L’ingiustizia è uguale anche per loro

Preambolo per non dimenticare: a capo del governo c’era berlusconi, al ministero dell’interno scajola (forse già a sua insaputa), c’erano la russa, fini e gasparri che  invocavano punizioni esemplari, i mandanti sono sempre gli stessi, cambiano nome ma non ruolo;  dalle stragi di neofasciste passando per le brigate rosse, al tentativo di golpe dei generali, servizi deviati al soldo del neofascismo e della mafia, la solita gente  impunita fino ai giorni nostri.
La notte della Repubblica bis, targata berlusconi.

Sottotitolo: essere un funzionario di polizia in Italia è un privilegio, perché si può tranquillamente tradire lo stato (di diritto) che si rappresenta massacrando, ammazzando gente a calci e manganellate ed essere giudicati poi secondo la legge di uno stato di diritto. Non finiremo mai di ringraziare Clemente Mastella e l’indulto da lui voluto per fare un favore a berlusconi mentre era ministro col governo Prodi e anche chi in tutti questi anni si è opposto affinché non si istituisse il reato di tortura, visto che la prescrizione è scattata proprio sul reato di lesioni, ovvero di quei massacri giudicati da Amnesty International LA PIU’ GRAVE VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN UNA DEMOCRAZIA DAL DOPOGUERRA IN POI. Non avere una legge che punisca la tortura nel paese delle mele marce e delle schegge impazzite equivale ad autorizzare e incentivare azioni criminali di questo tipo.

Questa sentenza per essere completa avrebbe dovuto punire anche i mandanti; la responsabilità politica dei massacri c’è e ci sono anche i nomi e i cognomi dei registi; uno su tutti Gianfranco Fini, lo stesso Fini che due giorni fa si è scandalizzato perché un onorevole dell’IDV ha pronunciato la parola “coglioni” in parlamento. Manco avesse detto che la legge è uguale per tutti.

“Confermate quindi solo in via teorica le condanne a 4 anni inflitte a Giovanni Luperi e a Francesco Gratteri, quella a 5 anni per Vincenzo Canterini, nonché le pene, pari a 3 anni e 8 mesi, inflitte a Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi, Davide Di Novi e Massimiliano Di Bernardini. La Cassazione ha anche dichiarato prescritti i reati di lesioni gravi commessi dagli agenti della celere che quel giorno facevano parte del settimo nucleo speciale della Mobile. 
Nel frattempo i dirigenti di allora sono stati promossi, hanno fatto strada all’interno della Polizia, dei Servizi Segreti, di altri apparati dello Stato.”

[http://www.contropiano.org/it/news-politica/item/10069-diaz-condanne-confermate-ma-non-paga-nessuno]

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Diaz, confermate le condanne ai 25 poliziotti. Interdizione agli alti dirigenti

La sentenza della Quinta sezione mette la parola fine al processo per il blitz del G8 di Genova nel 2001. Gli imputati non andranno in carcere, ma l’interdizione dai pubblici uffici colpisce alti dirigenti come Gratteri, Caldarozzi e Luperi. Cancellieri: “Attueremo le disposizioni della Cassazione”.

 In questo paese, e la sentenza del G8 dopo quella per Federico Aldrovandi lo conferma, i reati contro la persona sono puniti in maniera infinitamente minore di quelli contro  la proprietà.

Specialmente se a commetterli sono uomini e donne  in divisa.

Se proprio si vuole riformare la giustizia si potrebbe iniziare da qui: anche lo stupro era considerato e giudicato un reato contro la morale, c’è voluta la strage del Circeo per commutarlo in reato contro la persona, quante altre stragi degl’innocenti ci vorranno affinché una vetrina spaccata e una macchina bruciata valgano meno di una vita umana?

Devastazione e saccheggio

In appello, nell’ottobre 2009, 15 dei manifestanti vengono assolti, sia per l’intervento della prescrizione, sia perché la carica dei carabinieri in via Tolemaide è stata nuovamente valutata come illegittima e quindi la reazione dei manifestanti a questa è stata considerata una forma di legittima difesa.

Invece ai 10 condannati (accusati di devastazione e saccheggio) vengono sensibilmente aumentate le pene rispetto a quelle erogate in primo grado, per un totale di 98 anni e 9 mesi di carcere (i PM avevano chiesto complessivamente pene per 225 anni per i 25 manifestanti).
L’aumento delle pene mantiene gli anni di carcere complessivi quasi inalterati nonostante la forte riduzione dei condannati: alcune delle pene inflitte (fino a 15 anni) risultano più elevate di quelle che, usualmente, in Italia vengono date per reati ben più gravi, come ad esempio l’omicidio.

Il prossimo 13 luglio ci sarà la Cassazione.

 

Diaz: Art.21, la Rai trasmetta il film di Vicari

“Con una sentenza non possono essere risarciti coloro che hanno subito danni fisici e psicologici così pesanti. Ma il responso della Cassazione sulla Diaz contribuisce a quella richiesta di verità e giustizia che tanti hanno urlato a gran voce in questi undici anni: associazioni, movimenti, giornalisti e registi come Daniele Vicari che con il suo “Diaz” ha realizzato un’importante opera di impegno civile con una puntuale ricostruzione basata sugli atti processuali e sulle testimonianze di persone che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Per questo chiediamo che la Rai trovi modi e tempi per trasmettere il film “Diaz” e consentire a tutti i cittadini di conoscere i fatti”.

[Stefano Corradino – Articolo 21]

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