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Ragion di stato [reloaded]

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Sottotitolo: ma perché non la smette la piccola antipatica saccente di cianciare che “ce l’hanno con lei perché è donna”. Io, da donna, mi auguro che siano sempre di più, invece, le donne a cui verrà data la possibilità di scalare i vertici dei posti di comando. Solo però, mi piacerebbe che la scelta non fosse compresa tra la Carfagna e la Severino, tra la Gelmini e la Fornero, tra la Marcegaglia e la Cancellieri ma nemmeno tra la Bindi e la santanché.
“In media stat virtus”, dicevano gli antichi saggi, e la via di mezzo non significa affatto mediocrità ma semplicemente saper trovare il giusto equilibrio, fare davvero le cose giuste, affinché nessuno chieda a nessun altro di vergognarsi e se quel nessun altro è donna non prenda a pretesto una richiesta – in questo caso sacrosanta – per farne una questione sessista. 
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2 Agosto, Cancellieri: “Ora verità storica”. Napolitano: “Ricostruire ogni aspetto”

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2 agosto: anniversario della strage di Bologna.
Non è Stato nessuno. La strage fascista alla Stazione di Bologna non ha ancora avuto giustizia.

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Licio Gelli: “La strage di Bologna fu causata da un mozzicone di sigaretta”. Comunque sempre Monopolio di Stato [spinoza.it]

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  Oggi dovrebbero essere i bolognesi, in altre circostanze analoghe  gli italiani in generale a disertare ogni commemorazione dove sia presente lo stato. Abbandonare questi personaggi vuoti – cambiano le facce e i nomi ma non la loro inconcludenza e ipocrisia –  e lasciare inascoltata la loro inutile retorica. 
Quando questi parlano di “ragion di stato” a me vengono i brividi. 
Ragion di stato come per Ustica, Piazza Fontana, come per la trattiva stato mafia e per tutta l’impressionante sequenza delle stragi senza nessun colpevole?  no, ministro Cancellieri, non è ancora tempo per la verità storica, c’è gente che aspetta giustizia. In un paese sano, funziona così. In un paese sano non si ostacola il percorso verso la giustizia, lo si agevola. In un paese sano lo stato non tratta, non nasconde, non omette e non parla di verità storiche se prima non fa chiarezza. E giustizia.
 
 
Ormai le commemorazioni delle stragi sono a cadenza mensile.

Una strage dovrebbe essere, in un mondo composto purtroppo da varie “umanità” una tragica eccezione, in Italia c’è stato un periodo in cui era un’inquietante normalità.
E non c’è mai un colpevole, questo è l’unico paese in cui indagare sulle stragi significa eversione, in un paese normale un farabutto criminale come Licio Gelli sarebbe stato chiuso in una galera a vita e ricordato solo sui libri di storia.

Qui da noi invece è un arzillo vecchietto in salute, che vive benissimo fra gli agi e  che trova sempre e ancora  qualche giornalista che lo sta a sentire.

Anzi, spesso lo va proprio a cercare.

 

 

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  1. Questi signori che parlano sempre di “accertare la verità” (e Napolitano è stato pure Ministro degli INterni, probabilmente a sua insaputa) sembrano i fruttaroli che si domandano “sarà il caso di vendere pure le nespole?”

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