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Tutti contro uno

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Sottotitolo: A me non spaventa Grillo quanto, invece, chi vorrebbe rendere impossibile – perlopiù a suon di menzogne – che qualcosa che nasce democraticamente possa avere lo stesso spazio della politica “tradizionale”. Oggi tutti, perfino Luxuria, hanno qualcosa da far pagare a Grillo. Fra un po’ si andrà a cercare il compagno di scuola a cui avrà copiato un compito, fregato la merendina o dato un pugno sul naso. Anche questa è macchina del fango, perché si straparla della e sulla persona, si scredita la persona ma non si discutono le proposte e si tende ad ignorare per comodità che il movimento di Grillo non è lui ma la gente che lo compone. Per fortuna pezzi da novanta della società civile come don Gallo e diversi costituzionalisti questo lo hanno capito, lo dicono e lo scrivono.

Per inciso io non ho ancora mai votato per i cinque stelle, ma non è detto che non ci sia una prima volta stavolta, francamente questa campagna mediatica terroristica contro di lui non la sopporto più. Grillo non ha gli stessi strumenti della politica, e lo spiega benissimo Travaglio nel suo editoriale di oggi sul Fatto.

Purtroppo c’è gente che vede solo quel che vuole vedere. Così almeno poi ha sempre la possibilità di dire che non aveva capito, non sapeva, non si rendeva conto. Grillo è il pretesto, ma pare che questo stia sfuggendo alla comprensione di chi intravvede in lui il pericolo di una qualche deriva, come se quella che stiamo subendo non sia GIA’ una deriva, la peggiore, la più antidemocratica.

Se Grillo ha il 7, l’8 e il 10 per cento nei sondaggi a sfavore di una politica cialtrona e incapace chi è causa del suo mal facesse mea culpa e la smettesse di fare la vittima.

Nel frattempo che si continua la campagna denigratoria contro il movimento di Grillo spero che chi si è unito alla lotta non abbia dimenticato (semmai lo sia venuto a sapere), che prossimamente a Bari si presenterà una lista denominata MFL, il grazioso acronimo ma più che altro un ossimoro cela la definizione di  “movimento fascismo e libertà”, e che a Genova uno dei candidati, tal Putti ha accettato il sostegno di quelli di forza nuova. E forse Napolitano invece di monitare sulla demagogia e di colazionare con un corruttore puttaniere potrebbe spendere anche due parole su questo. Ma forse difendere l’Antifascismo è diventato qualcosa di demodé, non è abbastanza moderno difendere sul serio quella Costituzione che vieterebbe la ricostituzione di movimenti di matrice fascista, così come ieri non è stato vietato a Latina di celebrare il funerale in stile rsi di un ex repubblichino con tanto di carabinieri a far da guardia alla salma illustre e ai vessilli fascisti che la circondavano.

Il tutti contro uno si sa,  è storicamente  roba fascista, è roba per vigliacchi che sanno di non potercela mai fare da soli e allora fanno come le squadracce, si riuniscono in gruppetti e si scelgono un obiettivo per farne il proprio bersaglio grosso.
Qualcuno lo regge e gli altri lo picchiano.

Questa sottile metafora per spiegare cosa sta succedendo a e con Beppe Grillo: Napolitano è quello che lo ha tenuto fermo dicendo un mucchio di sciocchezze a proposito di demagoghi e demagogia nel discorso del 25 aprile (nel discorso del 25 aprile!) e chi lo picchia quelli che sono andati a ruota, in primis Bersani che non ha le idee molto chiare a proposito di “insulti”: sono tutti talmente arroganti e supponenti da non aver capito che in politica l’insulto peggiore è tradire i propri elettori, esattamente come hanno fatto tutti i rappresentanti politici che prima hanno mandato in malora la politica che avrebbero dovuto esercitare  per mezzo della quale rendere questo paese migliore e non invece la latrina a cielo aperto in cui l’hanno trasformato,  e poi  si sono inginocchiati al governo di Monti senza opporre nessuna resistenza per il bene del paese (dunque soprattutto  il loro), sia a destra che a sinistra.

Grillo contro Maciste
 Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 28 aprile

Le accaldate dichiarazioni dei politici su Beppe Grillo sono uno spettacolo impagabile, da scompisciarsi. Tutti contro uno, come contro la Lega delle origini. Sono talmente terrorizzati da non notare la ridicolaggine di un’intera classe politica, seduta su 2,5 miliardi di soldi pubblici camuffati da rimborsi, padrona del governo e del Parlamento nonché di tutti gli enti locali, ben protetta da Rai, Mediaset e giornaloni, infiltrata in banche, assicurazioni, aziende pubbliche e private, Tav, Cl, P2, P3, P4, ospedali, università, sindacati, coop bianche e rosse, confindustrie, confquesto e confquello che strilla come un ossesso contro un comico e un gruppo di ragazzi squattrinati, magari ingenui, ma armati solo delle proprie idee e speranze.
Il presidente della Repubblica che commemora la Liberazione dal nazifascismo lanciando moniti, anzi anatemi contro un comico (“il qualunquista di turno”), è cabaret puro. Dice che “i partiti non hanno alternative”: ma quando mai, forse per lui che entrò in Parlamento nel ’53 senza più uscirne. Tuona contro l'”antipolitica” (e ci mancherebbe pure, vive di politica da 60 anni). Ma non si accorge che nessuno ha mai delegittimato i partiti e la politica quanto lui, che sei mesi fa prese un signore mai eletto da nessuno, lo promosse senatore a vita e capo di un governo con una sola caratteristica: nessun ministro eletto, tutti tecnici più qualche politico travestito da tecnico. E non se ne avvedono neppure i giornaloni che dedicano all’ultimo monito pensosi editoriali dal titolo “Il tempo è scaduto”.

Se un comico parla del capo dello Stato e lo sbeffeggia, è normale, mentre non s’è mai visto un capo dello Stato che parla di un comico, per giunta neppure candidato, per dirgli quel che deve fare o dire. Napolitano contro Grillo è roba da “Totò contro Maciste”. Ma il meglio, come sempre, lo danno i partiti. Anche una personcina ammodo come Guido Crosetto del fu Pdl riesce a dire che Grillo gli ricorda “il fascismo”, anzi “il razzismo”, anzi “il nazifascismo”, anzi “Goebbels ” in persona.
Le pazze risate. Grillo dice che, se Napolitano difende i partiti, è “il presidente dei partiti”: logica pura, ma per Bersani è “insulto”.

Segue minacciosa diffida per leso monito: “Grillo non si permetta di insultare Napolitano, non si arrischi a dire cosa direbbero i partigiani se tornassero: loro saprebbero cosa dire dell’Uomo Qualunque”.
Brrr che paura.
Livia Turco lacrima in tv perché la gente ce l’ha con i politici e non si capacita del perché.
Casini intima a Grillo di “entrare in Parlamento a misurarsi coi problemi concreti” e “smetterla con le chiacchiere”. Perché se no? Forse dimentica che Grillo in Parlamento entrò tre anni fa, per portare le firme di 300 mila cittadini su tre leggi d’iniziativa popolare: ma, siccome prevedevano l’incandidabilità dei pregiudicati, il limite di due legislature per i parlamentari e una legge elettorale democratica al posto del Porcellum, i partiti le imboscarono tutte e tre. Anche perché, con quelle, l’Unione dei Condannati si sarebbe estinta e gli altri partiti quasi. Siccome Dio acceca chi vuole rovinare, i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre,
alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente. E ora che, al borsino della fiducia, raccolgono tutti insieme il 2%, non trovano di meglio che fare l’ammucchiata: ABC, il Trio Alfanobersanicasini, vanno in giro a braccetto per far numero e volume, annunciando riforme elettorali, leggi sui partiti, tagli alla casta, norme anti-corruzione e misure per la crescita che nessuno farà mai.

Più gli elettori si allontanano, più i capi si avvicinano, illudendosi di riempire il vuoto da essi stessi creato.
Sfilano al proprio funerale come se il morto fosse un altro.

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Una risposta »

  1. Possono anche prendersela con Grillo, ma oramai il movimento da lui ispirato comincia a muoversi sulle sue gambe. E questa è vera democrazia. Altrimenti cosa?
    Se una persona che detesto mi sputa in faccia io sono onorata.
    Se mi facesse un complimento mi distruggerebbe.
    Per cui non m preoccuperei, anzi!
    Ben vengano gli insulti da chi sta per tirare le cuoia.
    Più insultano, prima spariranno.
    Amen.

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