Scialla! (stai sereno)

Sottotitolo: Tornerò ad avere qualche stima nei giornalisti televisivi quando uno di loro, a caso, dirà “il cosiddetto o sedicente” parlamento padano. Quello non è un parlamento ma un’associazione privata, e come tale va denominata. Tutti invece dicono: convocato il parlamento padano, senza neanche aggiungere dè ‘sto cazzo. Il cosiddetto ‘parlamento padano’ e un circolo della bocciofila pari sono, e così dovrebbe essere presentato e descritto al pubblico.

Bersani dice che questo governo cosiddetto ‘di emergenza’ è più forte senza politici. Io non lo penso affatto: credo invece che in un governo, qualsiasi governo, ci vorrebbero casomai dei politici veri. E il segno che di politici veri, seri, competenti, disinteressati che sappiano occuparsi veramente del paese e non dei soliti affari di bottega, la loro,  non ce ne siano più consiste proprio nell’inconcludenza, nell’inutilità, nella mancanza assoluta di serietà e responsabilità dei governi che si sono succeduti in questi ultimi vent’anni. Ché se ci fossero stati, nessuno avrebbe aperto un dibattito su Gianni Letta ma neanche su Amato. Il primo perché è tutt’altro che quella figura ‘alta’ che molti, compresa la Bindi fino a ieri sera descrivono ma anzi è stato quello che tirava i fili dietro le quinte di quell’orrenda commedia che è stata il governo berlusconi, dunque oggi né mai nella sua vita farebbe gl’interessi contrari di berlusconi, l’altro perché con la sinistra e col centro sinistra non c’entra assolutamente niente. Possibile che sia questa, la real politik? per me dovrebbe essere quella che si spertica per risolvere davvero i problemi, che trova sì, un accordo anche con l’avversario politico, quello che in condizioni normali e fuori dalle emergenze si dovrebbe contrastare con tutte le forze possibili, certamente non quella che favorisce l’inciucio e la perdita di memoria collettiva, cazzo, si parla di Gianni Letta come di uno dei migliori statisti di questi ultimi anni, quello che ha sempre favorito il dialogo sereno (ma dove, quando?) fra le opposte (si fa per dire) fazioni, e non invece di uno che doveva andare a finire in galera e non c’è andato solo perché il gip si chiamava Augusta Iannini (in Vespa), amica di famiglia. In questo paese la gente è talmente intossicata da non saper più distinguere il fango dalla merda e viceversa. Questo è un paese composto per metà da gente che non legge e non si informa, l’altra, il resto, per fortuna non tutto, da persone senza memoria, ecco perché anche uno come buffon può venir confuso con qualcuno che fa discorsi da statista. Con Pertini al Quirinale credo che in un momento come questo la Nazionale di calcio sarebbe stata ricevuta ai giardinetti.

Cicciolina almeno non ha mai nascosto che mestiere facesse:  l’ha sempre detto ed è stata eletta lo stesso.

Non si finisce mai

Ha detto Al Fano che il tizio non andrà ai giardinetti. Beh! Peccato. Io ce lo vedrei con le calze nere e la giarrettiera appena sopra il ginocchio, le scarpe col tacco, senza mutande e l’impermeabile da aprire quando gli vengono incontro le donne con la sporta della spesa in mano.
La nostra ubriacatura è finita, godere è stato lecito e liberatorio, ma ora è giunto il momento di porre la pietra tombale davanti alla cripta che deve rinchiuderlo, fatta di oblio e memoria. Nulla potrebbe fargli più male che l’indifferenza o la visione reale di quel che resta di lui: un indagato, un imputato, un vecchio triste e criminale.
Di sogni ne abbiamo fatti, ma è ora (o almeno lo sarebbe) di ridestarci e tornare con tutti e due i piedi nella realtà che non è dipinta con tinte pastello, ma con toni cupi e senza sfumature. L’Italia è passata di mano, da quelle di una cosca mafiosa ad altro potere, che non è quello del popolo. Ora, come un ostaggio, l’Italia è stata ceduta ai poteri economici, alla chiesa e ai militari, e non c’è rimasto nulla da ridere.
Sorridere semmai, dinnanzi alle solite cronache che ci raccontano la domenica montiana, che è una bella giornata di sole, che è fatta di lavoro e poi della Santa Messa. Un messaggio per chi ancora non fosse convinto; dopo le cronache d’avanspettacolo del vecchio porco, un signore distinto che si reca alla messa al braccio della moglie, è assai più rassicurante, anche per chi ancora non ha capito bene l’entità del sacrificio da affrontare. Ma Bagnasco è tranquillo, e anche questo – in teoria – dovrebbe rassicurare l’italiano medio, quello che esulta per la caduta del mostro e trova il nuovo messia da adorare.
Certo, c’è anche l’ipotesi del paradosso, secondo cui nonostante Mario Monti sia stato chiamato in tutta fretta a dar pace alle banche italiane, la sua ascesa potrebbe ridare davvero un minimo di respiro anche a noi, ma solo secondariamente. Un domani, forse, se non si saranno cancellati i diritti di vita della comune umanità. Noi.
Sarebbe bello non scordare il passato, sarebbe obbligo ricordare ed è fatto obbligo continuare a resistere e lottare. Potremmo persino iniziare a fare quel che non abbiamo mai fatto: esigere. Per esempio ridando dignità allo stato e alle istituzioni. Esigere epurazioni. Se non si ripulirà lo stato dalla melma, tutti coloro che continueranno a passeggiarci sopra ne usciranno sempre con le scarpe infangate.
Epurazione è un brutto termine, lo so, ma non ne esiste uno migliore per sottolineare l’urgenza di civiltà. È inutile dire che sepolto il tizio si debba educare il popolo al libero pensiero, al senso critico e alla responsabilità, se non esistono modelli da poter mostrare con vanto, se una volta sola in questo stato non ci sarà qualcuno che si possa rispettare. Via tutti i servi dai gangli dello stato che ormai è come un terreno minato e da sminare. Bonificare, forse è un termine più leggero di epurare, ma il senso non cambia, e questa dovrebbe essere la nostra esigenza.
Però ho visto spuntare di nuovo fuori il Veltroni, e allora mi sorrido pensando che non è ancora giunto il tempo di dedicarmi ad altro, di pensare alla grazia della prosa dei racconti da scrivere e dei romanzi, che nascondono tra le pagine da vergare, le ombre di un sole che cala, o di uno che sorge.

C’è da stare ancora qua a R-esistere. Non è ancora tempo di sospirare.

Rita Pani (APOLIDE)

4 thoughts on “Scialla! (stai sereno)

  1. Sin dall’inizio ho sostenuto la priorità delle elezioni e non per un calcolo puramente di parte,anzi essendo iscritto al PRC il prolungarsi della macelleria sociale alla quale saremo esposti non fa che aumentare le chances di un nostro ritorno in parlamento. Credo che scelte economiche e sociali come quelle che ci aspettano debbano essere affrontate da un esecutivo legittimato dal popolo,è ora che anche la sinistra si svegli dal torpore dell’assuefazione alla sconfitta e si metta in gioco seriamente. E’ assurdo sentir ragionare gente come la Melandri con atteggiamento prono verso l’esecutivo prossimo senza nemmeno sapere quello che questo esecutivo proporrà. Come tante volte ho auspicato,spero nella capacità della CGIL di far da scudo e da filtro ad una politica che ancora cercherà denari dalle tasche vuote di chi la crisi è 17 anni che la paga. Non si possono fare sconti ad un personaggio come Monti che è figlio legittimo delle banche e il fatto che vada a messa con la moglie non aumenta la stima che ancora non ho. Le cambiali in bianco non le firmo più a nessuno e soprattutto dal prossimo presidente della repubblica suggerirei per una volta di dar credito alla chiesa e gli ottantenni di mandarli per bocciofile.

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