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Corto circuito

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Sottotitolo: Fascista del web! Amico dei piduisti! Miliardario in pantofole … se questo è il dibattito politico, voterò il primo che dirà le cose come stanno: “tua moglie è una zoccola e si tromba il macellaio”. E’ tempo d’esser coraggiosi. [Rita Pani]

Preambolo: All’onorevole Boccia (pd), accompagnato felicemente con la deputatessa berlusconina Di Girolamo dà fastidio “il milionario in pantofole”; lui e il suo partito hanno sempre preferito infatti il miliardario col rialzo invisibile nelle scarpe.

 

Quando ero piccola e mia madre mi sgridava ricordo che molto spesso diceva: “tu sei più intelligente, sii superiore” [una mamma presuntuosa la mia, assai orgogliosa dei suoi “prodotti”].
E io sono cresciuta con queste parole che ancora mi rimbombano nelle orecchie, una semplicissima regola che però, funziona. E se funziona in ambito pedagogico ancora di più dovrebbe funzionare nei contesti in cui LA REGOLA dovrebbe essere proprio il leit motiv come ad esempio la politica. 

Dunque se Grillo dice un mucchio di sciocchezze perché la politica lo insegue nel suo stesso territorio? perché questa guerra all’ultimo insulto?  Il Fatto Quotidiano, Di Pietro stanno complottando per distruggere la democrazia solo [e anche] perché i tapini pensano che in un paese normale un presidente della repubblica non fa la guerra ai Magistrati ma sostiene il loro lavoro, lo appoggia, lo agevola, si tiene da conto quei figli come Cornelia fece coi Gracchi? quando è accaduto quel crash a causa del quale pretendere il rispetto delle regole, una politica che faccia gli interessi comuni al fine del raggiungimento del bene comune, una classe dirigente  che non faccia affari con le mafie, il riconoscimento di valori importanti come l’onestà sono diventate cose di destra, fasciste?

Quanta roba abbiamo perso per strada se per dare forza al proprio pensiero politico c’è bisogno di riesumare la salma di Togliatti e continuare ad oltranza questo squallido gioco fra chi ce l’ha più lungo? Bersani ci dica cosa pensa ad esempio della confessione di cicchitto a proposito delle liste bloccate per favorire i soliti prepotentoni, ci dica perché non è giusto che in un paese normale la politica debba essere rinnovata. Ci dica perché un movimento di gente e di popolo non deve avere il diritto di accedere alla politica così come lo hanno avuto tutti, persino i collusi con le mafie, gli ex terroristi e bombaroli di tutti i colori.

“Grillo, dimmelo in faccia!”

di PierGiorgio Gawronski per Il Fatto Quotidiano

 

Non sono un beppegrillologo. Però ho buona memoria.

Dice Bersani: “Corrono sulla rete linguaggi del tipo: ‘Siete Zombie’… Sono linguaggi fascisti. Vengano a dircelo. Via dalla rete. Uscite dalla rete e venite qui a dircelo. Aggiunge Bersani: “Chi sottovaluta questo linguaggio deve leggersi un po’ di storia. Per esempio andare ad un certo anno, era il 1919, ricordiamolo bene”.

La critica di Bersani a Grillo appare tutt’altro che convincente.

Innanzitutto, Grillo chiese di candidarsi alle primarie del PD del 2009, che incoronarono Bersani. Insomma: provò a uscire dalla Rete, a venire lì, al Pd, a dire le sue ragioni. Ma venne respinto.  La stessa cosa, d’altronde, era successa a Di Pietro due anni prima. (Oh!, e idue outsider ammessi nel2007 a ‘sfidare’ la nomenclatura: venne consentito loro, tramite una serie di cavilli e regolamenti ad hoc, di presentare liste in non più dell’11% dei collegi).

In secondo luogo, secondo molti storici, la democrazia italiana andò perduta per l’inettitudine dei partiti democratici del tempo, e della loro classe politica.

Infine, per quanto il linguaggio di Grillo possa risultare sgradevole, pare francamente eccessivo paragonare i miti grillini alle squadracce fasciste. Con “zombie” intendono dire che non appena la gente avrà la possibilità di scegliere liberamente, superando le mille barriere frapposte al rispetto della volontà popolare, gli attuali dirigenti del PD – ‘rottami’, ‘relitti del passato’, dicono alcuni giovani nel PD – saranno spazzati via politicamente. Si può dissentire, certo: ma criminalizzare?

Perciò, è proprio sicuro Bersani di essersi comportato in maniera più democratica di Grillo? E’ certo che le sue parole non siano magari più gravi, gratuite, ed offensive, di quelle del suo interlocutore?

Nel dubbio, consiglierei a Bersani di calmarsi. E – a proposito di inettitudine – di mostrarci il suoPiano per portare il paese fuori dalla crisi, che ancora non l’ho visto. (Stessa richiesta a Grillo, Di Pietro, Vendola, Casini, Pdl, ecc.). Consiglierei, inoltre, al Segretario di preparare una lenzuolata di liberalizzazioni nel mercato della politica. A cominciare proprio dal PD e dalle sue primarie ”chiuse”. Se i cittadini potessero scegliere davvero i propri rappresentanti, forse la classe politica sarebbe più rispettata, i linguaggi, più pacati, e i rischi democratici meno gravi.

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Grazie Bersani, mi hai fatto scoprire di essere fascista

di Piero Valesio

Devo ringraziare Ezio Mauro e Pierluigi Bersani perché alla mia veneranda età ho scoperto di essere un destrorso forcaiolo, abbastanza volgare, privo di eleganza e di un visione politica. E pure di essere stato inconsapevole oggetto di una sorta di pogrom ideologico: io così destrorso sono stato utilizzato per infiltrare quella parte di campo ‘loro’ (così l’ha definito il direttore di Repubblica nel suo editoriale dell’altro giorno) e spandere su quel sacro suolo il virus della volgarità, del linguaggio becero.

Sono stravolto da questa scoperta, io che pensavo di essere tutt’altro, perfino di sinistra. Forse in questa mia zeliggitudine di cui non mi sono mai accorto (nel senso di Leonard Zelig, non del programma di Bisio) chissà quante volte mi sono seduto, gratificato e compiaciuto dall’aver incrociato in due occasioni lo sguardo di Sgarbi, nel Salone Margherita per una serata del Bagaglino. Chissà quanto mi sono scompisciato dal ridere guardando Martufello nei panni di De Mita o il finto Andreotti. Chissà, nel mio essere novello dottor Jeckyll e Mr. Hide, quanto ho trovato affascinante il titolo ‘Ciao ciao culona’ con cui uno dei geni (perché li reputo tali, evidentemente) della stampa berlusconiana ha aperto uno dei suoi giornali all’inizio dell’estate.

E non solo: sono pure fascista, l’ha detto Bersani. Perché, lo confesso, reputo che la quasi totalità della nostra miseranda classe politica sia composta da zombie senza qualità che se li avesse scoperti John Landis tanti anni fa (tanto erano sempre li’), col cavolo che se li sarebbe fatti sfuggire per il video di ‘Thriller’. E già che ci sono reputo zombie.2, quelli tipo Renzi che vorrebbero pensionare i loro avi e poi, per dimostrarsi giovani, vanno alla partita con la maglia della loro squadra del cuore.

Grazie a Mauro e Bersani ho scoperto la mia vera natura. E vorrei dedicare loro con tanta gratitudine un titolo creato da Michele Serra su quel giornale destrorso, forcaiolo e già che ci siamo un po’ fascista che fu ‘Cuore’. Titolarono rivolto ai portacolori del pentapartito (che mi ricorda qualcosa di attuale ma non so bene cosa) ‘hanno la faccia come il culo‘. E quando loro misero insieme un altro pentapartito loro titolarono: Loro rifanno lo stesso governo e noi rifacciamo lo stesso titolo: hanno la faccia come il culo. Roba da minculpop, senza dubbio.

 

 

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