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Il giorno del giudizio?

Sottotitolo:  Se in questo paese avessimo avuto un’informazione vera, di quella che fa saltare teste ‘eccellenti’ quando serve, come succede in tutti i paesi normali dove non si permette ad un conflitto di interessi che cammina di salire ai piani alti del potere pro domo sua con la complicità di chi glielo avrebbe dovuto impedire, e dove le inchieste di un giornalista non vengono malconsiderate dagli arriccianasi che pensano che un giornalista debba prendere le parti di qualcuno invece di limitarsi a raccontare i fatti di chiunque, molto di quello che è accaduto e che noi popolo da spettatori e vittime inerti abbiamo dovuto e potuto solo subire,  non sarebbe mai potuto accadere.

Mills, Berlusconi: “Processo inventato contro di me”. Memoria del pm: “Nessun errore”

Il Cavaliere ribadisce che le accuse contro di lui non sono provate e che l’avvocato inglese “ha radicalmente escluso di aver mai ricevuto somme di denaro da chicchessia”. De Pasquale risponde alla difesa respingendo l’accusa di errori procedurali. Oggi arringa difensiva, camera di consiglio e probabile sentenza. (Il Fatto Quotidiano)

Povero perseguitato vittima innocente ché i giudici cell’hanno sempre con lui anche se lui non ha fatto mai, mai, mai niente di male…se è così innocente dovrebbe rifiutare la prescrizione, anzi l’avrebbe dovuto fare subito e andare sempre a regolare giudizio come tutti dobbiamo fare quando lo stato e il paese ci chiamano a rispondere di qualcosa: dimostrare nelle giuste sedi la propria innocenza, non costruirsene una artificiale in parlamento grazie alla complicità dei suoi avvocati a libro paga, suo e nostro, purtroppo,  visto che i suoi avvocati parlamentari li paghiamo anche noi, e alla collaborazione di chi poi ha fatto sì che tutti i suoi tentativi di sottrarsi alla giustizia siano poi diventati leggi dello stato.  In un paese democratico le esternazioni dell’imputato di Arcore avrebbero comportato la carcerazione per oltraggio alla Corte.

E – almeno – un cenno del ciglio da parte del capo dello stato che invece, more solito,  non ha fatto un plissè, al figlio sciagurato si perdona anche l’imperdonabile, del resto.

A quanto pare il B-day è arrivato.
Ma non succederà nulla, nemmeno se berlusconi  venisse condannato.
Questo paese non cambierà la sua faccia qualora berlusconi venisse condannato, in primo grado, poi…io pensavo, per esempio, che a uno così si sarebbe potuto togliere in tutta tranquillità l’appellativo di “cavaliere”: che un presidente della Repubblica che ama il suo paese  poteva almeno dare – ne ha facoltà – un segnale alla gente, per dire “guardate che l’onore di questo paese non ha la faccia di uno con duecento capi di imputazione fra i quali la corruzione e lo sfruttamento di ragazzine scellerate”.
Questo, per un egocentrico malato di se stesso col vizio della delinquenza sarebbe stato molto peggio di una condanna che nei fatti non cambierà di una virgola ciò che questo paese è e ciò che è stato: un paese dove si è permesso – grazie a chi avrebbe dovuto fare TUTTO per impedirlo ma non lo ha fatto – ad una sola persona di commettere dei reati pesantissimi e di farsi fare poi le leggi affinché quei reati non fossero più tali o lo fossero di meno. E dove nemmeno un’evidenza dei fatti schiacciante, disgustosa, ha impedito a questa persona di restare dov’era per 17 lunghissimi anni. Un paese fatto di gente che ha svenduto la sua dignità per sostenere la sua innocenza, l’estraneità da reati che una sola persona difficilmente sarebbe in grado di commettere in una sola vita.
Una cosa mai successa nella Storia di nessun paese democratico.
E quale che sia la decisione del tribunale oggi, domani ci sveglieremo nello stesso posto in cui siamo oggi ed eravamo ieri e ieri l’altro.

Però forse una condanna, sebbene in primo grado può, potrebbe  far cambiare idea anche ai sobrii professori, allontanarli da quel crimine contro l’onestà che molti definiscono “realpolitik”  o “continuità significative” e che hanno distrutto, nel tempo, quella fiducia della gente nei confronti della politica.

 Coi delinquenti condannati, conclamati, sebbene solo al primo grado, spero non abbia più voglia nessuno di trattare, e nemmeno di parlare.
Figuriamoci, stringergli la mano e sedercisi insieme a tavola.


Di per sé

 Marco Travaglio, 25 febbraio – Il Fatto quotidiano

Francamente non si capisce che ci vanno a fare oggi, di sabato, in tribunale le tre giudici del processo Mills. Ma si prendano il weekend lungo per un pic nic fuori porta, pensino alla salute, si divertano e lascino perdere il processo. Ieri infatti, proprio sul filo di lana, è emersa la prova regina dell’innocenza dell’imputato. Casomai fosse sfuggita, l’on. Paolo Bonaiuti ha voluto riassumerla in una perentoria nota ufficiale che precede il comunicato del suo signore e padrone: “Le annotazioni del presidente Berlusconi, di per sé sole, imporrebbero una piena e totale assoluzione”. Ecco: “Di per sé sole”. Non c’è bisogno di indagini o processi: se lo dice l’imputato, non è il caso di procedere oltre.
Anche se la Cassazione ha già stabilito che Mills fu corrotto dalla Fininvest per conto di B. Da ieri il diritto arcoriano si arricchisce di un nuovo istituto: l’autocertificazione. Funziona così. Il giudice domanda all’imputato: “Ha per caso scritto annotazioni?”. E lui, arrossendo un po’: “Veramente sì”. “Ce le può gentilmente anticipare?”. “Dopo lunghe e tormentate riflessioni, mi sono giudicato innocente”. “Ah, beh, allora è fatta: assolto. E scusi tanto per il disturbo”. Un modo come un altro per sfoltire i sovraccarichi: si condannano solo gli imputati che si dichiarano colpevoli, sempreché si trovi qualcuno così coglione. Ed eccole, le “annotazioni” che “di per sé sole imporrebbero” ecc. 1) B. si pavoneggia per il suo “record di tutto il sistema solare ” in fatto di inchieste, perquisizioni, processi, parcelle:
ottimo sistema per convincere i giudici della propria innocenza, visto che neanche il più incallito delinquente abituale vanta numeri simili. 2) “Mills è uno dei tantissimi avvocati di cui all’estero la Fininvest si è occasionalmente servita”. Peggio che
mai: se Mills, che ha confessato di aver creato per Fininvest 64 società offshore, era solo uno dei “tantissimi”, figurarsi che avran fatto gli altri. 3) Mills rubò 600 mila dollari a un armatore e poi, “per non pagare l’imposta”, “inventò che erano una donazione di Bernasconi, nel frattempo morto”. In realtà
Mills scrisse al suo commercialista che quei soldi erano la ricompensa per le sue false testimonianze ai processi Gdf e All Iberian, in cui aveva “evitato a Mr. B. un mare di guai”. Ma, secondo Mr. B., mentì.

Del resto, se un avvocato inglese ruba 600 mila dollari a un cliente, la prima idea che gli viene per nascondere il furto senza dare nell’occhio è accusare un capo di governo straniero: e chi se no? 4) Interrogato la prima volta a Milano, Mills confermò che i soldi glieli avevano dati i due B. Ma mentì perché
“temeva di venire arrestato”. Primo caso al mondo di indagato che, per non essere arrestato, commette un altro reato. 5) Mills, testimoniando ai processi Gdf e All Iberian, fu “causa di due condanne” in primo grado per B.: ergo B. non aveva interesse a pagarlo. B. dimentica che, al processo Gdf, fu poi assolto perché mancava la prova del suo interesse ad addomesticare le verifiche fiscali: la prova avrebbe dovuto portarla Mills, ben conscio che un’approfondita ispezione su Tele+ avrebbe rivelato che il vero proprietario della pay-tv era B.,in barba alla legge Mammì, tramite alcuni prestanome nascosti dietro le offshore. Ma Mills, testimone corrotto, non disse nulla e B. la sfangò. Però ultimamente — annota B. — “Mills ha radicalmente escluso di aver mai ricevuto somme di denaro” per le due testimonianze. E B. esclude radicalmente di averlo pagato. Dunque, anche se la Cassazione ha già accertato il contrario, sono innocenti.
Come insegna il Bonaiuti, noto giureconsulto della scuola del “di per sé”.

I processi del Cavaliere

La storia dei tre casi che ‘costringono’ Berlusconi nelle aule di tribunale. Corruzione in atti giudiziari per l’affare Mills, fondi neri per i diritti tv Mediaset, appropriazione indebita nell’affare Mediatrade. Le ipotesi dei magistrati, i retroscena e le leggi ad personam

Repubblica a cura di ADELE SARNO. Servizi di LIANA MILELLA, EMILIO RANDACIO, FABIO TONACCI

PERCHÉ QUESTA INCHIESTA

Sesso, segreti e soldi

Le tre ‘s’ del Caso Ruby

L’ultima indagine della magistratura vede berlusconi imputato per concussione e prostituzione minorile. I documenti, le intercettazioni e le immagini che raccontano la storia del Bunga bunga, il rito celebrato durante le serate a luci rosse di Arcore.

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