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Indegni d’Italia (reloaded)

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Sottotitolo: non trovo inutile lo stop alle partite di calcio. Sarà anche “la solita ipocrisia” come leggo nei commenti dei quotidiani on line ma è anche un segnale che, se si vuole,  ci si può fermare di fronte alla morte. Mi dispiace per quelli che oggi saranno in crisi d’astinenza da pallone ma penso che ci siano situazioni in cui si dovrebbe andare un po’ oltre certi ragionamenti da – appunto – bar sport.
E’ morto un ragazzino al quale un destino infame aveva già tolto tutto, i genitori, un fratello, ma nonostante questo aveva un profondo rispetto per la vita, per essere contento gli bastava vivere in una città di mare.
Non dovrebbe essere un sacrificio troppo grande rispettare una giovane vita che se n’è andata sul più bello e magari chiedersi perché ultimamente sono così tante queste vite che si spengono solo apparentemente per motivi “naturali”.

Piazza della Loggia
Dopo 38 anni, strage
senza colpevoli

Trentotto anni di prove distrutte e depistaggi così un pezzo di Stato ha coperto i bombaroli – 

La stagione delle inchieste sulla strategia della tensione si chiude con un bilancio fallimentare. Ma ci lascia in eredità alcune certezze storiche: le condanne mancate parlano dell’inquietante presenza di reti di solidarietà occulte.

  Chi sono, gl’indegni d’Italia? bastardi al quadrato e al cubo.
I problemi sono sempre altrove da dove sono, e sono tutti qui, nell’irrisolto che soffoca questo paese e nel quale anneghiamo tutti.
 Questo potrebbe essere lo spunto per un bel monito di Napolitano, presidente della repubblica dove a compiere le stragi non è mai nessuno. Capo di uno stato che non sa garantire giustizia e dove le vittime sono costrette a pagare le spese di processi farsa nei quali tutto si cerca fuorché la verità.
Una bomba qui, una carica di tritolo lì, aerei che scoppiano in volo, banche, palazzi e autostrade che saltano in aria, decine, centinaia di morti e non è mai colpa di nessuno.
Del resto è complicato per uno stato condannare se stesso.
Bisogna capirli, quei giudici.
Ricordiamocele bene queste cose, specialmente quando qualche “autorevolezza”, che sia politica o giornalistica ci viene a raccontare di favolette come la democrazia, oppure che i responsabili dello sfacelo siamo noi cittadini perché ognuno ha lo stato che si merita. E che basta scegliere bene, per cambiare in meglio.
Che la colpa è nostra, sempre e solo nostra, per tutto, di tutto.

Ricordiamoci anche di:
Giulietta BANZI BAZOLI, anni 34;
Livia BOTTARDI MILANI, anni 32;
Clementina CALZARI TREBESCHI, anni 31;
Alberto TREBESCHI, anni 37;
Euplo NATALI, anni 69;
Luigi PINTO, anni 25;
Bartolomeo TALENTI, anni 56;
Vittorio ZAMBARDA, anni 60.

Vittime di una strategia infame, di una strage FASCISTA cui oggi lo stato dà ragione, non riconoscendo alcun colpevole.

Lelemosina
Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 15 aprile

Dunque i bonifici di B. alla Minetti e alle gemelle Eleonora e Imma De Vivo non sono, come potrebbe apparire a un occhio prevenuto, tangenti a tre testimoni nei suoi processi. Ma elemosine, atti di liberalità del noto filantropo a “persone danneggiate da chi ha condotto le indagini”. Lo dice lui al suo Giornale, dunque c’è da credergli. I 257 mila euro all’igienista dentale altro non sono che “un aiuto in un momento di difficoltà”: “Quali altre risorse poteva avere la Minetti per opporsi alla poderosa macchina giudiziaria”, a parte il modesto stipendio di 12 mila euro che le versiamo ogni mese in veste di rappresentante del popolo lombardo? Il caso delle De Vivo (72 mila euro) è ancor più lacrimevole: “Le due ragazze mi hanno messo al corrente di una situazione molto triste di indigenza per l’incursione della magistratura nella loro vita familiare. Dove mai avrebbero potuto trovare un lavoro dopo lo scandalo costruito contro di me?”. Stiamo parlando di due tipe pagate dai contribuenti per partecipare all’Isola dei famosi su Rai2, poi ospiti fisse delle “cene eleganti”, dunque candidate (e scandidate per tener buona Veronica) alle Europee 2009, quindi lanciatissime in Rai da Quelli che il calcio a La vita indiretta , ergo ricoverate in un malsano trilocale di via Olgettina affittato dal rag. Spinelli. Purtroppo, nonostante la professionalità evidente a tutti, ebbero la carriera stroncata dalle toghe rosse. E allora B., “avendone la possibilità, di fronte a casi drammatici e toccanti (sic, ndr), non esitò a intervenire, sia nel caso di persone, sia di associazioni a scopo benefico”. Tipo la FDVRCR, la benemerita Fondazione De Vivo per la Ricerca di Comparsate Rai. Ma non si contano le Papi girl “esposte al pubblico ludibrio e classificate come escort” che si son “viste licenziare padre e madre. C’è persino chi ha dovuto chiudere un esercizio commerciale “. Si spiegano così i tanti suicidi fra gli imprenditori del Nord. In fondo anche David Mills, Gianpi Tarantini e Lele Mora se la passavano male, soprattutto quando dovevano parlare di B. ai giudici: fu così che il filantropo mise mano al portafogli e ne estrasse ora 600 mila dollari, ora 5-600 mila euro, ora 2 milioni. È fatto così: “Mi sento di dover sostenere queste persone con un aiuto concreto e continuativo”. Ruby, dopo i primi bonifici, si scordò quel che aveva confidato alle amiche, cioè di aver fatto sesso con B.
Invece Imma De Vivo, rimasta a secco, sembrava ricordare
meglio quando, il 25.9.2010, disse a un’amica: “È diventato pure brutto. Deve solo sganciare. Speriamo che sia più generoso. Io non gli regalo un cazzo”. E così la Minetti, che l’11.1.2011 scrisse alla Faggioli: “Adesso fa finta di non ricevere chiamate, ma quando si cagherà addosso per Ruby si ricorderà di noi… Non me ne fotte un cazzo se è presidente del Consiglio. È un vecchio e basta. Si comporta da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido”. Chissà se gli aiutini del filantropo faranno effetto anche sulla loro memoria quando, fra breve, saranno chiamate a testimoniare contro B. in tribunale. Lui, a scanso di equivoci, assicura al Giornale che “nessuna può testimoniare alcunché a mio carico”. Ecco, che prendano buona nota.
Un altro, al posto suo, sarebbe già dentro per corruzione giudiziaria e inquinamento probatorio. Lui no: com’è noto, è perseguitato. E poi l’innocenza di quei versamenti — dice lui — è provata dal fatto che “ho usato il bonifico bancario, soldi trasparenti e tracciabili, proprio perché non ho nulla da nascondere”. Eccola, la legge anti-corruzione modello B.: se uno paga tangenti via bonifico, non può essere un corruttore perché, se lo fosse, userebbe i contanti o un conto estero.
Teoria copiata dall’arringa di Alberto Sordi in
Buonanotte avvocato: “Ma guardatelo! Il mio cliente
ha la faccia da ladro! Nessuno con quella faccia
farebbe il ladro. Per rubare ci vuole la faccia onesta.
Chiedo l’assoluzione perché la faccia non costituisce reato”.

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  1. Reblogged this on Il Sanlurese.

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  2. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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