Feed RSS

Tutto qua?

Inserito il

Formigoni indagato: “Tutto qua? Non ho nulla da temere: la corruzione non c’è”

Dal depuratore di Nosedo ai rapporti con la Maugeri: tutti i ‘guai’ del Celeste

LA COMMEDIA E’ FINITA: DA SEL ALL’UDC L’APPELLO ALLE DIMISSIONI

«Corruzione con l’aggravante internazionale»:  l’accusa della procura di Milano nei confronti di Roberto Formigoni. E’ il super indagato della regione Lombardia, il dodicesimo della maggioranza di centrodestra.

La cosa davvero sorprendente è che uno con un tale curriculum di porcherie sia ancora a piede libero. Ma quando all’estero parlano male dell’Italia, le agenzie ci abbassano il rating lo fanno per umiliarci. Sì. Che farà il celeste, dopo Il Fatto querelerà anche la procura di Milano?

 Questo è il risultato di anni e anni di lobotomia.  Il risultato di un certo garantismo applicato esclusivamente in ambito politico perché in questi ultimi due decenni, dalla famosa discesa in campo del salvatore della patria dunque di se stesso, molti hanno diffuso il concetto piuttosto strampalato che l’avversario va sconfitto politicamente e non nei tribunali.

 Ché non sta mica bene che venga sconfitto da se stesso medesimo a causa dei suoi comportamenti. Se il politico è anche, anzi soprattutto un criminale ma la gente lo vota ce lo dobbiamo tenere perché si sa, la maggioranza ha sempre ragione, vent’anni di regime fascista e altrettanti di qualcosa che non merita neanche l’aggettivo di regime tanto è lo schifo che è stato propalato in questi ultimi due decenni dovrebbero avercelo insegnato molto bene: la maggioranza vince, come, non importa.

E i politici con pendenze giudiziarie anche pesanti, con condanne passate in giudicato, fatte salve due piccole eccezioni: cuffaro e lusi che attualmente sono ospiti delle patrie galere sono ancora tutti lì a rivendicare il loro diritto a non dimettersi, e lo possono fare perché, come scrive benissimo Travaglio da anni  la principale occupazione del parlamento italiano, di onorevoli, senatori e deputati in questi ultimi due decenni è stata quella di trovare ogni mezzo, ogni strumento per evitarsi non solo la galera ma anche come sfuggire ai processi e trasformarli in leggi. E accusare di giustizialismo tutti coloro, me compresa, che pensano che nei paesi normali la distinzione fra onesti e disonesti sia ancora qualcosa di importante. E che nella politica, cioè nella massima rappresentanza di un paese e dei suoi cittadini, delinquenti, mafiosi e puttanieri non devono trovare nessuna residenza e protezione. Nemmeno quelli ‘presunti’.
Leggi che si sono potute approvare perché – appunto – la maggioranza ha sempre ragione.
Anche quando, come nel caso del celeste farabutto, è fittizia, gonfiata,  comprata. 

dell’utri è ancora senatore di questa repubblica, per dire.

Certe concessioni non piovono dal cielo, se invece di concentrarsi su come non mandare in galera i delinquenti, anche se fanno i politici,  anzi, SOLO se fanno i politici perché per tutti gli altri l’idea di garantismo è molto diversa la politica facesse il contrario, ovvero obbligare gl’indagati, gli inquisiti, i corrotti, i corruttori, gli sfruttatori di prostitute minorenni, gli amici dei mafiosi e i mafiosi a dimettersi, se i partiti, come diceva Paolo Borsellino facessero loro pulizia al loro interno senz’aspettare che arrivino i Magistrati cattivoni, se un politico che deve risolvere problemi con la giustizia si facesse da parte tornando ad essere un cittadino comune ed evitare così che si parli di una cosa ridicola e inesistente come il conflitto fra politica e Magistratura, invece di usare la sua carica come scudo per tutte le immunità e impunità che questo stato ridicolo mette e a disposizione dei potenti pre-potenti forse in due o trecento anni un parlamento pulito riusciremo ad averlo anche qui.

***

– Arroganza celeste – Peter Gomez – Il Fatto Quotidiano

Roberto Formigoni dice di aver letto le carte e di non avere “nulla da temere ”. Di fronte ai testimoni e ai documenti che, secondo l’accusa, raccontano la sua vita da nababbo finanziata per dieci anni da Pierangelo Daccò, il futuro ex governatore dei lombardi afferma spavaldo: “La corruzione dov’è? Io non l’ho trovata. Un po’ come, qualche mese fa, non era riuscito a trovare, dopo aver promesso ai giornalisti di esibirle, le ricevute delle sue vacanze da jet set trascorse, a spese di Daccò, ai Caraibi, a Saint Tropez, in Costa Smeralda, a Montecarlo o su uno yacht di oltre 20 metri. Un Ferretti 70 sul quale, secondo i marinai, in una cabina di prua venivano sempre “custoditi gli effetti personali” di Formigoni “imbarcati all’inizio della stagione e portati via nel mese di ottobre”. Il fatto che Daccò fosse un faccendiere capace di farsi liquidare più di 70 milioni di euro da gruppi sanitari convenzionati con la Regione non inquieta il Celeste presidente. E nemmeno i due partiti che ancora lo sostengono: la Lega e il Pdl.

Eppure la vicenda Formigoni, ora arricchita da un invito a comparire, spiega bene almeno 200 dei 500 punti di spread che separano l’Italia dalla Germania. Formigoni, infatti, resiste sulla sua poltrona perché qui la politica, che pure continua ad attaccare la magistratura, ha totalmente demandato ai giudici il compito di selezionare le proprie classi dirigenti. I comportamenti dei leader da noi non contano. Contano (qualche volta) i reati, che però possono essere accertati (giustamente) solo al termine di un processo. Il principio di elementare prudenza che, nelle democrazie mature, spinge partiti e istituzioni a escludere dalla vita pubblica chi non è in grado di chiarire le sue frequentazioni o giustificare le proprie ingenti spese, in Italia non vale.

Risultato: a Berlino il Presidente della Repubblica, Christian Wulff, si dimette in febbraio per un prestito a tassi di favore alla moglie e cinque giorni di vacanza finanziati da un produttore cinematografico (287 euro per notte). A Roma come a Milano, a destra come a sinistra, migliaia di piccoli o grandi Formigoni, invece imperano e montano in cattedra, arroganti. I Daccò di turno fanno lievitare la spesa pubblica. E il Titanic Italia va, placido, verso il naufragio. La crociera intanto non la offre un lobbista-faccendiere. A pagare sono solo i cittadini.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...