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La Germania fuori dall’Europeo. È l’Italia che glielo ha chiesto [spinoza.it]

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Sottotitolo: in Italia anche il razzismo è relativo. Dipende da chi porta addosso il colore della sua pelle. Del resto le prostitute che esercitano il mestiere in questo paese ormai sono tutto meno che italiane, eppure dieci milioni di clienti l’anno ci vanno regolarmente, non ce ne sarà nemmeno uno che non assumerebbe una nigeriana, una maghrebina, una romena?  io dico di sì.

Se un nero porta la nazionale di calcio italiana alla finale degli europei qualcosa DOVREBBE succedere, non fra due mesi, alla ripresa del campionato, ma proprio stamattina. Adesso.

Preambolo: poco meno di due anni fa alla Merkel  avrei fatto governare tutto il mondo. Oggi non le farei custodire nemmeno la gabbia dei canarini, se ne avessi una. In meno di cento anni è la terza volta che la Germania devasta l’Europa. Non esiste un altro paese in cui sia così radicata l’idea di antitutto quel che sia possibile. A cominciare dallo spirito unitario che non dovrebbe essere concentrato solo sulla moneta: quella che poi fa fare anche le guerre.

La cosa più disgustosa di questi europei è stata ovviamente la strage degli animali randagi che ha preceduto l’evento.

Per il resto nulla sarebbe cambiato per l’Italia paese se l’Italia del calcio avesse perso la  partita.

Per le varie ed eventuali se opinionisti, giornalisti e fancazzisti (moltissimi, troppi) che ruotano (e mangiano) attorno al mondo del calcio non vogliono che sempre più persone si disamorino di questo sport imparassero loro a non spegnere le luci sugli scandali, sulla corruzione, sul razzismo, sul fascismo e su quanto di nauseabondo fa parte di un ambiente come quello del calcio.
E se anziché portare allo stadio striscioni ridicoli su onori, dio patrie e famiglie i tifosi imparassero a chiedere: “a che punto siamo coi processi?” forse qualcosa si potrebbe anche recuperare.
Però: se la Merkel che sta tenendo per le palle tutta
Europa in un momento del genere trova il tempo per seguire i
mondiali, va allo stadio e ai gol della sua nazionale esulta resta sempre la cancelliera di ferro, quella che guida il paese più evoluto, più moderno, quello di cui si parla sempre bene perché è un esempio di come dovrebbero essere tutti i paesi.
Sepperò ad esultare per la vittoria  dell’Italia sono gli italiani allora non va bene perché ci sono altri problemi a cui pensare,  perché gl’italiani sono il solito popolino mediocre che si fa abbindolare più dal circenses che dal panem, perché in un momento del genere non è serio pensare a cosucce come il calcio.
Io non voglio difendere nessuno, dopo più di metà della mia vita in cui seguivo il calcio da tifosa che andava allo stadio mi sono disaffezionata e me ne sono allontanata  perché ci sono troppe cose che col calcio, col mero gusto dello sport non c’entrano nulla,  però certi arriccianaso di professione, quei guastafeste che  nel bel mezzo di una  cerimonia allegra si mettono a ruttare a tavola proprio non li sopporto.

Nessuno obbliga nessuno a fare niente di che, tutti possiamo parlare dei problemi quanto, quando e come ci pare, certo è, però, che se l’Italia ieri sera avesse perso la partita oggi ci saremmo svegliati con un senso di umiliazione peggiore di quello che ci accompagna da quando è iniziata questa crisi economica.
Qualche volta, credo, si potrebbe e si dovrebbe anche saper pensare in modo più leggero, ecco.

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Una risposta »

  1. Fantastica la battuta con cui hai titolato il post. Sai, i crucchi vogliono sempre dare lezioni e poi le prendono. Hanno perso le due guerre mondiali, stanno ancora pagando i debiti della seconda (che secondo me sono troppo bassi) e non smetteranno mai di pagare lo scotto morale dell’olocausto.
    Vogliono sempre far vedere a tutti come si fa a far questo e quello, noi invece ci arrangiamo..

    Rispondi

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