Feed RSS

1 Maggio

Inserito il

Ottima scelta quella di Monti di assumere i sottotecnici in occasione della festa del lavoro che non c’è (per noi, per loro invece sì); presumo che chi ha accettato l’incarico lo abbia fatto a titolo gratuito, che questi consulenti molto politici e tutt’altro che tecnici esperti (altrimenti avrebbero risolto i problemi quando, a turno hanno fatto parte di governi regolamentari) abbiano accettato di impegnarsi  gratuitamente, solo per prestigio,  al raggiungimento  dell’obiettivo di ridurre la spesa pubblica, altrimenti non servono alla soluzione del problema ma diventano essi stessi (gran) parte del problema. [Ma Napolitano non aveva dato l’incarico a Monti perché è il più bravo di tutti?].

Sottotitolo: Un tempo la prerogativa del satiro, del buffone di corte era quella di poter dire quelle cose, spesso la verità su quello che accadeva, che agli altri, ai sudditi non era concesso poter dire pena la decapitazione sulla pubblica piazza.
In questo paese, invece, composto in gran parte e  notoriamente da persone molto intelligenti e scaltre si decapiterebbe il satiro.

A Milano 900 fascisti sfilano indisturbati come se, anziché essere nostalgici di un regime sanguinario fossero semplicemente un’allegra compagnia di ex soci del circolo della bocciofila che si ritrovano; a Roma un autista dell’Atac digita sul display del bus la scritta “onore al duce” e non succede niente;  ancora a Roma un benzinaio al posto del prezzo della benzina fa apparire la frase “duce a noi” e di nuovo non succede niente;  a Catania e Barletta si celebra la messa per ricordare il duce così come si farebbe per un missionario, un portatore di bontà e il prete di Catania giustifica benito perché “tutti nella vita possono sbagliare”;  sempre a Roma (come accade puntualmente tutti gli anni specialmente da quando al posto del sindaco è stato nominato un podestà come ai bei tempi di quando c’era lui)  compaiono manifesti contro il 25 aprile; in Puglia si candiderà il partito “fascismo e libertà” (più che un partito un ossimoro)  e Napolitano non dice mezza parola; a Cagliari i fascisti sfilano il giorno della Liberazione e gli antifascisti vengono manganellati dalle forze dell’ordine; a Latina, al funerale di un ex sindaco repubblichino si consente la messa in scena di una pagliacciata in stile RSI alla quale partecipa un ex ministro di questa repubblica con tanto di carabinieri a vigilare sulla salma circondata da vessilli fascisti,   Napolitano di nuovo non dice niente.
Ma naturalmente il problema di questo paese, un paese dove le istituzioni, la chiesa, la politica non rispettano la legge, sono le dichiarazioni di Grillo per le quali Napolitano si è disturbato eccome.
 Buon 1 maggio a chi passerà di qua; appropò: che si festeggia oggi?

Il bue e il Grillo
 Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 1 maggio

Grillo non mi piace quando dice che bisogna uscire dall’euro, perché temo che tornando alla lira saremmo capaci di uscire non solo dall’Europa, ma anche dall’Africa. Grillo non mi piace quando dice che i programmi tv sono tutti uguali, perché Report non è uguale a Porta a Porta e perché Santoro, con Servizio Pubblico, ha fatto esattamente quel che lo stesso Grillo suggeriva da anni: uscire dal regime Raiset e mettersi in proprio, finanziato da editori puri (come il Fatto) e dal pubblico. Grillo non mi piace quando attacca Gian Carlo Caselli per gli arresti dei (pochi) violenti in Valsusa. Grillo non mi piace quando dice che, se pagassimo tutti le tasse, i partiti ruberebbero il doppio, perché milioni di lavoratori dipendenti e pensionati sono costretti a pagarle tutte, le tasse, anche per chi non le paga, e anche se poi i partiti si rubano tutto.
Invece Grillo mi piace per tutte le altre battaglie con cui si è imposto negli ultimi anni come soggetto politico fino a toccare il 7 per cento (forse sottostimato) nei sondaggi, candidando ragazzi puliti e impegnati che si stanno comportando benissimo in vari consigli comunali e regionali. Ma mi piace anche quando non rinuncia al gusto della battuta e del paradosso. Qualche anno fa, a proposito credo di Andreotti, disse che la politica s’era infiltrata nella mafia e l’aveva corrotta. Era una splendida battuta, che valeva più di tanti editoriali e di tanti saggi, anche perché nessuno si sognò di prenderla alla lettera.
L’altro giorno a Palermo, almeno a leggere i giornali e i commenti sdegnati (persino di Fiorello), l’ha detta grossa: “La mafia non uccide, lo Stato sì”.

I parenti delle vittime di mafia, appositamente fuorviati dalla disinformazione, sono insorti, e giustamente.

Se Grillo avesse davvero detto che la mafia non uccide, avrebbero avuto ragione da vendere. Ma, per fortuna, non l’ha mai detto. Ha azzardato un altro paradosso. Prima ha osservato che “un governo di transizione avrebbe dovuto fermare il debito pubblico e mettere un taglio alle pensioni d’oro, massimo 5 mila euro, e il resto investirlo per trattenere i nostri giovani ricercatori che fuggono all’estero “. Poi ha aggiunto: “La mafia non ha mai strangolato il proprio cliente: gli prende il pizzo del 10%.
Qui la mafia (intesa come il governo che porta molti imprenditori e lavoratori al suicidio, ndr) strangola le proprie vittime”. Il senso della provocazione era chiarissimo, e lo stesso Grillo l’ha precisato ieri sul blog per i duri di cervice: “La mafia ha tutto l’interesse a mantenere in vita le sue vittime. Le sfrutta, le umilia, le spreme, ma le uccide solo se è necessario per ribadire il suo dominio nel territorio. Senza vittime, senza pizzo e senza corruzione come farebbe infatti a prosperare? La finanza internazionale non si fa di questi problemi. Le sue vittime, gli Stati, possono deperire e morire. Gli imprenditori possono suicidarsi come in Grecia e in Italia. Spolpato uno Stato, si spostano nel successivo”. Eppure ai partitanti di destra, centro e sinistra non è parso vero di potergli dare, oltreché del demagogo, antipolitico, fascista, nazista, anche del mafioso. Manca soltanto piduista, ma ci arriveremo. Ma dai, siamo seri: chi ha ospitato e rilanciato sul blog e in varie manifestazioni le battaglie delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino? Chi, quando non ne parlava nessuno, ha denunciato le trattative Stato-mafia? Chi ha difeso i magistrati di frontiera? Grillo. Prima di dargli del mafioso, il Pdl pensi all'”eroe ” Mangano e a tutti i mafiosi e amici dei mafiosi che B. ha portato in Parlamento fino alle più alte cariche. Bersani pensi al compagno Crisafulli, filmato da una telecamera nascosta mentre abbracciava affettuosamente il boss Bevilacqua, dunque senatore Pd, e al compagno Lombardo, inquisito per fatti di mafia dunque alleato del Pd. E il Terzo Polo pensi ai suoi Cuffaro e Romano.
I classici buoi che danno del cornuto al Grillo.

Annunci

Una risposta »

  1. Io ricordo nel 2008 durante le celebrazioni dell’ 8 settembre quando sia il sindaco di Roma che il ministro della difesa dissero “il fascismo fu il male minore” e mi ricordo che in quel periodo avevo un compagno di classe che si definiva nazista e diceva cose tipo “Hitler ha sbagliato solo ad allearsi con l’Italia”

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...