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L’Uomo di Dio

“Ho sognato una Chiesa nella povertà e nell’umiltà. Una Chiesa che concede spazio alla gente che pensa più in là. Una Chiesa che dà coraggio, specialmente a chi si sente piccolo o peccatore. Una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni.
Dopo i 75 anni ho deciso di pregare per la chiesa.”

(Carlo Maria Martini)

Il cardinal Martini, già come Papa Giovanni Paolo II (“lasciatemi raggiungere la casa del Padre“)  ha rifiutato l’accanimento terapeutico. Sulle incoerenze della chiesa si potrebbe discutere per secoli e riempire
infiniti tomi e sarebbe tutto inutile.  La loro filosofia ipocrita sta tutta nel banale: “fate ciò che dico e non  quello che faccio”.

E’ morto il cardinal Martini, il medico: “Aveva rifiutato accanimento terapeutico”

Le condizioni di salute del sacerdote, arcivescovo del capoluogo lombardo dal 1979 al 2002, erano peggiorate. E così il cardinal Scola ieri aveva chiesto ai fedeli di pregare per lui. Il prelato, biblista e figura amatissimo a Milano, aveva 85 anni e da sedici era malato di Parkinson.

Adesso si capisce meglio perché Martini non doveva né sarebbe mai potuto  diventare papa.

Troppo civile, moderno, e un  papa si sa, non puó predicare in nessun modo il progressismo.

E la politica italiana a sinistra come a destra continua, nel terzo millennio, ad inseguire la chiesa, le sue menzogne e la sua inciviltá,  le sue ipocrisie e contraddizioni trasformandole in leggi come nelle peggiori teocrazie integraliste oppure NON facendo quelle leggi che renderebbero questo un paese più civile.

Da atea l’ho sempre stimato, lui sì un vero uomo di Dio.

Povero cardinal Martini, che aveva in mente una chiesa che non somigliasse più ad una multinazionale, ad un partito politico, una chiesa che nel corso della sua storia e della nostra di coinvolti inconsapevoli, trascinati spesso in questa specie di setta più per tradizione che per fede vera di chi ci ha preceduto di generazione in generazione non stravolgesse il suo mandato di referente di Dio su questa terra come invece ha sempre e puntualmente fatto.

Perché in Dio si può credere o non credere, quello a cui non si può invece credere è che quel Dio buono, giusto, saggio come ce lo presentano e disegnano da tremila anni avesse potuto anche e solo immaginare quello che invece è accaduto e accade nella sua casa da sempre.

Quello che i “suoi uomini” gli fanno dire.

Anche Il Manifesto mette Martini in prima oggi.

La chiesa con lui ha perso una grande occasione di rinnovamento e noi comunità e società civile un grande uomo.

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  1. Mi ricordo il giorno in cui, quindici anni fa circa, speculai con una mia amica sul papa che sarebbe venuto dopo Woytila. Lei, cattolica progressista, sperava nel cardinal Martini. Io, ateo pessimista, non ci credevo minimamente. In ogni caso, se è la divina provvidenza a scegliere il papa, bisogna dire (blasfemia!) che, visto Ratzinger, non è dotata di grandi capacità di discernimento.

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  2. speriamo si sia pentito all’ultimo momento, perchè è bene sempre ricordare che è più facile per un cammello passare nella cruna di un ago piuttosto che un ricco entri in parlamento
    E all’aspetto, al portamento ed al tipo di funerale a me non è sembrato essere poco ricco.
    E poi occorre ricordare che la chiesa ruba sulla busta paga degli operai un buon 1% (una volta era il 10% la famosa decima) grazie agli accordi lateranensi sulla vendita di quei 3 o 4 milioni di voti che riesce ad incanalare e sul conforto offerto ai caporioni nella sodomizzazione del favoloso bobbolo tajano

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