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Addio ad un Uomo perbene

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«Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il “Lisboa” aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte.»

“Antonio Tabucchi, essendo un cittadino del mondo prestato all’Italia non riusciva a tollerare tutto ciò che, per assuefazione e rassegnazione, in Italia si ingoia e si digerisce. E si ostinava a chiamare le cose con il loro nome: quello berlusconiano era un “regime”, chi non lo ostacolava era un “complice”, chi lo sosteneva era un “servo”, chi deviava dal dettato costituzionale era un “eversore”, chi violava le leggi era un “delinquente”, chi approfittava delle cariche pubbliche per farsi gli affari suoi era in “conflitto d’interessi”, dunque “ineleggibile”. Per questo Tabucchi era isolato e malsopportato nel mondo degli intellettuali italiani: perché, essendo un uomo libero, mostrava loro col suo esempio ciò che avrebbero dovuto essere e invece non erano. Per viltà, conformismo, sciatteria, convenienza, paraculaggine, quieto vivere.
Ora mi auguro che nessun politico dica una parola sulla sua morte. Sarebbe davvero troppo.”

(Marco Travaglio)

ADDIO AD ANTONIO TABUCCHI

  Lo scrittore è morto a 68 anni nella ‘sua’ Lisbona. Da tempo malato l’autore era noto al pubblico per i suoi libri, tra cui Notturno indiano, Sostiene Pereira e Requiem. Era nato a Pisa nel 1943.

  BLOG TRAVAGLIO: “UN UOMO LIBERO CHE CHIAMAVA LE COSE CON IL PROPRIO NOME”

Tabucchi, uomo libero

“CI HANNO RUBATO TUTTO”, L’ITALIA DEL MALAFFARE


“VIVA L’ALLUVIONE SE CACCIA I ROM”, L’ITALIA DEL RAZZISMO 


“DEBERLUSCONIZZARE L’ITALIA”, IL SUO FONDO SUL PAIS
BATTISTI, LA FRANCIA E L’ARTICOLO CENSURATO DA LE MONDE

Marco Travaglio ha il pregio inestimabile di trovare sempre le parole giuste per tutto, di dare un senso anche alle tristezze più profonde come questa.

“La vita non si racconta, te l’ho già detto, la vita si vive, e mentre la vivi è già persa, è scappata.”

(Antonio Tabucchi)

Ciao, Antonio


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