Roma, 15 ottobre 2011: missione compiuta

Sottotitolo: Se fossi nei trombettieri del governo, andrei molto cauto nell’approfittare di questa catastrofe, come ha fatto puntualmente il solito TG1, seguito poi dallo stesso Berlusconi con un comunicato ridicolo e offensivo, nel quale esalta proprio quelle forze dell’ordine alle quali il decreto stabilità appena varato dal Consiglio dei Ministri ha tagliato 60 milioni di Euro. Un governo che non sa garantire l’ordine e la sicurezza di una manifestazione autorizzata e pacifica nella propria capitale, che non sa prevedere e prevenire quello che tutti noi avevamo temuto, che permette a centinaia di professionisti dello sfascio di arrivare tranquillamente lungo il percorso annunciato della sfilata addirittura con “uniformi nere e maschere antigas” come dice una trafelata inviata del TG1 che si crede di essere a Kabul, dovrebbe dimettersi, invece di tentare di strumentalizzare le operazioni di questi spaccavetrine. Soprattutto se nello stesso giorno in nessun’altra capitale del mondo – nessuna – dove si sono svolte manifestazioni simili è accaduto nulla di lontanamente simile. Come ha detto il corrispondente da Londra dello stesso TG1, Antonio Capranica, correttamente informando e involontariamente mettendo in stato d’accusa la città e il governo italiani, “Londra non si è fatta trovare impreparata”. Roma invece sì. Completamente impreparata, nella più benevola delle ipotesi. E Roma chi è, se non chi amministra la città e governa la nazione?

(Vittorio Zucconi)

 

Il metodo è sempre lo stesso, dal ’68 ad oggi le teste di cazzo che programmano certi  giochetti non hanno fatto nemmeno un corso di aggiornamento. Chi conosce un po’ la storia di questo paese ricorderà  le strategie di Cossiga: se una manifestazione è pacifica, bisogna farla diventare violenta (con ogni mezzo). Col risultato che tutti ricorderanno le violenze  di pochi e non le ragioni per le quali migliaia di persone   stavano manifestando. 

Sono mancati solo un estintore e il morto, mi pare che il copione sia stato rispettato in pieno. Ma questo può capitare solo in un paese senza memoria. Sentire quei luridi che parlano di rigore, di pene severissime, sentire alemanno, un ex picchiatore,  fascista, dire che oggi solo Roma si è distinta per gli atti violenti dopo che tutto il mondo ha già visto bruciare Parigi, Londra, la Grecia fa semplicemente vomitare.  I disordini di oggi hanno avuto la stessa regia di quelli del G8 di Genova: quelli che non lo capiscono né lo ammettono e parlano delle violenze dimenticando i motivi che oggi hanno portato milioni di persone nelle piazze di tutto il pianeta  sono solo dei miserabili.

Il Metodo Kossiga: si manda un pugno di persone (perfettamente addestrate all’uopo) a seminare distruzione in maniera scientificamente pre-programmata; quando il casino è al massimo, si manda la polizia a manganellare le persone che stanno manifestando pacificamente. E’ la stessa cosa che è successa a Genova nel 2001 al G8; era successa sei mesi prima a Napoli ed è successa centinaia di volte. Ed anche questa volta. Con la polizia che, con la scusa di colpire i black bloc, colpisce chi non c’entra. (Aldo Vincent)

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