Se il vaticano è la casa di Dio, chissà come sarà quella di Satana

Ultim’ora: Mauri [Lazio] e Milanetto [Padova] in gattabuia,  Conte indagato, perquisizioni a casa dell’allenatore della squadra [testè] campione d’Italia e di Criscito. Spero che gli juventini non parlino di giustizia ad orologeria come quel coso buffo, disonesto e ridicolo che qualcuno ancora confonde con uno statista: non fate gli stronzi, eh?:-))

A breve non si escludono nuovi fermi, con gli interrogatori che proseguono costanti. Dopo il maggiordomo, l’attenzione è su un laico (forse una donna) in servizio alla segreteria di Stato del Vaticano.
Sottotitolo: Benedetto XVI: “Il vento scuote la casa di Dio”
Il vento? no, santità, non è il vento.
Sono le porcherie che avvengono da millenni dentro la cosiddetta casa di Dio; semmai quel Dio buono e giusto che ci avete dipinto, disegnato, descritto, volesse davvero abitare in una casa simile in condominio con tanta gente orribile.
Dunque, se vento deve essere, che vento sia.
Magari quel Dio s’è incazzato davvero, e sarebbe anche l’ora.

I problemi dei partiti sono nati [anche] dai troppi soldi dei rimborsi elettorali e il rimedio – speriamo – consisterebbe nel ridurli.
Dunque se i problemi della chiesa sembra siano i troppi soldi dello IOR aiutiamo la chiesa a ritrovare la virtù iniziando ad esempio a tagliare l’otto per mille.
Come nella politica meno soldi potrebbero significare meno problemi, meno induzioni alle tentazioni.
Come nella politica, la soluzione è sempre quella più semplice ma chissà perché non viene mai presa in considerazione.
Non ricordo qual è il passo del vangelo dove Cristo parlava di banche e ladri, soldi, oro e pietre preziose, ricchezze e scarpette rosse griffate, boss della malavita confusi coi benefattori, dittatori dei peggiori regimi sanguinari, personaggi politici collusi e conniventi con tutte le mafie accolti con tutti gli onori.
Ma forse è un capitolo, questo, ancora da scrivere.  
Di una cosa però i cattolici dovrebbero ricordarsi bene, e cioè quando Cristo cacciò a pedate nel culo i mercanti dal tempio; e chissà perché nessuno dei suoi referenti sulla terra ha mai avuto l’intuizione di prenderlo ad esempio.

 In questo paese torna sempre utile parlare di tutto affinché non si parli mai delle cose importanti. Tantopiù parlarne poi male, solo per fare notizia  senza far notare le enormi contraddizioni che riguardano quel che accade dentro le mura di San Pietro.  E soprattutto quei precedenti clamorosi che avrebbero meritato molto più di tutta questa enfasi. Ci sono state altre e ben più gravi situazioni che avrebbero meritato attenzione, clamori dei media, dispiacere e lacrime, ma su quelle si è sorvolato finché non sono diventate un caso internazionale, finché non si potevano più tacere, altrimenti chissà quanti secoli sarebbero dovuti passare per portare alla luce cose di una gravità e violenza inaudite, crimini taciuti, criminali protetti dagli uomini di chiesa. E se qualcuno avesse voglia di scavare sul serio chissà quanto altro ci sarebbe da scoprire fra le segrete stanze del vaticano.
Ci sono voluti vent’anni per togliere un criminale sepolto in una basilica: un’oscenità tutta italiana; vent’anni trascorsi nel silenzio assenso di chi sarebbe dovuto intervenire molto prima ma è stato convinto con le buone, ma soprattutto con le cattive, a farsi i fatti suoi. Dunque, ribadisco il concetto: se Babele deve essere che lo sia, e speriamo avvenga presto tutto quello che può essere utile a smascherare questi maestri di menzogne, questi manipolatori della verità, questi divulgatori dell’ignoranza più bieca che si spacciano per uomini di Dio.
La fede non ha bisogno di multinazionali né di associazioni a delinquere di sostegno.
Né tantomeno di distruttori della moralità che si atteggiano invece, a suoi depositari avendo sempre a portata di mano quella che più fa comodo e conviene, per tutto il resto ci sono le contestualizzazioni, il perdono eccetera: il prete pedofilo è persona che sbaglia, chi invece vuole portare alla luce le malefatte compiute nel nome di Dio è qualcuno che ‘scuote la casa di Dio’, dunque un criminale da arrestare.

La chiesa cattolica  sta a Dio come come la politica sta all’onestà, alla legalità  e alla giustizia.

Il prof. Odifreddi: “Il Vaticano è un nido di vipere e spelonca di ladri”

Piergiorgio Odifreddi lo conosciamo tutti. E’ l’autore del bestseller “Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici”. Docente universitario di logica e matematica, esperto di decine di discipline, il professore non poteva non commentare i recenti scandali avvenuti in Vaticano.

Nei giorni scorsi è stato arrestato Paolo Gabriele, il maggiordomo del papa che avrebbe trafugato dei documenti privati, dandoli in pasto a Gianluigi Nuzzi. Il sospetto della Santa Sede – anzi, è quasi una certezza – è che ad agire siano state più persone. Che si tratti o meno di un complotto,a Odifreddi interessa poco. Quel che conta, per il professore, è altro, e cioè che siamo di fronte all’ennesima conferma della sete di potere e ricchezza da parte degli uomini di clero, in particolar modo delle gerarchie: 

“Agli intrighi economici della banca di Dio si sono aggiunti quelli del palazzo del successore di Pietro – scrive il matematico sul suo blog. – Il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, è stato arrestato per spionaggio: cioè, per aver divulgato urbi et orbi documenti che dimostrano che il Vaticano è un nido di vipere e una spelonca di ladri. D’altronde, che Sua Santità amasse circondarsi di “gentiluomini” sospetti, si era capito gia’ da un pezzo: dai tempi, cioè, in cui eravamo venuti a sapere che lo erano anche Gianni Letta e Angelo Balducci.

Lo scrittore chiude il post sugli scandali in Vaticano con la sua solita ironia sulla figura del papa:

Fino all’entrata in servizio del prossimo maggiordomo, il Servo dei Servi sarà ora costretto a legarsi da solo le scarpette Prada, versarsi da solo il vino e mettersi da solo in testa la mitra. Anche se, visti i luoghi che frequenta, o che lascia frequentare – conclude Odifreddi – sarebbe meglio che imbracciasse invece un mitra, e facesse un po’ di piazza pulita dei mercanti nel tempio: sull’esempio di colui del quale nomina invano il nome ogni giorno, e agli insegnamenti del quale continua a dire, e forse anche a credere, di ispirarsi”.

http://www.controcopertina.com/il-prof-odifreddi-il-vaticano-e-un-nido-di-vipere-e-spelonca-di-ladri/

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