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Dei delitti e delle pene

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Preambolo: Monti, invece di citare Andreotti (per dire che non è d’accordo con lui ma sempre Andreotti è) potrebbe ricordarsi semplicemente che da che mondo è mondo NESSUNO è indispensabile. Quindi, nemmeno lui; dopo quello che minacciava di restare a oltranza ci mancava quest’altro che minaccia il contrario. Ma si può pensare di governare un paese, e farlo bene, al ritmo del ricatto, della minaccia come se l’unica retta via fosse quella indicata da loro? io dico che l’arroganza non è migliore della volgarità, e che nella politica, quella vera, quella davvero seria non dovrebbero trovare spazio nessuna delle due cose. Perché così non si va da nessuna parte. Per me Monti & Co. possono fare le valigie pure adesso, se i loro argomenti sono questi. E  credo inoltre  che dovrebbero proprio smetterla di trattarci come se fossimo tutti dei minus habens che non capiscono, c’è gente che si merita di meglio (persino di Monti) in Italia.

E, ripeto la domanda:  dove sarebbe il cambiamento epocale che dovrebbe avvenire grazie alla riforma Fornero, davanti alla quale tutti dovremmo tacere e inchinarci (ancora?) con rispetto e gratitudine?

Sottotitolo:  credo che in uno stato di diritto debba prevalere sempre l’umanità anche nei confronti di chi ha violato la legge. Perché se errare è umano, altrettanto umane devono essere le misure per prevenire e contrastare ogni azione contro la legge  e altrettanto quelle per  punire i responsabili di QUALSIASI reato.

Ma questo deve valere per tutti.

Quante storie!  Tanzi dicesse che è allergico alle fave  e chiudiamola qui.
Ma che si deve fare in questo paese per ottenere giustizia? possibile che i media si accorgano di quanto sia disumano il carcere solo quando ci va a finire qualche ‘eccellenza’ che NORMALMENTE non ci va mai? ma perché il desiderio, legittimo, di giustizia deve essere letto e interpretato da certe “intellighenzie” come rancore, giustizialismo e tutte le puttanate che va di moda dire in questo paese ogni volta che c’è da difendere un CRIMINALE solo perché famoso, conosciuto? negli ultimi dodici anni sono morte quasi 2000 persone nelle carceri italiane, è importato qualcosa a qualcuno? si è fatto qualcosa per intervenire sulle condizioni delle carceri italiane?  no, in compenso però  c’era chi confezionava una legge sull’altra in modo compulsivo per tutelare uno solo di questi delinquenti “eccellenti”: quello più uguale degli altri, di tutti. Qualcuno ha invocato pietà per quella gente? non risulta.
Singolare che certa pietà si debba provare solo per quei pochi criminali illustri che ogni tanto la giustizia italiana riesce a portare oltre l’aula di un tribunale. Far leva sulla pietà che tutte le persone normalmente equilibrate provano di fronte alle difficoltà e alle malattie e farlo solo quando questa pietà deve essere rivolta verso i detenuti ‘eccellenti’ e non invece sulle migliaia di detenuti che DI carcere muoiono ogni giorno anche quando sono colpevoli di reati infinitamente meno gravi mi sembra un’operazione scorretta. Chi è in buona fede dovrebbe occuparsi e preoccuparsi di tutti.

La pietà – Massimo Gramellini, La Stampa

Un vecchio alla sbarra con le guance scavate, il sondino nel naso e la voce che si rompe mentre chiede scusa. So che dovrei commuovermi, ma non ci riesco. All’immagine di Calisto Tanzi in disgrazia si sovrappone quella del padre di un mio amico: un brav’uomo, un geometra in pensione che aveva investito in azioni Parmalat i risparmi di tutta una vita e ha finito i suoi giorni travolto dai sensi di colpa, senza più un euro da lasciare ai suoi figli.

Il vecchio col sondino nel naso si pente per aver agito, e truffato, «in stato di esaltazione». Noi umani possiamo compatirlo e alcune delle sue vittime riusciranno addirittura a perdonarlo. Ma la società – la legge – non può fargli sconti, perché ogni causa ha un effetto e nessun pentimento è in grado di affievolire quel nesso. Tanzi l’Esaltato ha messo sul lastrico migliaia di persone, ingannandole per sfamare il demone della sua avidità. Tanzi il Pentito può anche pareggiare i conti con se stesso, ma per pareggiarli con gli uomini dovrà portare a termine la nuova missione: trasformare il suo amaro declino in uno spauracchio per tutti quei finanzieri «esaltati» che dietro i loro traffici non sanno più scorgere la faccia di un geometra in pensione.

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  1. Ecco, appunto! (meno male che ci sei) v.

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