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Equitalia

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Sottotitolo: “continuano gli attentati contro gli uffici di Equitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. http://bit.ly/rubw8G Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione “entro e non oltre” non sa cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso. Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza.”

I botti di fine anno di Equitalia 

www.beppegrillo.it

C’è solo una cosa che possono fare i funzionari di Equitalia: disubbidire civilmente. La disobbedienza civile sarebbe un bel segnale, l’unico, per non rendersi complici delle estorsioni di stato. Equitalia è un crimine legalizzato.

E’ giusto che i debiti si debbano pagare, ma è il modo che stride con uno stato che vuole definirsi “di diritto”.

La prima cosa che avrebbe dovuto fare Monti, anche sobriamente s’intende,  sarebbe stata proprio quella di interessarsi a quel che succede a causa di Equitalia che fa strozzinaggio sulle spalle dei lavoratori.
L’anomalia non è  che si chiedano i crediti dovuti ma che si pretendano, insieme ad essi, degli interessi da usura. La riscossione delle tasse dovrebbe essere un’operazione svolta dallo stato da un’agenzia statale, mentre nella solita Italia è successo che lo stato  ha “appaltato” una cosa così importante e delicata ad un ente  qual è  Equitalia, che essendoin parte  privato  ha tutto l’interesse per trarre i maggiori profitti possibili dalle sue attività. Coi risultati che vediamo anche negli atti violenti compiuti contro le sedi dell’agenzia sparse in tutta Italia.

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60 suicidi per insolvenza: esplode la rabbia contro Equitalia

Chissà perché salta Equitalia

Per un momento, vedendomi sola dentro un supermercato, ho pensato: “Devo fare in fretta, forse stanno per chiudere.” Solo dopo ho fatto i conti con l’orario, e non erano nemmeno le sei del pomeriggio.

Forse ci stanno ancora avanzi da scongelare dentro il freezer, o forse s’è fatto tutto quel che si doveva per le feste, quelle che vengono solo una volta all’anno, che ci hanno insegnato, di anno in anno, a vivere in “tono minore” come se fosse elegante fingere di non voler sprecare, e non dover ammettere che abbiamo capito di dover fare a meno.

Alla radio dicevano che gli ultimi aumenti dei carburanti sono equivoci, iniqui, pericolosi, e la federconsumatori protesterà direttamente col ministro, anche perché sembra – o sembrerebbe – che qualcuno se ne stia approfittando in modo truffaldino.

Beppe Grillo invita a pensare sulle ragioni degli attentati a Equitalia, ha anche detto che forse l’istituto nato per derubare i cittadini dovrebbe essere rivisto, se non chiuso. Già, quali potranno essere le ragioni che portano qualcuno ad attentare alle sedi di un’organizzazione che sembra una società di castigamatti a servizio dello strozzinaggio di stato? Se non fossi così stanca inizierei a chiedermelo anche io. Chissà perché qualcuno si incazza perché se hai scordato di pagare una multa, ti portano via tutta la casa. Se non hai pagato una rata della macchina, ti portano via il quinto dello stipendio. Difficile vedere i motivi di tanto malumore! Persino per Grillo.

C’era qualcosa di apocalittico nel suono dei miei passi solitari tra le corsie di un supermercato, e nella cassa abbandonata da un dei tre commessi intenti a far altro – che il tempo è danaro – mentre aspettavo d’esser vista per poter pagare. C’era qualcosa di triste, come è stato triste apprendere che di nuovo i giornali ci regalano quelle notizie spesso taciute, di vite umane che si spengono per disperazione. Un uomo al quale son chiesti indietro i suoi soldi della pensione, un imprenditore costretto a fallire. C’è molta tristezza sulle pagine dei giornali che sembrano non accorgersi l’oltraggio della realtà resa surreale dai titoli in neretto.

La disperazione della vita, i festeggiamenti per uno spread che arriva a 500 (VITTORIA!), e finalmente la giustizia sociale nel caffè che ai senatori costerà 80 centesimi – io l’ho pagato un euro proprio stasera – e i tramezzini 2 euro e 50.

Pensare alle ragioni per cui ci piace Equitalia che salta per aria. Sì è davvero difficile darsi una risposta, soprattutto dopo aver letto che i Benetton festeggeranno il nuovo anno per i nuovi aumenti dei pedaggi autostradali, oppure sapendo che c’è chi ancora è solido e vedrà la sua solidità aumentare, non appena “Cresci Italia” darà la stura ai licenziamenti selvaggi – 300 mila i prossimi lavoratori condannati alla fame – e alla liberalizzazione della schiavitù annunciata, che tuttavia non lascia ancora sperare nella rivoluzione.

Pare sia presto e forse è meglio attendere, almeno che finiscano davvero le feste, che ancora c’è chi è a casa fino alla Befana. Poi si vedrà, magari capiremo perché stiamo morendo.

Rita Pani (APOLIDE)

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