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Ipocriti del cazzo

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Il compagno e il velo dell’ipocrisia – Michele Serra, Repubblica

Sottotitolo: Un giorno, forse, la morte prenderà meglio la mira. Ci lascerà ciò che è utile anche solo per un sorriso, e si porterà via la spazzatura. Non si può fingere di essere stupiti per la chiesa ipocrita. Sarebbe come far finta che un tizio come berlusconi è onesto o come se domani – cazzo – ohhhh … la mafia esiste! Peggio ancora sarebbe far finta che non sia un problema, in Italia, essere gay o negri, ebrei o mussulmani. Il tempo in cui saremo ugualmente diversi, noi non lo conosceremo, ma visto che abbiamo la fortuna di dichiararci, ugualmente diversi, insegniamo ad esserlo anche a chi verrà.(Rita Pani)

La crociata contro il piacere – Cronache Laiche

[La repressione o la limitazione della sessualità con divieti, tabù e leggi anche molto severe non è prerogativa esclusiva del cattolicesimo. Sua caratteristica è però il disprezzo della sessualità e del piacere, ritenuti di per sé peccaminosi.
Chi sta bene non ha bisogno di padroni.]

I gusti sessuali di Dalla avrebbero dovuto essere l’ultimo pensiero di e per tutti.
E’ – casomai – certa ipocrisia disgustosa a fare la differenza. Un’ipocrisia alla quale gli italiani si sono facilmente abituati trasformandola in un sentire comune di cui, per il bene di una civile e rispettosa convivenza che dovrebbe prescindere dagli orientamenti sessuali di chiunque,  si farebbe volentieri a meno.
Chi crede in quel Dio buono e giusto come ce lo disegnano da duemila anni,
creato dagli uomini al solo scopo di far credere ai propri simili che la vera vita non sia questa che si vive in carne ed ossa ma l’altra, quella cosiddetta “eterna”, sa che lui non praticherebbe mai la teoria dei figli e dei figliastri.
Questo lo fanno i suoi uomini, i suoi referenti sulla terra e ogni giorno non
perdono l’occasione per dimostrarlo “contestualizzando” qua e la come più conviene.
Ma la colpa non è esclusivamente della chiesa: la responsabilità maggiore in questo paese ce l’ha prima di tutti e di tutto la politica che, a destra come a sinistra, si è sempre inchinata ai desiderata di papi, vescovi e cardinali al solo scopo di raccattare qualche voto in più, e ce l’ha la gente di questo paese, perché non è mica colpa della chiesa se gli italiani non hanno mai maturato un pensiero forte per contrastare ad esempio l’omofobia.

Non è mica colpa della chiesa se tutti i giornali tranne La Stampa raccontando la morte e  i funerali di Dalla non hanno mai scritto, a precedere il nome della persona che era vicino a lui non da semplice amico, la parola “compagno”.
Non è colpa della chiesa se in questo paese i diritti degli omosessuali non vengono considerati tali quanto quelli di chi omosessuale non è o semplicemente non dice di esserlo.
Non è colpa della chiesa se basta pagare per essere considerati degni di partecipare a quella mensa anche quando le referenze non sono come dire? secondo i dettami di santa madre (di chi?) chiesa,  quelle giuste.
C’è stato chi, da fervente credente è rimasto in una bara sul sagrato antistante ad una chiesa e non è stato fatto entrare, ci sono stati i tre vescovi che hanno officiato il funerale di un dittatore sanguinario.
Questo e molto altro chiuso in quella cornice di disgustosa ipocrisia che è il pensiero cattolico circa l’omosessualità che però, se non fosse stato e non fosse ampiamente condiviso anche dalla gente avrebbe perso molta della sua “autorevolezza”.
Se questo non succede non è colpa della chiesa.

Non si manca di rispetto a nessuno se si dice e si scrive  che essere gay in Italia, e dirlo, impedisce di vivere serenamente la propria vita.

Altrimenti non ci sarebbe un sacco di gente che è costretta a nascondere di esserlo e non sempre e solo per questioni di riservatezza.

E questo è un fatto politico, non di opinione.
Giuseppe Patroni Griffi fu costretto ad adottare da figlio
l’uomo che invece era stato il suo compagno: una follia, un delirio subumano.
C’è gente che  pur dovendo rispettare e sottostare a tutti i doveri si vede
negare diritti normalissimi che dovrebbero essere uguali per tutti.
E non può essere.
Io spero, invece, che di questo se ne parli sempre e
molto.
Monicelli non aveva mai manifestato pubblicamente il desiderio di togliersi la vita, il suo gesto estremo ha però permesso che si tornasse a parlare del diritto a scegliersi una fine dignitosa.

E in questo paese non possiamo permetterci il lusso di abbassare la guardia su nulla, in fatto di diritti negati.
Non tutti per fortuna parlano o scrivono per morbosità e voyeurismo, c’è anche chi lo fa, giustamente, per non spegnere mai la luce sulla questione dei diritti negati.

Se questo fosse un paese normale non ci sarebbe nessun bisogno di discutere di certi argomenti. Così come si accetta che una persona può nascere bionda o bruna, con gli occhi verdi o castani, oppure che preferisca nutrirsi di carne invece che di pesce bisognerebbe ACCOGLIERE anche il fatto che da che mondo è mondo l’omosessualità esiste così come il suo contrario, e che l’anormalità e la normalità sulla questione dell’orientamento sessuale della gente risiede solo nella testa bacata di chi pensa che questo renda una persona diversa dalle altre e quindi più o meno meritevole di veder rispettati  i suoi diritti di scegliersi la propria serenità nel modo che vuole, quando questo non nuoce né invade la vita del suo prossimo.
Nel terzo millennio siamo ancora qui, ostaggi di una  politica cialtrona  prim’ancora che di una chiesa invadente sì oltremodo ma che se non trovasse sponda fra la gente si prenderebbe solo le pernacchie che si merita. Tutto questo è assurdo e surreale.

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  1. Ho appena visto il video pubblicatoo su La Repubblica, dove il discorso di Marco è completo e letto anche l’articolo di Michele Serra (lo stesso che hai lincato..) in cui viene definito Compagno e quindi non solo La Stampa ha avuto la dignità di ammettere che vi possa essere Amore al di fuori dei canoni impostici dalla considerazione che solo i fini procreativi giustifichino un rapporto fra gli umani e qwui mi fermo in quanto anche la contraccezione fino a qualche anno fa era definita blasfema… dalla Chiesa ? Certo, ma la Chiesa e la Società in cui viviamo è composta da esseri umani come Noi e allora con quale diritto possiamo giudicare ?

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    • Appunto. Nel regno di Dio, come c’insegnano c’è posto per tutti. Soprattutto per gli ‘ultimi’, mi pare di ricordare. Io non ce l’ho mica con quelli che sacrificano il bene di questa vita a beneficio di quella che verrà; ognuno è libero di credere alle superstizioni che vuole, ai gatti neri, al malocchio e a quanto di altro è stato inventato dalla mente umana per rimbecillirsi oltremodo.
      Io, oggi più che mai condanno tutta la politica, uno come giovanardi e le cose che gli si permette di dire sono, ad esempio, solo una delle naturali conseguenze del clima che la politica ha creato nel tempo in questo paese quando ha deciso che per non turbare le eminenze ed evitare di entrare in conflitto con la chiesa per mera opportunità politica, in Italia si sarebbe potuto fare a meno di diritti importantissimi e del loro riconoscimento. Dei diritti di e per tutti, dunque anche di quelli degli omosessuali.

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  2. Repubblica l’ha fatto solo dopo. Quando ormai era evidente a tutti chi fosse “il collaboratore” e “l’amico del cuore”.

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  3. come sempre, il tuo pensiero non fa una grinza. Buongiorno Cristina!

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  4. nessuna vacanza mia cara! Entro poco e quando lo faccio è proprio toccata e fuga 🙂

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  5. Una religione che impone la miseria e il sacrificio per l’aldià mette al riparo molti politici oggi
    Un abbraccio rosi

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    • Non solo loro, purtroppo. Io dico sempre che la chiesa fa il suo, è la politica che poi non fa quel che deve. Non ne posso più, ma come scrivevo ieri la responsabilità maggiore è della gente, di chi nega le evidenze e non risponde con una sonora pernacchia ai delirii che quotidianamente questi uomini di Dio ci propongono. Ciao Rosi..:-)

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