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Brevissimo e incazzato

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In Italia la democrazia non è stata solo sospesa: è proprio morta. Una prece per la Costituzione e per noi italiani. Con viva e vibrante soddisfazione, s’intende.

In questo paese c’è qualcuno che se ne può sbattere altamente i coglioni di quello che vuole il popolo “sovrano”, ridergli in faccia dopo la vittoria schiacciante dei SI ai referendum,  mappoi ci vuole un parlamento “libero di coscienza” ( a trovarne una lì in mezzo), che decida se un mafioso, un camorrista, deve o no andare in galera (richiesta respinta per cosentino: purtroppo non ha strangolato gattini in diretta tv). Qualcosa, anzi molto, non torna, o la democrazia si mette in pratica sempre e per tutti oppure mai, ha poco da arricciare il naso, Napolitano.  Gli allegri radicali, che sanno perfettamente quali sono i limiti di discrezionalità del parere del parlamento sulle richieste di arresto, come al solito hanno manifestato di essere del tutto organici alla casta peggiore… ma chi li ha messi in lista perché poi se la piglia con Di Pietro e i razzi suoi? eh, Walter, dico a te, stronzone.

Chissà  perché quando sarebbe il caso di dimostrarsi migliore di quello che sembra, questo paese dimostra invece, e ci tiene proprio, di essere quel paese fatto di gente di merda come al solito e come sempre.

Consulta respinge il referendum
No ad entrambi i quesiti

Dopo un giorno e mezzo di camera di consiglio dalla Corte costituzionale una doppia bocciatura. Inammissibili le due richieste presentate dal comitato per l’abrogazione totale della legge Calderoli o solo in parte. Parisi: “Non sono sorpeso, battaglia continua”. Di Pietro: “Deriva antidemocratica. Fatto favore al capo dello Stato”. Il Quirinale: “Insinuazione volgare e gratuita (rep.it)

Cosentino salvato da Montecitorio

Con 298 sì e 309 no, l’aula si è espressa sul caso del coordinatore del Pdl in Campania, accusato di avere legami con il clan dei Casalesi.

Determinanti i voti della Lega, spaccata al suo interno (Il Fatto Quotidiano

Tecnicamente, un governo

pubblicata da Rita Pani il giorno giovedì 12 gennaio 2012 alle ore 16.48
 

Va da sé che il camorrista è salvo, sennò che camorrista sarebbe?

La Lega aveva lasciato libertà di coscienza, perché bossi sulle carte del caso cosentino non aveva trovato nulla. Plausibile, dal momento che non sa leggere, ma cacchio! Avesse guardato almeno le figure, forse qualcosa avrebbe notato; un incontro con i boss, magari.

 

Va da sé che se stai al governo di quest’Italia per tanto tempo, e fai affari con i pregiudicati malavitosi che siedono in Parlamento, o sei complice o sei affiliato, e come tale ti comporterai.

 

Bossi è un camorrista, perché per l’ennesima volta ha salvato un camorrista dall’arresto, andando contro il volere di quel popolo su cui ha costruito la sua fortuna, che ha umiliato e sfruttato per il suo interesse personale – con un occhio in Tanzania – dove oggi si scopre aveva investito parte dei soldi del finanziamento pubblico in maniera personalistica, senza rendere conto a nessuno, e per interesse privato. Proprio come farebbe un camorrista, o un ladro (anche di quelli a loro insaputa) che per anni hanno depredato le casse dello stato, pagando le mafie e la camorra.

 

La democrazia dov’è?

 

Non c’è, e non c’è da tanto tempo. Ci hanno lasciato l’odore, così che ogni tanto potessimo annusarla fingendo di contare ancora qualcosa in questo sistema marcio e malato fino al midollo, che ormai lavora solo e soltanto per continuare ad alimentare e tenere insieme sé stesso.

Ho letto le esultanti dichiarazioni del padrino del pdl e di tutti i malavitosi come lui, e francamente non ho più nulla da scrivere, anche perché mi verrebbe da vomitare e vomitare, oggi, è un lusso giacché abbiamo ancora la fortuna di poter mangiare. Sarebbe uno spreco, con quel che costa.

 

Rita Pani (APOLIDE nauseata)

 

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