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Ma come è potuto succedere tutto questo? incredibile, davvero.

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Sottotitolo: si comprende facilmente il perché in Italia non si trovano mai soluzioni radicali, perché nessuno è in grado, nella politica, di mettere fine allo scempio di stato, gli unici fino ad ora ad esserci riusciti sono stati i Partigiani durante la Resistenza, ma ultimamente il passatempo preferito dei politici, anche quelli cosiddetti di sinistra come Violante [quando disse che era giusto equiparare i repubblichini di Salò – con tanto di concessione di pensione statale] ai Resistenti antifascisti è buttarle fango addosso.

La politica si è denigrata da sé, ha fatto tutto da sola, quindi per favore basta nascondere la “monnezza” dietro il tentativo di far credere alla gente che l’antipolitica è quella che poi porta alle dittature, non ci crede più nessuno, e poi comunque dov’è la democrazia? dall’Italia è sparita da un pezzo, non facciamo finta di vivere in un paese normale.

Giusto un pazzo può credere ancora che chi è la causa dei problemi possa essere nel contempo anche la soluzione.

Io non vedo antipolitica, vedo il rifiuto, sacrosanto all’indecenza.
E non è la stessa cosa.

Sfido chiunque ad essere PRO questa politica, quella che ha (s)governato l’Italia negli ultimi venti, venticinque anni.

Se gli italiani fossero stati un popolo maturo, consapevole, conoscitore della storia,  questo paese non sarebbe  mai potuto cadere così in basso.

Bentivegna, gli insulti di Storace
macchiano il ricordo del partigiano

Quelli che pensano che la Resistenza non sia un valore dovrebbero, per coerenza e correttezza andarsene a vivere da un’altra parte, dove la libertà  non è stata ottenuta grazie alla Resistenza.

storace, ma anche gasparri, la russa,  alemanno: tutta la compagnia delle camicie nere riportate alla gloria da berlusconi sono stati ministri di questa repubblica, per diventarlo hanno giurato su una Costituzione antifascista.

Questo, bisognerebbe ricordarsi.

SUICIDIO DI MASSA
di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 5 aprile

Le carte dell’inchiesta sulla Lega suscita, in chiunque sia dotato di un milligrammo di materia grigia, una domanda su tutte: com’è che siamo arrivati a questo punto? È la stessa domanda che sgorgava spontanea dalle carte dei casi Lusi, P3, P4, Enav-Finmeccanica, Cricca, Monnezzopoli campana, furbetti del quartierino, Mastella’s, Telecom-Tavaroli, Sismi-Pollari, Tarantini, Lavitola, Tedesco, Milanese, casa Scajola, casa Tremonti, casa Lunardi, Malinconico Tours, Regione Lombardia, giù giù fino a Calciopoli, al calcioscommesse alle mazzette ai vigili di Roma.

Visti tutti insieme – e chissà quanti ne abbiamo dimenticati – gli scandali degli ultimi anni fanno impallidire Tangentopoli, per qualità dei personaggi coinvolti e per quantità di soldi pubblici rubati. Solo che sono spalmati nello spazio e nel tempo, dunque vengono rapidamente dimenticati: chiodo scaccia chiodo, anzi ladro scaccia ladro. Ma basta alzare lo sguardo e osservarli dall’alto per avere il quadro di paese di ladri i quali, diversamente dagli altri paesi, appartengono tutti alle classi dirigenti e rubano sempre e solo denaro pubblico.

Per ogni appalto truccato, favore indebito, fondo nero, bilancio truccato, tassa evasa, collusione malavitosa, cricca o lobby o loggia dedita alla grassazione, ci sono decine e centinaia di complici, favoreggiatori e pali che sanno, vedono, aiutano, tacciono e coprono. Il risultato è un sistema illegale di massa che coinvolge milioni di italiani e che nessuna riforma della giustizia o delle carceri, nessun aumento d’organico di tribunali e forze dell’ordine potrà mai scoperchiare e punire per intero. Basta aprire un cassetto per trovare una mazzetta, grattare un intonaco per scoprire un bilancio falso, sollevare un sasso per veder sciamare orde di parassiti grassi e puzzolenti.

Per capire lo scandalo Lega non occorre addentrarsi nelle accuse penali, che spetta ai giudici valutare: basta e avanza il curriculum di Belsito. Condannato per guida senza patente, dunque autista del ministro della Giustizia Biondi, buttafuori da discoteca, entrato nel cuore dell’Umberto portandogli le focacce, coinvolto in due crac, titolare di società private più un diploma fantasma e due lauree per corrispondenza da Malta e da Londra, dunque vicetesoriere del partito, deputato, sottosegretario, membro del Cda Fincantieri, infine tesoriere al posto di Balocchi che in punto di morte gli passò i segreti dei “rimborsi elettorali” (41 milioni in 10 anni per campagne costate 3,5).

Il potere di ricatto dei tesorieri, elisir di eterna vita politica, spiega perché, da quel ruolo, si esce solo coi piedi in avanti. Quando Bossi dice “denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa”, la prima tentazione è farsi una risata e iscriverlo al Partito dell’Insaputa, in compagnia di Scajola, Malinconico, Fede, Lusi, Rutelli & C. Ma il guaio è che, viste le pratiche dei partiti e le condizioni del Senatur, è persino possibile che il famelico “cerchio magico” di familiari e famigli agisse alle sue spalle. Se siamo a questo punto è grazie ai politici (quasi tutti) che hanno smantellato l’abuso d’ufficio, il falso in bilancio, l’uso di fatture false, dimezzato la prescrizione, evitato leggi anti-tangenti e conflitti d’interessi o per la responsabilità giuridica dei partiti, quadruplicato i “rimborsi”, legalizzato i fondi neri fino a 50 mila euro l’anno pro capite. Ma anche grazie al tradimento dei chierici che, dinanzi a un’emergenza nazionale da 200 miliardi l’anno (tra evasione e corruzione), raccontano da vent’anni la favola del “giustizialismo” e della “guerra tra politica e magistratura”.

Intanto il presidente della Commissione Trasparenza alza le mani in segno di resa. La Severino è costretta a “consultazioni” con gli sherpa dei partiti per partorire una legge che esiste da 20 anni in tutt’Europa. I partiti si fan le pippe su una legge elettorale che fa rimpiangere il Porcellum. Il capo dello Stato esala un inutile “monito” al giorno. E il governo “tecnico” perde tre mesi per l’articolo 18. In attesa della retata finale.

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  1. purtroppo il bobbolo è la maggioranza degli elettori tajani ed il bobbolo lo conquisti solo con la televisione, magari infilando tra una gag e l’altra qualcosa di serio, qualche idea portata avanti da qualche movimento nuovo anche se leggendo tra i vari programmi di questi movimenti non vedo ad esempio la vendita TOTALE della rai o l’abolizione dei patti lateranensi etc..
    Ma tu pensa oggi il tormento interiore dei traditori di fini, quelli che lo votavano sicuri e che poi scelsero di votare il cavaliere perchè la faccia era più rassicurante costretti dagli eventi avversi ad accettare un cicciobello, un novello ruttello, insomma, loro che stendevano il braccio destro e tiravano dritti

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