: qual è la casta?”.

Diffamazione e responsabilità

Tra Sallusti e Travaglio c’è di mezzo un banner

“A Travaglio 8 mesi di carcere: lo salva la prescrizione”; “C’è un giudice anche a Roma: Travaglio diffama di proposito”; “Il giudice lumaca salva Travaglio” – [Il Giornale]

Tanto pignoli con i blogger, costretti a smentire le notizie degli altri e tutti preoccupati per Sallusti che, dovrebbe, andare in galera. Ad un professionista della diffamazione e delle notizie false dovrebbero imporre le rettifiche e la liquidazione dei danni morali.

Oggi tutti parlano bene di sallusti, perfino Norma Rangeri dal Manifesto ci fa sapere che la condanna di sallusti è un attentato alla libera espressione. Naturalmente non una parola su una classe politica INDECENTE che in sessant’anni e oltre di repubblica non ha trovato il tempo e il modo di sostituire le leggi ereditate dal fascismo. 
Fra cui proprio quella che ha condannato sallusti.
E i figli e nipoti di quella classe politica sono gli stessi che oggi non sanno tirare fuori una legge decente contro la corruzione nonostante e malgrado siano 11 anni (undici anni!) che l’Europa ce la chiede.
In poche ore si è formato un piccolo esercito di difensori della libertà di diffamare di sallusti, dal presidente della repubblica che NON si dovrebbe occupare di nessun “caso sallusti” al presidente della federazione nazionale della stampa Siddi, quello che “si sente come sallusti” invece di fare il suo mestiere ricordando magari che sallusti è proprio uno fra quelli che vorrebbe, invoca la galera per quei giornalisti che non diffamano come lui ma si limitano a fare il loro mestiere e cioè informare, passando per il ministro Severino  che non commenta ma qualcosa s’ha da fare [solo perché c’è di mezzo sallusti?]. Per esempio, al direttore Ezio Mauro piace il giornalismo che diffama? anche a Mentana? è legittimo pensare che oggi difendono sallusti per paura che domani tocchi a loro? solo però forse  non sanno che in quel caso i sallusti d’Italia non si faranno trovare pronti.

E tutti hanno fatto strike anche dell’ultimo residuo di credibilità, della loro credibilità istituzionale.

In Italia per vivere bene, avere un futuro assicurato, luminoso, un mucchio di amici che nel momento del bisogno non mancano mai di offrire il proprio sostegno non bisogna nascere con la camicia: bisogna nascere disonesti e irresponsabili.

5 thoughts on “Strike

  1. Un povero blogger normalmente non ha le spalle coperte da Editori vari e penso sia uno dei motivi per cui deve smentire se pesta i calli dei piedi sbagliati oltre al fatto che se potessero internet lo oscurerebbero non potendolo imbavagliare…Anche se non passo a commentare, leggo i fedd del tuo blog in quanto so che trovo le notizie che spesso mi sfuggono o meglio i tuoi approfondimenti e negli ultimi tempi di cosa di cui incazzarsi ne sono venute agalla un bel po’ anche se le immaginavamo…Chiuderei con un 😦 pensando al nostro Bel Paese, mentre lascio un 🙂 ma riservato a te Cristina.

  2. ma lasseli stà, nun te sta a ncazzàà
    questi fanno tutti parte di quel 10% di caporioni over 70.000
    de giorno litigheno, poi de notte studieno come continuà a campà sulle spalle dei lavoratori il 90% (come potelli inculà a loro insaputa insomma)
    vedrai che mo’ appena torna Lui je intitolerà qualche bella piazza a questo eroe conclamato dalla destra, sinistra e centrum ed il tutto a spese
    del valoroso bobbolo tajano

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