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Dopo Scipione, Caronte e Minosse (ri)ecco pure Silvio

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Sottotitolo:

Fa talmente caldo che mi sembra di aver sentito che Berlusconi si ricandida.
[Cattive Maniere (NEW Fan Page)- viva la satira]

Continuità significative:

Monti: “Berlusconi umiliato al G20 di Cannes per colpire sovranità dell’Italia”

Berlusconi: “Mi ricandido”. Gelo Pdl, poi Alfano dice: “Ti sosteniamo”

“Senza di me non andate da nessuna parte”, dice il Cavaliere ai suoi. In realtà, l’ex premier lavora a un accordo sulla legge elettorale che preveda una forte quota proporzionale, per impedire a chiunque di diventare il partito egemone di una nuova maggioranza. Ma ha bisogno di molti voti per essere l’ago della bilancia in una grande coalizione.

Un paese fatto  purtroppo di gente a cui la storia non ha insegnato nulla perché la maggioranza di quella gente non sa, non conosce, non vuole sapere, conoscere, imparare, non s’interessa,  gente capace solo di elogiare, ammirare, invidiare ladri, mafiosi, pervertiti e corruttori sarebbe da far esplodere come un condominio abusivo, come uno di quei mostri costruiti esclusivamente per far arricchire ditte e cricche di malavitosi che inquinano panorami e paesaggi.

***
Se berlusconi oggi può dire tranquillamente di volersi ricandidare  dopo aver annunciato che non lo avrebbe fatto più la responsabilità è anche (soprattutto) di quei giornalisti che quando a capo del governo c’era lui sembravano tutti Che Guevara, sempre pronti a criticare, rivangare, paragonare, domandare, mentre oggi si son trasformati tutti in padri Pii (in certi, molti casi più del necessario) che non fanno altro che sperticarsi in lodi per il cosiddetto governo tecnico perdonandogli la qualunque e giustificando l’inenarrabile,  finanche l’orrido, il crudele di provvedimenti tutt’altro che socialmente giusti, equi. Condivisi con berlusconi e con bersani per amor di patria, dunque i loro interessi.

Monti è libero di scegliersi pulpiti e ribalte dove sa che nessuno gli chiederà cose a cui lui non può e non deve rispondere senza che questo crei alcuno scompiglio nel cosiddetto giornalismo italiano, quello autorevole, s’intende.
Quando – appunto – certe faccende riguardavano solo berlusconi si usava riportare alla ribalta gli esempi illustri di politici che hanno dovuto, anche loro malgrado, dimettersi, subire un giudizio di un tribunale, ovviamente non in Italia dove questo non succede mai, oggi non si usa più, oggi l’avviso di garanzia a Passera non fa notizia, per esempio e il perché ce lo dicono le concessioni sulle frequenze TV blindate per i prossimi venti anni che favoriscono il solito noto cioè berlusconi, nessun giornale fa più le 10 domande fatidiche a…oggi un anziano signore come Scalfari può mettere in discussione l’autonomia dei Magistrati dopo averla difesa quando i Magistrati si occupavano solo di B, oggi che si occupano anche di altro, tipo le pressioni a cui avrebbe ceduto Napolitano per favorire un ex ministro bugiardo i Magistrati vanno sculacciati, puniti, come il figlio discolo. Repubblica è diventato il miglior house organ di Monti &Co,  di altri trombettieri di regime nessuno ne sentiva la necessità visto l’esubero.
La storia di Clinton è emblematica, perché lui non fu messo sotto impeachment per quel che avveniva sotto la sua scrivania ma perché mentì al popolo americano durante il processo, e gli americani, a differenza degli italiani, non di tutti, per fortuna, ai bugiardi, ai mentitori di professione, ai delinquenti politici [e non] NON SI ABITUANO, e quando un politico fa una cazzata grande o piccola chiede scusa, si dimette e sparisce dalla circolazione.

***

Una volta (mussolini) può essere un errore di valutazione dovuto
all’ignoranza, un’altra (berlusconi) si può dare anche la colpa al popolo (tele)rincoglionito, fermo restando che nei paesi civili i proprietari di giornali e tv di solito non entrano in politica se non prima di aver ceduto l’attività, ma qui di legge sul conflitto di interessi ormai non si parla neanche più: c’è ‘o spread. E le intercettazioni, questi sono infatti i Grandi Drammi Italioti. Sepperò ce ne fosse una terza (berlusconi) sarebbe reiterazione del  reato.
Ecco perché non sono mai d’accordo quando sento dire che ‘la politica che abbiamo è quella che ci meritiamo’: ennò, perché io e un mucchio di altra gente non ci siamo meritati proprio niente.
Chi si meriterebbe il  peggio è solo chi in tutti questi anni non ha fatto NULLA per allontanare dal parlamento di una repubblica democratica nata su una Costituzione antifascista i fascisti,  i delinquenti, i criminali, i mafiosi, i collusi, i corrotti e i corruttori, anzi, al contrario più di qualche volta, molte volte anzi, ci ha fatto affari e alleanze per quella che molti definiscono realpolitik ma che io invece chiamo delinquenza, politica e non.

Zu Silviu
Marco Travaglio, 12 luglio

Non occorreva grande perspicacia per sapere con certezza che il Cainano sarebbe tornato anche ufficialmente a capo del Pdl. Bastava conoscere un po’ la sua indole, ma soprattutto guardare la faccia di Alfano e leggere le firme dei cervelloni che ne magnificavano le doti di leader, l’irresistibile ascesa, lo smarcamento da B., il programma anzi l'”agenda” per un “nuovo centrodestra” moderno, liberale, europeo, moderato, finalmente scevro da conflitti d’interessi, e vaticinavano per il Cavaliere un ruolo da “padre nobile”. Era chiaro a tutti, fuorché ad Alfano e ai laudatores di corte, che mai, per quanto acciaccato e bollito, il Cainano avrebbe consentito che quella nullità ambulante dilapidasse quel poco che resta del suo bottino elettorale. E che, al momento buono, sarebbe tornato in prima linea. Ora il momento buono è arrivato, non certo per i finti sondaggi che darebbero il Pdl sotto la sua guida al 30%. Nel paese dell’amnesia gli occorreva qualche mese per far dimenticare i disastri degli ultimi 18 anni e il nome del responsabile numero uno. Napolitano e Monti, con l’ausilio del centrosinistra più masochista dell’universo, hanno svolto egregiamente la loro missione: caricarsi sulle spalle il prezzo dei sacrifici necessari dopo anni di finanza allegra, evitando che si andasse subito alle urne dalle quali B. sarebbe uscito asfaltato (almeno più del solito). Lui li ha fatti votare tutti, quei sacrifici (tanto nemmeno lo sfioravano), ma sempre dando l’impressione di farlo obtorto collo, per senso di responsabilità, mentre i suoi house organ bombardavano Monti dando l’impressione che il Pdl fosse all’opposizione. E comunque il Pdl che li approvava era quello di Angelino Jolie, non certo il suo. Intanto Bersani si svenava per tutti, spalmato con un’adesione acritica e incondizionata sul governo dei tecnici. Invece B. i voti di fiducia se li faceva pagare a uno a uno, cari e salati. La tecnica dell’inabissamento, molto simile a quella adottata dopo le stragi del 1992-’93 da Bernardo Provenzano, ha funzionato a meraviglia. Calati Silviu ca passa la china, cioè la piena. Zu Binnu scomparve per tre lustri e nessuno lo cercò più, grazie alla trattativa con lo Stato e a vent’anni di pax mafiosa, mentre Cosa Nostra faceva affari d’oro e incassava dividendi legislativi come lo smantellamento del 41-bis, delle supercarceri, dei pentiti, persino dell’ergastolo. Così Zu Silviu ha smesso di scassare tutto quando la partita era ormai persa nel novembre scorso, e da allora se n’è rimasto zitto e buono nelle retrovie, intascando sottobanco gli utili di ogni fiducia a Monti: i soliti favori a Mediaset su frequenze e concessioni tv, gli omaggi su Rai e Agcom, niente patrimoniale, nuove porcate sulla giustizia (responsabilità dei giudici, niente anticorruzione né manette agli evasori e prossimamente, se tutto va bene, pure la legge-bavaglio sulle intercettazioni che serve anche al Quirinale). Ora le urne si avvicinano. Ogni tentativo di travestirsi da Passera, Montezemolo o Casini è naufragato per la palese inconsistenza dei medesimi. Jolie ha svolto egregiamente il suo ruolo di trompe l’oeil e può tornare a indossare la livrea di maggiordomo e a entrare dalla porta di servizio. Le elezioni andranno come andranno: difficile che il Pdl si avvicini alla soglia del 37% e rotti del 2008. Ma nessun partito supererà il 30, con Grillo al 15. Dunque si fa una legge elettorale proporzionale senza premi di maggioranza, nessuno avrà i numeri per governare, e appena chiuse le urne Silvio, Pier e Bersani (o chi per lui) comunicheranno dolenti ai propri elettori, truffati un’altra volta, che purtroppo bisogna rifare all’ammucchiata ABC, anzi BBC, per un governo ri-Monti o Passera. Per salvare la Patria, ce lo chiede l’Europa. Così B., che si sarebbe estinto se si fosse votato subito, resterà l’ago della bilancia anche nella prossima legislatura, seguitando come sempre a chiagnere e fottere.
Chiamatelo fesso.

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  1. Caronte l’ho retto, Minosse pare stia per darci tregua… il ritorno di quello no, non ce la posso fare!
    Non leggo tutto, mi peggiora la nausea…

    Bella la nuova veste del tuo blog, scusa, era un po’ che non passavo, giornate stravolte… e bisogno di leggerezza. Ma è in questo paese di mota che verrà al mondo, un po’ devo occuparmene ancora anche per lui/lei
    Un bacione

    Rispondi
  2. Se questo fosse un paese decente ci sarebbe da ridere alla notizia del finto ritorno del nano

    Rispondi

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