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Una “paccata” di vaffanculi, tanto per cominciare

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Sottotitolo: Fornero: «Se uno dice no perché dovremmo mettere lì una paccata di miliardi ?»
Perché prima, vedere cammello. Abbella, ti piace vincere facile, eh?

Sottitolo bis: Dopo aver visto Ballarò ieri sera mi sono intristita, specie quando ho visto minuscole case al mare rimesse in vendita da chi se le era comprate sicuramente dopo una vita di sacrificio (altrimenti si sarebbe comprato il villone sull’Appia e lo avrebbe intestato a società fittizie, oppure cheneso, cinque baite per ospitarci ‘sto cazzo) senz’averci nemmeno dormito una notte. Anni fa ebbi una discussione piuttosto accesa con un amico in un forum perché lui sosteneva che una pizza al sabato sera non può essere un diritto di chi lavora e si sbatte fra mille sacrifici e altre privazioni.
Io invece dicevo, e lo sostengo ancora, di no, che una vita fatta solo di lavoro, privazioni, sacrifici non è più tale, e che un’esistenza per essere definita almeno degna ha bisogno anche di una pizza al sabato sera, di un cinema, di una serata a teatro. Oggi che leggo, vedo persone che devono rinunciare, insieme a molto altro anche all’acquisto di un libro e un giornale in più mi piacerebbe sapere se l’amico forumista pensa ancora quelle cose e se, invece, non pensa che quando la sperequazione fra ricchezze e povertà è così violenta, quando lo spread fra chi può permettersi tutto e chi niente è così insolente e insopportabile non sia il caso di avere, almeno nei confronti del diritto di tutti a poter vivere e non sopravvivere come accade ora e accadrà sempre più di frequente grazie all’opera Pija dei sobri tecnici, un’opinione meno rigida e ideologica.

Fornero: “No a una paccata di miliardi
se i sindacati non accettano la riforma”

Privacy, il garante attacca
i controlli antievasione

Francesco Pizzetti si scaglia contro il nuovo corso delle verifiche fiscali incrociate e della trasparenza. “Sono strappi allo Stato di diritto, controllo sociale spaventoso”

CORTE CONTI: “CARICO FISCALE ECCESSIVO PER ONESTI”

Ora, oggi, mi piacerebbe sapere qual è il pensiero di chi ha fatto i salti  di gioia quando berlusconi ha ceduto il passo – ma non le intenzioni che erano e sono le stesse di entrambi,  l’unica differenza è che Monti ci ha accollato anche il costo della vaselina, prima si faceva tutto nature – al sobrio governo dei tecnici, se tutta quella gente  che accusava chi, me compresa, non si è lasciata sedurre dal manierismo  di facciata, durato peraltro appena il tempo di mettersi comodi sulle  loro poltrone, di questi killer della giustizia sociale pronti a  difendere soldi, privilegi e patrimoni dei loro pari rango con tutti i mezzi che hanno a disposizione. Se a tutta quella gente che accusava di  rimpiangere berlusconi soltanto perché in tanti non ci siamo fidati e non ci fidiamo di un governo imposto – e con viva e vibrante soddisfazione – sembra normale che in un paese che muore economicamente di mafia e corruzione (con una legge EUROPEA contro la corruzione – che dovremmo ratificare OBBLIGATORIAMENTE come hanno fatto gli altri paesi –   chiusa da dieci anni in un cassetto che né destra né sinistra né ‘tecnici’ hanno l’intenzione di aprire) si minaccino continuamente i precari, i disoccupati, i lavoratori a stipendio fisso e fesso, se è normale che di mafia e corruzione non si parli mai quanto invece lo si fa per quel che riguarda diritti che in un paese civile non si dovrebbero nemmeno più  discutere.

Se è normale che un governo faccia la voce grossa coi cittadini onesti, e se è normale imporre ai cittadini di dimostrare ad libitum la propria innocenza utilizzando sistemi fascisti, da comunismo sovietico facendo leva sulla debolezza dell’italiano piccino che è
ancora convinto che combattere l’evasione significhi andare a  controllare e sanzionare il barista che non rilascia lo scontrino del caffè perché, poverino, non sa o fa finta di non sapere che i grandi evasori hanno sistemato i loro patrimoni in altre sedi altrove da qui  e che nessun governo italiano di nessun colore li andrà mai a controllare, disturbare né tanto meno, intimorire.

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  1. Sarò troppo pessimista, ma asuo tempo a chi mi chiedeva cosa ne pensavo del nuovo governo esprimevo il mio dubbio di essere caduti dalla padella alla brace confermato poi dalle varie manovre vampiresche…
    Alle lacrime di coccodrillo, non ho mai creduto e per il resto (se non l’hai già fatto) ti consiglio questo Post… 😦

    Rispondi
    • Ho letto Grillo. Adesso, a differenza di prima abbiamo una buona forma ( e neanche tanto viste le numerose sortite offensive di questi ministri forse sempre troppo stressati e che non sempre riescono a contenere il linguaggio) ma la sostanza resta cioè che è: quella di un governo imposto quasi manu militari con la scusa della crisi che tutto ha fatto e sta facendo meno che risollevare chi non aveva certamente bisogno di un’ulteriore spintarella per sprofondare nel baratro.

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