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Sobrietà di stato

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Suppongo che agli emiliani sfollati e alle famiglie che piangono i loro morti avrà fatto molto piacere questa dedica così sentita, questo esubero di solidarietà dai toni affranti.

Queste giornate italiane sono più surreali del consueto. Non mi ci ritrovo, sono duecento ore che si parla e si scrive delle stesse cose, di soldi, di sprechi, di morte, di disperazione; noi  diventeremo paranoici e quelli, che sia il papa  o Napolitano  non importa, continueranno a fare le stesse cose come se niente fosse.

E’ tutto assurdo, incomprensibile, offensivo.

E’ un vanto essere demagoghi, populisti e qualunquisti di fronte alle schifezze cui abbiamo assistito in questi giorni. Un capo di stato estero che, invece di pensare ai mostri che si tiene in casa insiste col suo repertorio medioevale, fuori luogo, fuori tempo e fuori tutto;  e il nostro che, per affermare se stesso e un paese ridotto ai minimi termini non solo economicamente ma moralmente, eticamente, un paese indecente da qualsiasi angolazione lo si guardi, ha bisogno di una rappresentazione farsesca e sfarzesca avendo anche l’ardire e l’arroganza di dedicare un rito del genere a gente distrutta dalla disperazione e dal  dolore.
Ma che paese è questo?


Il 31 maggio, con i riflettori già puntati sul Quirinale, in pochi si sono accorti dello spettacolo andato in scena di fronte alla sede della Banca d’Italia, in occasione della relazione annuale del neo governatore Ignazio Visco. Via Nazionale, pieno centro di Roma, è stata trasformata in un parcheggio a cielo aperto di auto blu. I più fortunati, tra i rappresentanti dell’élite finanziaria, economia e industriale invitati alla cerimonia, hanno potuto aggirare il traffico impazzito e posteggiare l’auto di servizio (con tanto di lampeggiante) direttamente nel cortile interno di Palazzo Koch. Il secondo “sobrio” appuntamento della settimana è stato offerto il primo giugno dal presidente della Repubblica, come tradizione, nei giardini del Quirinale. A sfilare non sono state solo le auto blu, accorse in grande abbondanza sia all’entrata secondaria di Porta Dataria sia a quella principale, ma anche e soprattutto vip di ogni sorta. Invitati al ricevimento, sobriamente declassato a “rinfresco rinforzato”, non solo politici: dirigenti, giornalisti, attori e uomini dello spettacolo, accompagnati da compagni e compagne, spesso vestiti in maniera non particolarmente sobria. Infine la parata del 2 giugno, in versione sobria e ridotta, senza cavalli e frecce tricolore, per un costo complessivo, secondo le stime della Difesa, di quasi 3 milioni di euro. [Il Fatto Quotidiano]

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