Razzisti di merda

Un pazzo furioso semina il terrore a Firenze e uccide due immigrati.
Iscritto a casa pound. Dedicato a chi pensa e dice che casa pound “è un’ idea come tutte le altre”. Le idee come le altre possono essere varie e variegate, ma se sono bacate restano tali.
Solo ieri qui in Rete c’era chi scriveva che a bruciare non avrebbero dovuto essere solo le baracche nel campo Rom di Torino ma proprio i Rom. Finché questo razzismo verrà tollerato, anche e solo in qualche pagina di un social network, di un blog in virtù di un’idea di libertà di espressione che non può esserci mai quando quei pensieri sono bacati e sfociano nel reato, nell’istigazione, io non nutro speranze, per questo paese.

Sono diventata intollerante verso tutti i coglioni che mettono il “però” o il “ma” prima di esprimersi sul razzismo. Non giustifico, non comprendo, non accetto più. O si è razzisti o non lo si è, senza però e senza ma. Basta giustificare le teste di cazzo ignoranti che pensano che il male da combattere sia in un campo Rom o nello straniero che stupra e ammazza “più degli italiani” ben sapendo che queste false notizie, frutto di leggende metropolitane come quella che “gli zingari rubano i bambini” sono state costruite apposta, nel tempo, per fomentare ogni tipo di razzismo e intolleranza. E ai razzisti ignoranti dico: andate a studiare, invece di consumare le vostre inutili esistenze scarabocchiando stronzate su qualche pagina web per sembrare intelligenti.

Brutta gente

Oggi siamo tutti negri, a volte ci sentiamo tutti rom, altre volte abbiamo avuto la fortuna di sentirci tutti operai, bambine violate, americani o afghani. Dipende da chi muore, dipende da come muore. Di solito ci sentiamo uguali nella diversità, quando è la morte ad imporcelo.

 

È comprensibile, perché la vita è difficile più della morte in questo periodo storico che sta diventando un’epoca, troppo lunga da sopportare. E la storia viene da lontano, e si ripropone sempre uguale quando non viene più insegnata nelle scuole; non nei licei dove le coscienze teoricamente dovrebbero essere già formate, ma nelle scuole elementari, dove si preferisce insegnare che a Natale – ma solo a Natale – siamo tutti più buoni, e il profitto nello studio (di cosa?) sarà quantificabile con un bel regalo, un premio, un oggetto, un vizio in più.

 

Oggi siamo negri, perché ieri un fascista ne ha ucciso tre, in un gesto che – non ci casco – non ha nulla di folle. Semmai è lucido e ragionato, un gesto pensato, magari a lungo accarezzato, perché in questa Italia è permesso essere un eroe anche così. Uccidendo l’innocente, colpevole di non essere italiano. E nemmeno questo è vero, perché se non si ha un negro a portata di mano, c’è sempre un utile diverso sul quale riversare il fascismo che avanza.

 

Si è ucciso il fascista, e son curiosa di sapere se avrà il conforto religioso all’atto della sua sepoltura. Il gusto un po’ cinico di rimarcare a me stessa le ipocrisie di questa vita rincorsa, più che vissuta. Forse lo avrà il suo funerale, ma nascosto agli occhi di chi guarda, in un angolo scuro di un alba, o all’ora tarda di una giornata qualunque, quando fa freddo ed è meglio star in casa.

 

Oggi sentiamo il dovere morale di essere negri tra i negri, e lo si legge sui commenti dei giornali: ne ricordo uno – emblematico – che iniziava con l’ingiustizia, e concludeva con un “vendevano le loro cose e non facevano male a nessuno.” Perché mai ricordarci che un commerciante ambulante “non nuoceva”? Ah già! Perché era sì un ambulante, ma africano.

 

Viene da lontano l’etichetta da apporre al genere umano. Viene da anni e anni di istigazione al razzismo fatta forse a cuor leggero dall’ignoranza divulgata a mezzo stampa. Da quando sugli articoli di cronaca nera viene sempre specificata la razza d’appartenenza; da quando si comprende che il malfattore, il violentatore, il padre incestuoso o l’assassino è un italiano, solo perché non specificata altra etnia. Un po’ come quei giornali che nelle didascalie delle foto dei vip tengono a precisare il segno zodiacale.

 

Non abbiamo tempo per essere negri tutti i giorni, siamo troppo impegnati a sopravviverci, a conservarci integri nonostante tutto, a fare a pugni con le nostre coscienze e con le nostre responsabilità. L’altro giorno in una scuola media di Caserta, una professoressa ha dato ad una bimba un voto inferiore a quel che meritava. Alla richiesta dell’alunna sulla motivazione del voto, la professoressa ha risposto: “Perché tu sei nera.” (La scuola ha aperto un’indagine.)

 

Il razzismo che si vede ci fa inorridire, quello che non vogliamo vedere è quello che dovrebbe preoccuparci di più. Quello per esempio che impone di rendere tutti uguali i diversi, quello che tende a far scordare l’unica appartenenza al genere umano.

Che brutta gente siamo diventati.

 

Rita Pani (APOLIDE)

4 thoughts on “Razzisti di merda

  1. E invece io sono razzista e lo sono nella maniera più convinta,odio profondamente gli appartenenti a quella razza di nuova invenzione che si sono autonominati padani,odio il suo capo con la maggior parte dei suoi consilieri,odio chi li vota in special modo quei “terroni” e questi sì,che essendo stati discriminati un tempo,ora sono i più feroci perseguitatori forti della loro ignoranza. Odio quei politici che in TV si lasciano andare a discorsi xenofobi e odio le TV che glielo permettono in nome degli ascolti.
    Odio tutti gli ignoranti e sarei disposto ad appoggiare campi di concentramento dove “educarli” alla normale tolleranza di persone che malgrado provengano da altri stati,permettono a noi italiani una vita buona, facendo loro quello che noi e i nostri figli non sono più disposti a fare.
    Sono Razzista

  2. La rete,lo sai bene sulla tua pelle,è un’arma pericolosa se chi la usa è un analfabeta ignorante. Fa paura anche a me ma non riesco a trovare una soluzione,se non quella della denuncia alle autorità preposte ogni volta che ti inbatti in un messaggio che viola le leggi e la morale..

    • Oggi sono partite le retate, hanno arrestato quelli di Militia, come se ‘sta gentaglia ieri non esisteva. Le forze dell’ordine sanno perfettamente chi sono e dove stanno gli estremisti fascisti. Non servono i contentini del giorno dopo: serve un’azione capillare che distrugga dalle fondamenta anche e solo l’idea di una ricomposizione del partito fascista.Per non dire dell’altro reato, quello della secessione. Cosa aspettano a considerare alla stregua del fascismo anche l’ideologia (?) leghista che è la prima responsabile di queste tragedie?

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