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In un paese normale…

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Mi piaceva immaginare cosa sarebbero stati quei due  in un paese appena un po’ normale.

Uno, lo scemo del villaggio da prendere per il culo con compassione e poi magari offrirgli una birra al bar sulla piazza.
Quell’altro, il buffone imbellettato sarebbe quel che poi è, un vecchio satrapo pervertito e disonesto che per sentirsi giovane e immortale si compra minorenni un tanto al chilo, piccole, povere sciagurate ignoranti, cresciute senza educazione, senza nessuno che abbia insegnato loro cos’è un valore e un principio morale che non hanno esitato a sporcarsi,  per soldi, con uno così, uno col quale una persona normalmente equilibrata, seria, onesta non andrebbe neanche a prendersi un caffè: quello che nessuno vorrebbe come vicino di casa ma che in tanti, invece, hanno assolto, invidiato, finanche votato a rappresentarli.

Siamo italiani mica per niente noi,  c’è qualcuno che  riesce a intravvedere perfino  un lato sentimentale nelle dimissioni di bossi, quello che si è fatto portavoce (voce, vabbè: si fa per dire) della pagliacciata più disastrosa dopo il regime di mussolini.
Oggi è tutto un fiorire di “dispiace per la gente ci aveva creduto”.

E’ davvero sconcertante  stamattina ascoltare e purtroppo anche vedere il dispiacere di politici che dovrebbero essere avversari di bossi, dei giornalisti che devono ipocritamente riconoscere il valore del leone ferito, concedere a  questo Winston Churchill delle lande brianzole l’onore delle armi a tutti i costi.

C’è sempre qualche nota stonata di troppo, tutta tipicamente italiana.

Secondo l’arroganza del potere appena qualcuno viene beccato con le mani nella marmellata diventa un poveraccio che ha solo commesso un errore,  e che sarà mai? altrove invece sparisce e nessuno lo rimpiange.
L’Italia è un paese ridicolo che forse non si merita altro che di essere rappresentato da gentaglia altrettanto ridicola.

E disonesta.

A me no, non dispiace affatto: io provo solo rabbia e pena per chi si è prestato al gioco.

Non può esserci nessun sentimento di vicinanza solidale con gentaglia così,  vittima unicamente della sua ignoranza; come dico sempre l’ignoranza oggi è una libera scelta che però non è giusto far subìre a tutti.
La solidarietà spetterebbe, e di diritto,  a chi in tutti questi anni ha dovuto assistere, sopportare tutto questo. Siamo noi le vittime,  noi che siamo stati sempre dalla parte opposta, non chi ha creduto a questi cosiddetti uomini dei miracoli e che invece hanno prodotto solo disastri che  sarà difficilissimo e complicatissimo aggiustare.

Cerchiamo, inoltre,  di non dimenticare che il PD, il cosiddetto centrosinistra ha cercato più e più volte un’alleanza con questo bifolco, grezzo, cialtrone, ignorante e indegno rappresentante di un paese che non c’è.

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[Il Fatto Quotidiano]


Fine di un troglodita – Piergiorgio Odifreddi

Finalmente esce di scena, travolto dagli scandali, uno dei tribuni del popolo più rozzi e imbarazzanti che abbia mai avuto il nostro paese, che pure ci ha fatto ripetutamente vergognare per la levatura personale, morale e politica della sua classe dirigente.

Umberto Bossi ha incarnato per venticinque anni l’anima più rudimentale, ignorante e becera dell’italiano medio. E la Lega Nord ha rappresentato gli interessi più provinciali, conservatori e qualunquisti di una piccola (anzi, piccolissima) borghesia, degnamente rappresentata dal suo indegno leader.

Quello che molti indicavano come un “politico finissimo” era ed è, in realtà, soltanto una persona sgradevole e volgare, i cui unici argomenti dialettici non andavano oltre il dito medio continuamente alzato verso l’interlocutore, e il vaffanculo continuamente biascicato come un mantra.

Il cosidetto “programma politico” della Lega, d’altronde, era all’altezza di questa bassezza, e si limitava al protezionismo nei confronti dei piccoli commercianti e dei piccoli coltivatori e allevatori diretti, condito da anacronistici proclami per la secessione e l’indipendenza di una fantomatica Padania.

Le patetiche cerimonie a Pontida, e le ridicole simbologie solari o guerriere, rimarranno nella storia del kitsch, a perenne ricordo delle camicie verdi: versione di fine secolo delle camicie nere o brune della prima metà del Novecento, e ad esse accomunate dall’ottuso odio razziale e xenofobo.

Che un movimento e un leader di tal fatta abbiano potuto raccogliere i consensi di una parte consistente della popolazione del Nord Italia, era ed è un’ironica smentita della sua supposta superiorità nei confronti di “Roma ladrona” e del “Sud retrogrado”, oltre che una testimonianza significativa del suo imbarbarimento.

Come se non gli fossero bastati luogotenenti quali Borghezio, Calderoli o Castelli, negli ultimi tempi Bossi aveva lanciato e imposto in politica il proprio figlio degenere. E’ un degno contrappasso, il fatto che proprio le malefatte del rampollo abbiano contribuito alla caduta del genitore. E, speriamo, anche del suo movimento.

Padre e figlio possono ringraziare la fortuna che li ha fatti nascere in Italia, e non in Iraq o in Libia, anche se entrambi hanno contribuito a far regredire il nostro paese al livello di quelli. Non li vedremo dunque trascinati nella polvere, e giustiziati sommariamente: ci acconteremo, o accontenteremmo, di vederli sparire con ignominia dalla politica e dalle nostre vite. Anche se le grida di “tieni duro” da parte dei loro sostenitori ci fanno temere parecchio al riguardo.

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  1. Beh, non dimenticare che sono politici e giornalisti. Cosa ti aspettavi che dicessero? 🙂
    Quanto al fatto che in tutti questi anni abbiamo dovuto assistere e sopportare tutto questo, si tratta di una delle implicazioni spiacevoli di questa sceneggiata che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

    Rispondi
  2. Brava, dici bene: In un paese normale!!!
    Ma qui, in Italia, i figli di dio e dell’ignoranza per eccellenza, vengono partoriti gli aborti più grandi del mondo. Ne parlavo proprio oggi sul mio blog, a riguardo dell’ignoranza e dei mostri che genera, di Bossi e della saggezza che Osho ci ha lasciato, visto che in questo periodo ho appena letto un suo bellissimo libro.
    Questo un mio commento al blog http://www.lacrisi2009.com/2012/04/sono-le-masse-che-creano-il-capo.html?showComment=1333708319611#c4437121199760024750

    Hai ragione, tutte le tv, di merda, ops, pardon, a blaterare delle dimissioni di un bugiardo settantenne! E tutti a bocca aperta magari ad ascoltare: c’era bisogno di dirlo che era un ladrone? Mah, l’ignoranza, data dall’analfabetismo, ne parlavo oggi:

    http://fintatolleranza.blogspot.it/2012/04/la-danza-della-luce-e-delle-ombre-di.html

    è a dir poco vergognosa!
    Un saluto e stammi bene

    Rispondi

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