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Ferdinando Imposimato: ‘L’art. 3 della Costituzione riguarda anche il Presidente della Repubblica’

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Spero che domani la politica, tutta, diserti in massa la solita e ipocrita passerella in ricordo di… che tutti  trovino una scusa, una qualsiasi, magari un legittimo impedimento causa simposio come ha fatto silvio per non andare, ma che lo dico a fare? a conferire coi Giudici di Palermo visto che poi nei fatti, come avevo già scritto il 23 maggio per Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta trucidati a Capaci non fa nulla affinché la verità possa essere onorata. Anzi, a quanto pare l’obiettivo è proprio non arrivarci mai, a certe verità.

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Se oggi dell’utri [e ho detto dell’utri] può dare del pazzo ad Ingroia è anche grazie alla delegittimazione della Magistratura da parte dello stato. Ma del resto nessuno ai piani alti, molto alti, fiatava quando i Magistrati venivano definiti “antropologicamente diversi dalla razza umana, cancro, metastasi”; a maggior ragione non si fa oggi, ora, un momento delicato nel quale è meglio non difenderli, certi Magistrati, c’è il rischio poi di dover prendere le parti di qualcuno, magari dello stato. Non è bello, non si fa.

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Il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sancito dall’art. 3 della costituzione riguarda anche il presidente della Repubblica.
La legge consentiva alla Procura di Palermo di disporre le intercettazioni telefoniche delle conversazioni che avvenivano sull’apparecchio di Nicola Mancino.
Per Mancino c’è stata una legittima intercettazione diretta disposta dal Giudice con decreto motivato. Non esiste alcuna legge che imponga o permetta di distruggere al Pubblico Ministero le telefonate senza sentire le parti interessate nel processo e cioè il Pubblico Ministero, il difensore dell’imputato o indagato e il difensore della parte civile.

La ragione è semplice: Mancino potrebbe ricavare dal colloquio con il Presidente della Repubblica elementi a proprio favore,  per esempio se il Presidente Napolitano avesse detto:
“Sta tranquillo… so bene che tu non sei stato scelto come Ministro per favorire i mafiosi abrogando il 41 bis. Noi ti abbiamo voluto perché sei un combattente antimafia”.
Il Pubblico Ministero, a sua volta, potrebbe ricavare elementi a favore dell’esistenza di una trattativa tra lo Stato e la mafia ed elementi di colpevolezza a carico di Mancino in ordine al reato di falsa testimonianza se l’ex ministro, parlando con il Presidente Napolitano, avesse minacciato di tirare in ballo il Presidente Scalfaro o il Capo della Polizia o di rivelare cose importanti sul coinvolgimento di terze persone come uomini dei servizi del ROS o uomini di Governo.
Anche la parte civile e cioè i familiari di Paolo Borsellino hanno interesse a conoscere la verità da qualunque parte venga comprese le intercettazioni indirette che riguardano il Presidente della Repubblica.
Se fossi il difensore dei familiari di Paolo Borsellino mi opporrei con tutte le mie forze alla distruzione delle intercettazioni.Il principio di legalità e di sicurezza stabilito dalla costituzione art. 25 è un bene primario che prevale sul bene delle privacy e vincola anche il Presidente della Repubblica. Uno Stato può esistere senza benessere, non può esistere senza Legalità e Giustizia.

Ferdinando Imposimato

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