Feed RSS

Cronache di un paese alla deriva

Inserito il

Sottotitolo:

Carlo Giuliani, 14 marzo 1978 – 20 luglio 2001

“Non voltiamo pagina. Per voltarla serve chiarezza su cosa è successo intorno a piazza Alimonda. E poi, ricordiamocelo tutti e con buona pace del giudice Caselli, se i nemici dell’economia imperante al G8 erano tutti quei ragazzi che gridavano ‘un altro mondo è possibile’, oggi i nemici dell’economia imperante sono i ragazzi della Val di Susa. Li caricano come allora e loro, come allora, chiedono giustizia.
Attenzione a non girarci dall’altra parte, ancora una volta”.
[Don Andrea Gallo, prete del Marciapiede]

I giorni di Giuda. L’ultimo intervento
di Paolo Borsellino (VIDEO)


Franco Cordero: la “prerogativa” invocata dal Colle non esiste

In una durissima intervista al “Corriere della Sera” il più autorevole studioso di procedura penale ridicolizza come ignoranti e prevenuti quanti si sono schierati con Napolitano contro la procura di Palermo: “le norme dicono l’opposto a lettori informati ed equanimi”.


 

 

Preambolo: Il vicesegretario del piddì Letta [il nipote dello zio], “apre” anche a Gianfranco Fini, dopo la memorabile dichiarazione d’amore [torna, ‘sta casa aspetta a te] rivolta a berlusconi sabato scorso ieri la mente fervida del vice di Bersani ha partorito questa nuova e brillantissima idea.
Lo dicevo proprio ieri, io non mi stupisco più di nulla che abbia a che fare coi figli e i nipoti dello statista-skipper del Tavoliere, quello coi baffi, anzi sono molto gratificata dal fatto che Barbara Spinelli nel maestoso articolo di ieri l’altro [ Il ritorno del Padrino ] abbia scritto anche molte delle cose che io penso, dico e scrivo da almeno dieci anni. Solo che se a dirle siamo noi gente comune,  ci chiamano qualunquisti, dietrologi e populisti, se lo fa una giornalista autorevole forse qualcuno ci crede.

E si ricrede.

***

Preambolo 2: la Bindi insiste ancora sull’incostituzionalità del matrimonio gay. Anche permettere a berlusconi di entrare in politica era ed è vietato dalla Costituzione (e, a differenza del matrimonio gay quello è vietato davvero), però pare che in quel caso la Costituzione si sia potuta come dire? interpretare, anzi proprio ignorare. La Costituzione non è il paravento dove nascondere le proprie mancanze, insufficienze, o lo strumento col quale far diventare legge un’opinione personale, o la si rispetta sempre o mai. Qualcuno lo dica alla pasionaria de’ noantri.

Una discriminazione è, o non è.
Per eliminare la discriminazione non ci possono essere compromessi.

***

Se anche il TG3 si adegua all’andazzo dei difensori tout court della menzogna e dei suoi portatori insani,  delle omissioni non siamo rovinati ma molto peggio. Raitre ultimamente è caduta ad un livello di bassezza che era difficile anche da immaginare; lo scrissi quando per mandare in onda il concerto per il papa alla Scala durante la sua visita a Milano stravolsero i palinsesti dell’intera prima serata. Quella è roba da Mazza e Minzolini, non dell’unica rete parzialmente ‘libera’ della Rai.
Non basta sopportare un parlamento che non rappresenta in alcun modo i cittadini, bisogna anche subire l’onta di non poter venire a conoscenza di quel che succede ai piani alti del potere, sottostare alla perversione mentale, alla schizofrenia di chi pensa che un luogo istituzionale sia una sorta di camera oscura, una zona franca dove poter far entrare e uscire quello che si vuole all’insaputa di chi quella istituzione rappresenta, dove si possono aiutare ministri bugiardi, consolarli al telefono, rassicurarli, forse, sul fatto che anche stavolta, come decine di altre volte nessuno potrà mai mettere le mani sulla verità. Dove si possono coprire con inspiegabili e odiosi segreti di stato fatti gravi che hanno danneggiato lo stato stesso grazie a personaggi che hanno trasformato l’Italia in un paese a dignità, democrazia e civiltà limitate, spesso del tutto assenti, in un paese dove le guardie vengono trasformate in ladri e viceversa a seconda della convenienza del momento.
La ricerca della verità in Italia diventa eversione, un atto terroristico; per negarla invece ci si nasconde dietro improbabili e inesistenti conflitti mentre l’unico vero conflitto permanente, l’unica guerra che non finisce mai in questo paese è quella fra lo stato e i cittadini, una guerra impari perché lo stato è armato e al momento opportuno può agire senza il consenso di nessuno, noi cittadini no, ci è stato negato ogni strumento per dire che tutto questo – e molto altro – non ci piace, non va bene e non vogliamo sopportarlo più.
Un segreto può essere utile a salvaguardare qualcosa di importante, la verità non è sempre uno strumento finalizzato ad un obiettivo positivo; si può usare al contrario proprio come arma di offesa, quando venire a conoscenza di qualcosa non solo non sposta di una virgola la risoluzione di un problema ma aggiunge umiliazioni, mortificazioni che si potevano e si dovevano evitare.
Io non mi sono mai fidata degli stakanovisti della verità a tutti i costi,  quelli che “è meglio una brutta verità di una bella bugia”, perché qualche volta quella bugia può servire, aiutare qualcuno a vivere meglio mentre una verità produrrebbe solo l’effetto contrario. In questo caso però no, la verità è necessaria a restituire prima di tutto giustizia ma anche  respiro, speranze, aiuterebbe a  credere che qualcosa si può ancora aggiustare, migliorare, e chi la nega non dicendo peraltro neanche bugie “belle” ma solo balle, evidentemente non vuole restituire niente a nessuno; vuole tenere tutto per sé.

***

 Scusaci, Emilio
Marco Travaglio, 20 luglio

 Montanelli l’aveva detto 18 anni fa: “Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede”. Il momento è arrivato. Il Tg3 parla di “protagonismo di alcuni magistrati” e “mancato coordinamento fra Procure”, nella migliore tradizione del Tg4 di Fede e del Tg1 di Minzolingua. La Stampa arriva a scrivere: “Essendoci un ricorso alla Consulta, non vi sarà l’udienza in cui si sarebbe dovuto decidere se distruggere le intercettazioni occasionali di Napolitano. E dunque non si correrà il rischio che, essendo presenti anche gli avvocati difensori, le intercettazioni di Napolitano possano diventare di pubblico dominio”. In qualunque paese del mondo, ove mai un presidente si attivasse per favorire un amico in un’indagine, la stampa si scatenerebbe per procurarsi le intercettazioni e informarne i cittadini: qui persino i giornalisti considerano il diritto-dovere di cronaca un “rischio” ed esultano perché le telefonate dello scandalo non si conosceranno mai. Intanto il Corriere avverte che Napolitano non può querelare per diffamazione Di Pietro e il Fatto, però “altri potrebbero avviare un’azione penale a tutela sua e dell’istituzione che incarna”. Non più per diffamazione, perseguibile solo a querela di parte, bensì per un reato procedibile d’ufficio: tipo il vilipendio. Ma sono maturi i tempi per il ripristino del delitto di lesa maestà. Intanto viene abolita la logica. Michele Ainis, sul Corriere, ripete che il conflitto di attribuzioni contro la Procura (caso unico nella storia d’Italia) è solo un’iniziativa tecnica per “colmare i buchi neri del diritto, gli equivoci sulle competenze”, i “vuoti normativi”. Cioè: Napolitano accusa i pm di Palermo di attentato al Capo dello Stato — eversione pura — e questa sarebbe solo una controversia giuridica? Ma scherziamo? Ma si abbia almeno il coraggio di essere conseguenti: se è vero che la Procura ha violato le prerogative del Presidente della Repubblica, non basta certo un conflitto di attribuzioni. Bisogna processare i pm per eversione contro lo Stato. Se, per dire, l’Unità è convinta che abbia ragione Napolitano ad accusare Ingroia & C. di eversione, con che faccia pubblica in prima pagina gli articoli di Ingroia l’eversore? Siccome Ainis si diverte a elencare i “paradossi” dell’interpretazione dei pm di Palermo, eccone un paio della sua, di interpretazione. 1) Se Napolitano vuole che la Consulta colmi i buchi e i vuoti normativi sulle intercettazioni indirette del Presidente, se ne deduce che oggi nessuna legge impone ai pm di distruggerle. Ma, se la norma non esiste, anzi è un buco e un vuoto, non c’è stata alcuna violazione. Anzi, ci sarebbe stata se i pm avessero fatto ciò che chiedono Napolitano, Ainis & C. Ergo, il conflitto di attribuzioni si basa su un buco e su un vuoto. 2) Come ha rivelato Repubblica, nell’aprile 2009 la Procura di Firenze intercettò Napolitano sul telefono di Bertolaso dopo il sisma de L’Aquila. Diversamente dai pm di Palermo, quelli di Firenze e poi di Perugia (dove il processo passò per competenza) han depositato le intercettazioni indirette del Presidente agli atti del dibattimento, a disposizione di tutti gli avvocati, svincolandole dal segreto. Perché Napolitano, informato da tre anni, non ha sollevato conflitto di attribuzioni contro i magistrati di Firenze e Perugia? E perché non lo fa ora che la notizia è di dominio pubblico? Se, come dice, difende il principio — le prerogative della Presidenza e non gli interessi del presidente — dovrebbe fare con Firenze e Perugia quel che ha fatto con Palermo. Se non lo fa, autorizza a pensare che non difende affatto il principio e le prerogative, ma se stesso dalla pubblicazione del contenuto delle sue telefonate con Mancino. Forse perché sono compromettenti, mentre quelle con Bertolaso non lo erano? In questo caso, nel decreto dell’altro giorno, avrebbe detto una bugia. E le bugie non si dicono, specie dagli alti colli. Anche perché hanno le gambe corte.

 

Annunci

»

  1. Ieri Napolitano “non c’è nessuna ragione di stato che possa impedire l’accertamento della verità”. Oggi sempre lui “non mi sono mai allontanato dalla Costituzione e non ho nulla da nascondere”. IO credo che Berlusconi al Quirinale non saprebbe dire di meglio quindi prepariamoci a dichiarazioni analoghe in caso di una sua elezione. Mi meraviglio dei sinistroidi che ora tacciono ma quando era il nano a parlare così, si indignavano. Vero è che la Costituzione vale solo a giorni determinati

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...