Dacci (anche) oggi il nostro piccolo colpo di stato quotidiano

Preambolo: approvata quella porcheria del pareggio di bilancio.
 E che succederà quando per motivi ‘contingenti’ un bilancio non potrà essere pareggiato, sarà incostituzionale solo la disparità o finalmente sarà la volta buona che ce li toglieremo tutti dalle balle ‘sti incapaci traditori del popolo?
I signori della politica (tecnica e non) hanno letteralmente svenduto  la sovranità economica, fiscale e monetaria a un organismo straniero non eletto da nessun meccanismo democratico.

Sottotitolo: Belsito restituisce parte del bottino: quindi par di capire che per rifarsi una verginità basta riconsegnare il malloppo o anche e solo una parte di questo. Chissà perché il giudizio della gggente nei confronti dei ladri di stato poi non è lo stesso che dà a chi svaligia gli appartamenti, ruba i portafogli, scippa borsette per strada… cioè, questi rubano a mani basse, milioni, oro, gioielli, comprano case, ville con i nostri soldi,  se le godono e poi escono tranquillamente dalle loro case, vanno a dormire nei loro letti, quando escono il portiere e la servitù gli diranno perfino buongiorno e buonasera e non succede niente. E chissà perché quando rubiamo noi poveri mortali ci chiamano ladri e ci sbattono in galera, e un’altra volta ci pensiamo, prima di rifarlo, quando rubano i politici si chiama “distrazione” e grazie a tutte le loro immunità e agli eserciti di avvocati che possono permettersi (grazie a noi che li strapaghiamo) in galera non ci va mai nessuno e l’unica seconda possibilità che è stata concessa a molti di loro è stata quella di rubare ancora e ancora.

 Lombardia: Boni lascia, Formigoni raddoppia. L’anticorruzione non tocca la prescrizione. E la riformina dei “rimborsi”? Affossata.

Qualche esempio di rimborsi elettorali in Europa:

Regno Unito = 8 Milioni
Francia = 110 Milioni
Spagna = 130 Milioni
Germania = 133 Milioni
ITALIA = 400 Milioni

Visto che in qualcosa riusciamo a primeggiare? magari sempre nel peggio del peggio ma ahò, ognuno ha i suoi record, e se li tiene.
Qualcuno se ne vanta pure e li rivendica,  non faccio nomi ma solo iniziali: A, B, C.

Roberto Formigoni a L’Infedele:
“Anche Gesù Cristo ha sbagliato nello scegliere i suoi collaboratori.”
Già, solo non ci siamo con le percentuali, perché Cristo ne sbagliò uno su dodici, lo sgovernatore dieci su undici. E a Gesù fu concesso un unico mandato, non tre che durano da 17 lunghissimi anni.

Anche a me piace viaggiare in gruppo, mio marito non sarebbe andato nemmeno in viaggio di nozze senza “la comitiva”,  per convincerlo che il viaggio di nozze si fa in due ho dovuto faticare molto; però i viaggi che ho fatto (in gruppo e non) me li ricordo tutti. Questi politici ladri e cialtroni, invece, oltre a ritrovarsi case, soldi, ville ristrutturate a loro insaputa, viaggiano anche, a loro insaputa. Ho sempre considerato Formigoni uno dei più pericolosi, la politica più è vicina al vaticano, ai suoi annessi e connessi: compagnia delle opere, comunione e liberazione, opus dei (vero, Max? ufficiale e gentiluomo del papa, il comunista, altro che il gabibbo) e più danni fa.

Formigoni fu quello che disse, giurò e spergiurò, lui, e non solo lui, c’era anche l’ex ministro azzannapolpacci Maroni a tenergli bordone accusando e insultando Roberto Saviano in modo spregevole, che in Lombardia non c’erano nemmeno le infiltrazioni mafiose, e infatti non sono infiltrazioni, c’è proprio la dirigenza alta.

Speriamo che anche stavolta, come fu per berlusconi, la jattura del 17 funzioni.

Io non sono superstiziosa, ma stavolta faccio il tifo per chi ci crede: gatti neri di tutta Italia, armatevi a partite.

www.linkiesta.it

– Lei questo viaggio l’ha fatto o non l’ha fatto?
“Non so, non mi ricordo, dovrei consultare l’agenda…”
“Mi trovavo sullo yacht di Daccò perché era l’ottava stazione della via Crucis…” ^_^

(Maurizio Crozza – Ballarò, 17 aprile)

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Formi e Renato
 Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 18 aprile

I fan di Cochi e Renato non possono che apprendere con un velo di mestizia i particolari delle vacanze di Renato Pozzetto.
Che non fa più coppia fissa con Cochi Ponzoni, ma con Roberto Formigoni. Poi però, ascoltate le spiegazioni della nuova spalla di Renato, a tempo perso governatore della Lombardia, devono riconoscere che, per tempi comici, battute
folgoranti e costumi di scena, non ha nulla da invidiare al vecchio Cochi.
La questione è nota: secondo le carte della Procura di Milano, a Capodanno 2010 il Celeste andava in ferie tra Parigi e St Martin (Caraibi) non solo col fratello, la cognata, il segretario Perego (condannato per falsa testimonianza sul caso Oil For Food) e Pozzetto, ma anche col faccendiere Pierangelo Daccò e con l’ex assessore Antonio Simone, arrestati l’altro giorno per i fondi neri della Fondazione Maugeri. Entrambi ciellini e habituè delle patrie galere (il primo era appena uscito dal carcere per il crac da 1 miliardo del San Raffaele, il secondo era finito dentro già nel ’92 per Mani Pulite), fanno i facilitatori nella jungla dei fondi pubblici alle cliniche private anche grazie al poter spendere il nome del confratello Roberto. Risultato: 56 milioni portati in Svizzera a botte di fatture per consulenze mirabolanti, tipo quella volta ad accertare “le possibilità di vita su Marte”. Il minimo che Daccò potesse fare era pagare il conto dei voli e delle ville caraibiche. E la multiforme biografia di Formigoni si arricchisce ogni giorno di un nuovo mestiere: campione di scherma, membro (con rispetto parlando) dei Memores Domini ciellini con voto di castità incorporato e poi forse scorporato, vicepresidente (uno dei 14) del Parlamento europeo Dc ai tempi di Andreotti, dirigente del Ppi, sgovernatore di Lombardia da 18 anni e ora comico di sicuro avvenire. Ieri s’è detto “limpido come acqua di fonte” e ha ricordato che “anche Gesù sbagliò a scegliere qualche collaboratore” (sì, ma Giuda non era mai stato arrestato né condannato, quindi era più facile sbagliarsi). L’altroieri aveva dato degli “sfigati ” ai giornalisti del Corriere che avevano rivelato le sue ferie a sbafo. Sfigati perchè “io, come tutti gli italiani, faccio vacanze di gruppo” e loro no. Le vacanze di gruppo, per chi non fosse italiano, funzionano così: “Uno si fa carico dei biglietti perchè conosce l’agenzia, l’altro paga l’hotel, il terzo le escursioni, il quarto i ristoranti, poi a fine vacanza ci si trova insieme ed eventualmente si conguaglia”. E’ tutto spiegato nel Manuale delle Vecchie Marmotte: lui, mentre gli altri pagavano voli, alberghi, escursioni e ristoranti, portava le camicie a fiori e le cravatte a righe fucsia e marron per tutti, così gli altri si ammazzavano dalle risate e non gli chiedevano il conguaglio. In ogni caso, ha aggiunto il fine umorista, “verificherò se quel viaggio l’ho veramente svolto”. Chiederà un po’ in giro: sapete mica se ho veramente svolto quel viaggio a Parigi e poi a Saint Martin? Perchè lui non lo sa. Ieri La Stampa titolava: “Viaggi pagati, l’ira di Formigoni”. Ecco: appena ha appreso di aver viaggiato, per giunta a spese altrui, s’è incazzato come una biscia. Se scopre chi gli ha pagato le ferie, gli fa un mazzo così. In attesa di sapere chi gli scrive i testi (Pozzetto?), gli specialisti studiano questa nuova forma della sindrome “a mia insaputa”, ancor più preoccupante di quella che ha colpito Scajola, Malinconico, Rutelli, Fede e Bossi.
Due alternative.
1) Alla parola “ferie”, Formigoni cade subito in trance (ma c’è chi giura che sia proprio letargo).
2) Avendo paura dei voli, non solo non li paga, ma si fa ipnotizzare o anestetizzare all’imbarco. Lo risvegliano poi con comodo, al rientro, con una secchiata d’acqua purissima di fonte. Ma prima che riprenda conoscenza occorrono tempi lunghi. Il che spiegherebbe perchè al Pirellone si aggirano decine di soggetti con passamontagna, mascherina, calzamaglia, grimaldello, piede di porco e sacco in spalla, ma lui non nota mai nulla.
Il giorno che scopre come lo vestono, fa una strage.

E, per finire in bellezza:

Probabilmente di regolarizzare il mercato televisivo e informativo non ce lo chiede l’Europa, oppure sì? all’Europa si risponde solo quando c’è da tassare e tar-tassare i poveracci, quando c’è da fare le cose importanti, quelle che fanno la civiltà di un paese tipo fare una legge seria sui conflitti di interessi come c’è in tutti i paesi  NORMALMENTE civili – che non riguardano solo berlusconi – allora i governi  di tutti i colori possono sbattersene allegramente i coglioni.

Perché sennò silvio si arrabbia.

6 thoughts on “Dacci (anche) oggi il nostro piccolo colpo di stato quotidiano

  1. Trovo giustissimo che ci sia la norma del pareggio di bilancio, l’amministrazione è una cosa seria, da ragionieri, non lascia spazio alle fantasie degli artisti o dei piccoli mafiosi. Per toglierla, basta uscire dall’euro e tornare ad essere quello che siamo sempre stati, dei grandissimi vigliacchi e piccoli mafiosi capaci di banchettare sulle spalle del futuro dei figli degli altri, cercando di sistemare i nostri.
    Per quanto riguarda il governatore lombardo, vi lascio solo pensare a quanto se possano rubare tutti gli amministratori regionali del centro e sud italia, visto che lui nonostante queste piccole magagne ha sempre dato servizi considerati di livello standard come qualità

  2. Ho seguito fin dall’inizio l’iter di questa riforma costituzionale sul pareggio di bilancio. Sul merito della questione si può discutere senz’altro, i pareri degli economisti e dei politologi sono comunque discordi e un’opinione convincente in maniera “definitiva” sulla questione, di fatto, non c’è.
    Però, messo da parte il merito (e posto che a me comunque lascia perplesso un “obbligo costituzionale” di questo tipo, che cerca di ingessare l’azione politica dei decenni a venire, sulla base di punti di vista molto “fragili” di oggi), ciò che assolutamente non si può accettare, a mio avviso, è il metodo che è stato utilizzato: due punti su tutti spiccano: scarsissimo dibattito pubblico ed eccessiva fretta nell’approvazione della riforma.
    Si è trattato di una sorta di riforma “carbonara”, semiclandestina, della quale i media hanno parlato pochissimo e di sfuggita, quasi che ci fosse un preciso ordine “di scuderia” (“Parlatene il meno possibile, per carità!”), forse anche perché i politici stessi ne hanno parlato molto poco, anche dall’opposizione. E invece, essendo una riforma cruciale e incisiva, avrebbero avuto il dovere di spiegarla meglio e con più chiarezza all’opinione pubblica.
    E’ stata inoltre approvata con una fretta che ha dell’incredibile, dati i tempi consueti della nostra politica. Ma come? La riforma del finanziamento ai partiti verrà passata al “microscopio” dalle commissioni parlamentari e dai media, e invece questa riforma, che era di rango costituzionale, è stata fatta in fretta e furia e senza alcun dibattito pubblico??
    In più, è passata in Parlamento con una (anche questa insolita) maggioranza “bulgara”. Come mai? Tutti d’amore e d’accordo, improvvisamente? Forse per impedire volutamente ai cittadini di esprimersi con referendum? A pensar male in certi casi forse non si sbaglia…
    Poi – last but not least – non mi sembra corretto (a dir poco) che una riforma costituzionale, massima espressione della sovranità di un Paese, venga adottata dietro pressioni e condizionamenti esterni; e non ritengo neppure corretto che un presidente del Consiglio firmi (in sede europea o altrove) un impegno a nome del Parlamento, unico soggetto titolato a decidere in materia di Costituzione.
    Quanto poi alla questione Formigoni-Lombardia, non credo che l’efficienza complessiva di un sistema (come forse può essere il sistema delle prestazioni pubbliche della Lombardia o di altre regioni) si possa attribuire – se non in minima parte – ai leader politici o ai “governatori”, che spesso hanno la tendenza a vantarsi per meriti che non competono loro. Se un tessuto sociale è sano, e se un apparato amministrativo funziona (più o meno), al 90% (e oltre) è merito della società stessa e dello “spirito di servizio” degli addetti alla “macchina” amministrativa. Chi conosce dall’interno i meccanismi di questa lo sa. Un buon “manager” può valorizzare solo qualcosa che è già sano di per sé; ciò che non è sano è semplicemente ingestibile, e non c’è “governatore-provvidenziale” che tenga…

    • Concordo, non è un caso se ho scritto colpo di stato. Perché tanta gente forse per colpo di stato intende solo l’occupazione militare, i carri armati nelle piazze, invece oggi si fanno in maniera più soft, più ‘moderna’, hanno le sembianze e una struttura democratica perché il posto per eccellenza dove si svolgono è il parlamento. E da qualche decina d’anni a questa parte ne sono stati fatti abbastanza per pensare che la nostra è una democrazia insufficiente, malata, perché come dici tu un buon manager può valorizzare e rendere efficiente ciò che è sano, e il nostro non è più, e da un pezzo, un paese sano.

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