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Sottotitolo: “Sono bellissimi e hitleriani sono i tecnocrati italiani ”  [Giorgio Gaber]

    Uova su auto Fornero, contestata a Torino

Elsa Fornero: “In molti casi si spingono i figli a trovare un lavoro per contribuire all’acquisto della casa.
 […]
Magari anche per difficoltà finanziarie, si sacrifica l’educazione dei figli pur di arrivare prima alla casa. La casa è certamente un valore importante, ma bisogna anche considerare le priorità. Le case si possono lasciare ai figli ma conta di più una struttura di conoscenza e flessibilità mentale, un’adattabilità al cambiamento che solo la formazione può dare”.

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E infatti i suoi figli, sono sicura, saranno vissuti e cresciuti senz’altro in un monolocale a equo canone, macchedico in un monolocale? in una tenda canadese, a beneficio della loro formazione/istruzione.
Ormai è completamente e irrimediabilmente fuori di sé.
Qualcuno faccia qualcosa.

Oggi chi vuole bene ai figli deve mandarli via da questo paese, altro che fargli pagare una quota del mutuo.

Se le famiglie italiane avessero aspettato l’aiuto economico dei figli per l’acquisto di una prima e nella maggior parte dei casi UNICA casa stavano fresche, potevano dormire sonni tranquilli e come no.
Una casa in Italia si compra per assoluta necessità e non perché si abbia tutta questa smania di diventare proprietari, ma quando l’alternativa è il soggiorno sotto un ponte o il pagamento di un affitto esorbitante il buon senso vuole che s’investa una cifra molto spesso MINORE di un affitto, ma la cui destinazione non sia il famoso fondo perduto,  nell’acquisto.

E solitamente queste sono decisioni che una coppia non prende quando i figli sono già grandi, chi decide di investire solo su se stesso, di fare ENORMI sacrifici  senza l’aiuto di nessuno e men che meno dello stato che poi vuole, pretende e ottiene la sua percentuale su quei sacrifici, per mettersi un tetto sulla testa lo fa PRIMA che i figli siano in età da lavoro: solo degl’incoscienti possono pensare di aspettare l’aiutino di un figlio in un paese come il nostro dove, anche grazie a gente come la ministra oggi la ministra può permettersi questa ennesima sortita come al solito intrisa di arroganza in cui lei parla di quelle che dovrebbero essere le priorità di una famiglia con dei figli.
In un paese normale, civile, dove i diritti civili si estendono e si esaltano, nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere se studiare o lavorare per mantenersi ed eventualmente dare un   contributo economico a quelle mamme e a quei papà che fanno la cortesia di ospitare i propri figli anche oltre l’età in cui mamma e papà avevano già una vita indipendente dai propri genitori.
Certo che la formazione è importante, certo che è importante che i figli studino (anche se non avranno mai le stesse possibilità/opportunità dei famosi figli questi lor signori di cui nei mesi scorsi si è parlato tanto, ma la Fornero questo ovviamente NON lo dice, non lo può dire), ma in un paese normale quello allo studio dovrebbe essere, E’, anzi, UN DIRITTO, non un’opzione.
Nessuno, in un paese normale,  dovrebbe essere costretto a scegliere SE far studiare i figli O comprarsi una casa, SE portarli dal dentista O comprare i libri di scuola.
Ma  queste cose lei non le capisce, non può capirle.
E non le capirà mai.
Ci dica, la ministra, qual è il paese in cui una casa costa meno di una laurea che ci trasferiamo tutti lì.
Quest’ultima esternazione della ministra Fornero (suppongo purtroppo solo in ordine di tempo, ce ne saranno altre, ormai tutti hanno preso il via e chi li ferma più? ribadisce, semmai ce ne fosse bisogno e dimostra, ancora una volta, che la classe dirigente NON può essere composta da gente che vive in condizioni economiche tali da far dimenticare quali sono quelle della maggior parte della gente comune.
Una prece per la mente obnubilata ma sobria di nostra signora dei salici piangenti.

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  1. a me sta ragazza comincia veramente a tirà, me piace quel suo modo di mostrare e non mostrare, capace che stanotte me la nsogno

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