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La mattanza

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“Femminicidio” è un termine fuorviante per quanto riguarda gli omicidii delle donne. Femminicidio è infatti l’assassinio di una femmina in quanto tale, come genere contrapposto geneticamente a quello maschile, come quello praticato in Cina a causa del regime di controllo delle nascite dove centinaia di migliaia – forse anche di più – di neonate sono state (e forse lo sono ancora) soppresse appena nate perché ‘femmine’; una strage, una violazione dei diritti umani reiterata e continuata nel silenzio generale della politica mondiale, che con la Cina ci fa affari nonostante tutte le violazioni, compresi D’Alema, Bersani, Vendola, Polverini e tutti quelli che oggi si fanno portavoce dell’appello di “se non ora quando”.
Continuare a definire nel modo sbagliato il fenomeno del crimine   degli uomini che uccidono le donne perché ritengono che una donna sia una cosa di loro proprietà anche ex post, ovvero quando una relazione, un matrimonio sono finiti contribuisce soltanto a rendere più difficile una risoluzione seria, rigorosa e che sia degna di un paese civile.
Ecco perché penso che certi appelli siano inutili: perché chiedere ad una politica che rifiuta sistematicamente il riconoscimento delle aggravanti per tutti i crimini che hanno come comune denominatore la discriminazione (sessuale, di genere) e dunque che venga riconosciuta – appunto – un’aggravante e non una casualità, un delitto come un altro, l’omicidio definito erroneamente, superficialmente e banalmente “passionale” è davvero un’impresa titanica.
La chiesa ovviamente contribuisce al teorema del panem et circenses, ovvero prudentemente tace sull’argomento, nessuna eminenza che si scandalizza e insorge, nessun angelus dedicato alla mattanza delle donne, perché più la gente è impegnata a litigare su una partita di calcio, a fare previsioni su chi vincerà l’isola dei famosi e il grande fratello, su quale sarà il prossimo fidanzato di belen e della canalis e meno si occuperà di altre tristissime cose.

***

Il cosiddetto movente  “d’onore” è stato abolito, nel nostro civilissimo paese solo nel 1981, l’altroieri, praticamente.

Fino ad un attimo prima di quando è stata presa questa decisione un marito, o generalmente un uomo  poteva ammazzare sua moglie o, generalmente una donna,  per un tradimento  accaduto  o presunto e farla franca.

C’è voluto il massacro del Circeo per riconoscere lo stupro un reato contro la persona e non contro la morale come era stato sempre considerato e giudicato dalla legge di allora.

E dire che a quei tempi nei governi non c’erano bossi né berlusconi ma chissà a cosa pensava la politica, allora come ora.

E non mi pare di ricordare nessun anatema da parte della chiesa verso quella forma odiosa e criminale di inciviltà.

Chi non si oppone ai crimini, quali che siano, è semplicemente complice.
Aderisco, per coscienza civile a questo  APPELLO  e perché 55 donne morte ammazzate dall’inizio dell’anno, cioè a dire in meno di cinque mesi,  per mano di mariti, amanti, fidanzati o ex credo che siano una ragione sufficientemente valida affinché qualcuno nella politica, fra uno spread e una manovra trovi il tempo ma soprattutto la volontà di impegnarsi in modo serio per fermare questa mattanza.

La politica ha ormai ampiamente dimostrato la sua distanza dai problemi e dai drammi reali di tanta gente,  le donne e i bambini sono le prime vittime di una società ingiusta e incivile.


Quando un ministro della giustizia trova il tempo per andare a disquisire sulla pericolosità dei blog, quando le priorità della politica sono sempre altre anziché  dare la precedenza  alle cose davvero pericolose e alla vita, significa che alla politica non interessa poi così tanto attivarsi per risolvere drammi, tragedie e problemi.

Reali, non virtuali.

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Una risposta »

  1. bisogna sapersi accontentare, è solo questione di latitudine, pensa come va peggio per le donne più a sud dell’itaja.
    eppure gli esseri generano sempre in sè degli anticorpi, tu pensa a quanti poveri omaccioni muoiono di ulcera perforata nelle nostre campagne dove sapientemente le loro donne aggiungono nei fiaschi di vino un pizzico di topicida.
    Ci fecero anche un film se non vado errato brutti sporchi e cattivi.
    Il problema è che la donna in città perde molto dei suoi anticorpi e non ha più la mamma contadina che la sappia consigliare.

    Rispondi

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