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È qui la festa?

 

 

Sottotitolo: “Lo scoccare della prescrizione è determinato da una legge ad personam, la ‘ex Cirielli’ approvata nel 2005 dalla maggioranza berlusconiana. Il reato di corruzione in atti giudiziari, infatti, si prescriveva in 15 anni, scesi a dieci dopo l’approvazione di quella norma”.

«La prescrizione è sempre espressamente rinunciabile dall’imputato».
L’articolo 157 del codice penale non lascia dubbi: alla prescrizione si può rinunciare se davvero ci si vuol far processare alla ricerca di una assoluzione piena.
Quindi quando non si rinuncia, c’è più di una presunzione di colpevolezza.
La prescrizione è la scappatoia di chi sa di essere colpevole.
Chi invece sa di essere innocente la rifiuta e va avanti in tutti i successivi gradi di giudizio.
Questa è la sesta prescrizione di cui si è avvalso B.
Quante volte ci ha rinunciato? MAI

Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano, 26 febbraio

Solo un delinquente incallito, i suoi avvocati e i
suoi complici potrebbero festeggiare una
sentenza come quella emessa ieri dal Tribunale
di Milano. Una sentenza che, tradotta in
italiano, dice così: la prescrizione è scattata dieci
giorni fa, grazie all’ultima disperata mossa
perditempo degli on. avv. Ghedini e Longo (la
ricusazione dei giudici), dunque non possiamo
condannare B.; ma lo sappiamo tutti, visto che l’ha
già stabilito la Cassazione, che nel 1999 l’av vo c a t o
Mills fu corrotto dalla Fininvest con 600 mila dollari
nell’interesse di B., in cambio delle due false
testimonianze con cui – come aveva lui stesso
confidato al suo commercialista – l’aveva “salvato da
un mare di guai”. Cioè gli aveva risparmiato la
condanna per le tangenti Fininvest alla Guardia di
Finanza. Condanna che avrebbe fatto di B. un
pregiudicato già nel 2001, con devastanti effetti a
catena: niente più attenuanti generiche negli altri
processi, dunque niente prescrizione dimezzata,
ergo una raffica di condanne che oggi farebbero di lui
non un candidato al Quirinale, ma un detenuto o un
latitante. E se, al netto della falsa testimonianza
prezzolata di Mills sulle tangenti alla Gdf, B. sarebbe
stato condannato in quel processo, al netto della
legge ex Cirielli sarebbe stato condannato anche ieri
per avere corrotto Mills. Così come Mills sarebbe
stato condannato due anni fa per essere stato
corrotto da B. (invece si salvò anche lui grazie alla
prescrizione, scattata due mesi prima). Quando
infatti fu commesso il reato, nel 1999, la prescrizione
per la corruzione giudiziaria scattava dopo 15 anni:
dunque il reato si estingueva nel 2014. Ma nel 2005,
appena scoprì che la Procura di Milano l’ave va
beccato, B. impose la legge ex Cirielli, che tagliava la
prescrizione da 15 a 10 anni. Così il reato si
estingueva nel 2009. Per questo la Cassazione, nel
febbraio 2010, ha dovuto dichiarare prescritto il
reato a carico del corrotto Mills (pur condannandolo
a risarcire lo Stato italiano). E per questo ieri il
Tribunale ha dovuto fare altrettanto col corruttore B.
Fra il calcolo della prescrizione proposto dal pm
Fabio de Pasquale e quello suggerito da Ghedini e
Longo, il Tribunale ha scelto quello degli avvocati: la
miglior prova, l’ennesima, che il Tribunale di Milano
non è infestato di assatanate toghe rosse. Anzi, visti i
precedenti, se i giudici hanno un pregiudizio, è a
favore di B. Il quale, per la sesta volta, incassa una
prescrizione a Milano: le altre cinque accertarono
che comprò Craxi con 23 miliardi di lire, comprò un
giudice per fregarsi la Mondadori e taroccò tre volte i
bilanci del gruppo per nascondere giganteschi fondi
neri usati per comprare tutto e tutti. Ora càpita di
ascoltare Angelino Jolie, avvocato ripetente, che
delira di “folle corsa del pm” (dopo 8 anni di
processo!); l’incappucciato Cicchitto che vaneggia di
“assoluzione”; e l’imputato impunito che si
rammarica (“preferivo l’assoluzione”), ma s’è ben
guardato dal rinunciare alla prescrizione per farsi
giudicare nel merito. Gasparri, poveretto, vorrebbe
cacciare De Pasquale perché ha cercato di non far
scattare la prescrizione. Ecco: per lui il compito dei
magistrati è assicurare la prescrizione a tutti. Se
l’ignoranza si vendesse a chili, sarebbe miliardario.

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