Feed RSS

Rosa Louise Parks

“La gente racconta che non mollai il posto perché ero stanca, ma non era vero. Io ero stanca solo di arrendermi”.

Così ha inizio la storia di Rosa Louise McCauley in Parks, morta il 25 ottobre 2005 a 92 anni nella casa di Detroit per la quale non poteva nemmeno pagare l’affitto. Pur senza un soldo a lei si sono inchinati o avrebbero dovuto farlo tutti i grandi del mondo, infatti Rosa Parks regalò un sogno a tutti i neri d’America, un sogno a tutti coloro che sono alla ricerca di diritti negati e dignità.Il 1 dicembre 1955 Rosa Parks rientrava da lavoro, come tutte le sere, faceva la cucitrice. Siamo a Montgomery, nell’Alabama, dove vigeva – come altrove – il regime di segregazione tra neri e bianchi, in virtù del quale i neri avevano posti riservati negli autobus, nei cinema, nei ristoranti, a scuola (era la legge ma non era giusta). Rosa salì sull’autobus per tornare a casa e si mise seduta in un posto libero, ma gli fu intimato di alzarsi perché non era un posto riservato ai neri; Rosa non si alzò, e non perché anziana e stanca, come l’immaginario collettivo ne ha tracciato il ricordo, aveva solo 42 anni, ma era stanca, anzi stanchissima di subire l’ingiustizia continua. Vicino a lei altri tre passeggeri neri si alzarono subendo l’ennesima umiliazione quotidiana. Rosa rimase al suo posto, sfidò la legge, nonostante i ripetuti ordini dell’autista, finché non fu arrestata per violazione delle leggi segregazioniste e passò la notte in carcere, pagando anche una multa di 14 dollari. Ma il suo gesto non passò inosservato, ed un venticinquenne pastore della chiesa battista di Dexeter Avenue a Montgomery, Martin Luther King, proclamò lo sciopero dei passeggeri degli autobus. Anche King fu arrestato insieme ad altre 90 persone di colore con l’accusa di aver intralciato un servizio pubblico, ma ricorrendo in appello vinse. La protesta, infatti, fu esplosiva perché la maggioranza dei pendolari che usava i mezzi pubblici erano cittadini neri (ma anche molti bianchi aderirono, molte le donne), e il boicottaggio e lo sciopero di 381 giorni misero in ginocchio le stesse compagnie degli autobus. Da Montgomery la vicenda si diffuse a livello nazionale, fino a far dichiarare alla Corte Suprema americana, il 13 novembre 1956, che la segregazione sugli autobus era illegale. Tuttavia solo nel 1965 il presidente americano Johnson firmò la legge che vieta la discriminazione razziale. Da questo gesto di Rosa ha inizio il movimento non violento per i diritti civili, guidato proprio da Martin Luther King. Rosa Parker è morta all’età di 92 anni ma per il suo viaggio in quell’autobus di Montgomery ha pagato un prezzo che tutti dovrebbero essere in grado di pagare, il prezzo della dignità per un biglietto per un mondo più giusto.

Annunci

»

  1. Non è vero che le cose non possono cambiare. Basta una volta sola, basta semplicemente dire:”no”, per farle cambiare.

    Rispondi
  2. Fosse vero!!!!
    Buongiorno. Mela.

    Rispondi
  3. E mi pare che qui si possa cambiare 🙂 ilaria

    Rispondi
  4. Bene, casa nuova vita nuova 🙂

    Rispondi
  5. Ma la signora Rosa non ti ha insegnato nulla?
    Lei è rimasta sull’autobus e non si è alzata,ha subito un’ingiustizia che ha determinato una presa di coscienza.
    Continua pure anche qui,ma non lasciare soli quelli che si sono schierati con te,forse oggi siamo ancora pochi ma domani saremo sicuramente più.
    Ti abbraccio ed oggi voglio arricchirlo con un bacio.

    Rispondi
  6. Grazie a tutti, prima o poi capirò anche come funziona…:-)))

    Rispondi
  7. io ti voglio bene ovunque!!!!!!!!!anche se non ci ho capito nulla di come funziona qua….

    Rispondi
  8. ho i brividi!
    grazie per aver messo questa cosa! ho visto un film legato a questa storia, credo, non vorrei fare gaffes 🙂
    la lunga strada verso casa…

    E sai
    anche io faccio un pò così ogni giorno, cercando di combattere.
    Un bacio

    Roberta

    Rispondi
  9. passo per un saluto , e per rinnovarti la mia stima.

    un sorriso e un abbraccio

    Molly

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...